The Servant: il volto 'nascosto' di Dan Black

Il nome, forse, vi dirà poco, ma - con ogni probabilità - avrete occasione di riconoscerlo immediatamente guardando il video di "Orchestra", clip che sta facendo conoscere la sua band, i Servant, al pubblico italiano: stiamo parlando di Dan Black, vulcanico frontman dei Planet Funk, che - con l'omonimo disco di debutto del suo gruppo - sta facendo affiorare presso il grande pubblico il suo lato "nascosto". Lontano dall'impeto dance che caratterizza la produzione del collettivo anglo-italiano, Dan ha infatti assemblato una manciata di canzoni di accativante indie-pop, che palesano uno spettro di influenze insospettabili per chiunque lo abbia sempre visto come un'icona dance. "Sono sempre stato un songwriter", ammette soddisfatto Dan, raggiunto telefonicamente da Rockol, "I miei genitori sono appassionati di musica e sono stati loro a farmi conoscere gli artisti che poi sono diventati, per me, dei punti di riferimento. Per scrivere i brani dei Servant ho sempre cercato di raggiungere la perfezione di scrittura di maestri come Bob Dylan e Lou Reed, cercando di dare la massima importanza ai testi e alle melodie. Ho voluto degli arrangiamenti sobrii apposta per valorizzare al massimo le canzoni". Ad ascoltare il disco c'è da credergli. In un pezzo, "Jesus says", Dan canta: "Fratelli e sorelle, Gesù dice di lasciare i vostri uffici e abbandonare le vostre macchine...". Profetico o politico? "Nessuno dei due", ride Dan: "Per la verità la mia intenzione era quella di restituire un'istantanea di un ipotetico ritorno di Gesù sulla terra: è più un brano giocoso che di protesta". "The Servant", come racconta lo stesso Black, ha avuto una genesi molto semplice: "Ci conosciamo da moltissimo tempo: siamo andati in studio, abbiamo attaccato gli strumenti, e qualche settimana dopo ne siamo uscito col Cd, in maniera molto naturale". La svolta, per i Servant, è dietro l'angolo: secondo la stampa inglese, specializzata nel creare fenomeni, il gruppo di Dan potrebbe essere la band rivelazione della prossima stagione. Qualche timore nell'"hype" istantaneo che molto spesso "brucia" gli artisti più promettenti? "Accidenti, no", ammette candidamente Dan: "Chi non vorrebbe diventare famoso? Ci fa molto piacere che si parli di noi, è da una vita che inseguiamo questo sogno". Se non fosse che Dan, almeno nel nostro paese, ma anche - in misura leggermente minore - famoso lo è già: c'è stato qualche problema nel passare dall'audience indie di una band come i Servant al grande pubblico che impazzisce per i Planet Funk? "Non direi. I Servant e i Planet Funk sono due cose molto belle ma anche molto diverse. Non penso che ad un fan dei Planet Funk interessino le canzoni dei Servant, e viceversa. Per la verità non ci ho mai pensato: vivo questo sdoppiamento di carriera con molta serenità". Dopo aver confessato di essere troppo occupato per cimentarsi in attività extra-musicali ("Il cinema? Non oggi, davvero!"), Dan ha annunciato la sua prossima discesa in Italia: "Sarò nel vostro paese quest'estate, in occasione di alcuni importanti festival estivi, e poi - se tutto va bene - potremmo tornare più avanti per una tournée più estesa".
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