Mark E Smith (Fall), bordate su Kate Bush e festival estivi

Era un po' di tempo che l'inossidabile Mark E Smith, il brutalmente franco frontman dei Fall, mancava di allietare fan e appassionati con una delle sue esternazioni: lo spigoloso cantante e polistrumentista, che nel maggio del 2013 aveva definito il rock contemporaneo "merda" e i Mumford & Sons (che non aveva mancato di far diventare il bersaglio dei suoi strali - e non solo - già nel 2012) "una multinazionale", è tornato all'attacco mettendo nel mirino due vere e proprie istituzioni musicali britanniche, Kate Bush e i festival estivi.

"Chi ha deciso che Kate Bush debba tornare di moda?", si è chiesto Smith nel corso di un'intervista rilasciata al Manchester Evening News: "A me non è mai piaciuta, nemmeno appena era uscita. E' come se tutti questi DJ radiofonici si siano ridotti a frugare tra le collezioni di dischi dei loro genitori mettendosi d'accordo per farla tornare sulla cresta dell'onda".

Bastava l'attacco frontale alla voce di "Wuthering heights", che proprio in questi giorni sta portando a termine la sua trionfale residency londinese? No, ovviamente. Perché il frontman dei Fall ha avuto da dire anche sui grandi raduni rock estivi. Senza, com'è suo costume, risparmiare nessuno, nemmeno i big considerati inattaccabili. "Non siamo un gruppo da festival, per la verità: più che altro, siamo un gruppo da città, e preferiamo suonare in città", ha spiegato: "I festival oggi sono troppo costosi: fanno pagare i biglietti un mucchio di soldi giusto per permettere ai genitori ricchi di mandare i loro rampolli a farsi un bel weekend all'aperto. Quest'anno, per la prima volta, ho visto un po' del festival di Glastonbury alla televisione: lo giuro, mi sono costretto a guardare cinque minuti di Metallica senza vomitare".
 

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