Bluvertigo, il 'Fastour' a Roma - LIVE REPORT

Bluvertigo, il 'Fastour' a Roma - LIVE REPORT

Partito lo scorso 17 luglio dal Carroponte di Milano e giunto ormai alle sue ultime battute - d’altronde il calendario si componeva di appena quattro date - il “Fastour” dei Bluvertigo ha fatto tappa a Roma; la band guidata da Marco “Morgan” Castoldi si è infatti esibita in concerto presso la Città dell’Altra economia (un ex mattatoio, ora divenuto uno spazio - aperto al pubblico - che ospita ristoranti, un supermercato biologico e, appunto, concerti), evento incluso all’interno della manifestazione “Eutropia Festival”.

Esattamente come nelle precedenti date del mini-tour, i Bluvertigo hanno riproposto davanti al pubblico una selezione di brani tratti dai tre album pubblicati dal gruppo nei suoi anni di attività, “Acidi e basi”, “Metallo non metallo” e “Zero - ovvero la famosa nevicata dell’85”; a questi bisogna inoltre aggiungere la raccolta “Pop-tools”, consegnata al mercato nel 2001, anno in cui i componenti della band decisero di “congelare” temporaneamente il progetto Bluvertigo, intraprendendo così ciascuno progetti solisti e alternativi (Morgan, ad esempio, ha pubblicato alcuni album in cui è stato seguito dal batterista Sergio Carnevale; Andy ha portato avanti la sua attività di pittore ed ha recentemente fondato una band, i Fluon; Livio Magnini ha continuato a suonare con i JetLag, altra band che lo vede impegnato come chitarrista).

Per i quattro concerti-evento che hanno segnato il ritorno dei Bluvertigo sul palco come band, Castoldi & Co. hanno deciso di presentarsi davanti al pubblico nella formazione completa, comprendente tutti e cinque i musicisti che hanno preso parte alle registrazioni degli album di cui sopra: Morgan (voce, basso, pianoforte), Andy (tastiere, sax e cori), Sergio Carnevale (batteria e percussioni), Livio Magnini (chitarre - subentrò alla band solamente ai tempi del secondo album, “Metallo non metallo”) e Marco Pancaldi (chitarre - incise con i Bluvertigo il primo album “Acidi e basi” e parte del secondo, per poi lasciare il suo posto a Magnini), ai quali si è aggiunto anche Daniele “Mhz” Dupuis.

La scaletta del live si compone di sedici canzoni e pare come seguire un filo logico: si parte dalle basi, da “Il nucleo”, per arrivare a “Zero” (che i componenti del gruppo hanno definito “non il punto di non arrivo, ma il nucleo della complicità”); passando per brani rock ed electro rock come “Sono=Sono”, “Il mio mal di testa”, “Vertigoblu” e “La crisi”, in cui la band si scatena e lascia scatenare anche il pubblico. Quello che si nota sin da subito è il grande affiatamento tra i componenti dei “nuovi” Bluvertigo: come se in questi tredici anni non fosse successo niente, come se non ci fosse mai stato quello che in molti hanno definito il “congelamento” della band. Morgan, magnetico, pare essere tornato la rock star di un tempo: con il suo basso al collo, salta, esplora il palco, fomenta la folla e fomenta i suoi, non facendosi mancare nemmeno uno stage diving (in “So low” - stavolta il pubblico si è ben compattato sotto al palco, impedendo la caduta di Castoldi); Andy, robotico, dà il meglio di sé al sax e alle tastiere, assecondando Morgan e il suo egocentrismo; Sergio Carnevale, alla batteria, detta i tempi e i ritmi del concerto; Livio Magnini è inamovibile alle chitarre elettriche. Quello della band è un affiatamento che trova la sua manifestazione più evidente durante l’esecuzione de “L’assenzio (The power of nothing)”, nel botta e riposta tra Morgan e Andy (“Gli effetti speciali/la polizia/travestirsi/la censura/l’oppio/la religione/il lego/l’assenzio”) e nell’abbraccio tra i due al termine di “So low”.



Tanto divertimento, dunque, sia sul palco che sotto; ma non mancano momenti più meditativi, come nel caso di “Cieli neri” (che Morgan interpreta, fumando una sigaretta, seduto a bordo palco - ricongiungendosi alla band solo sul finale, improvvisando un finale orientato verso la fusion: “Questa è vera fusion”, dichiara lui, “fusion of the heads”), di “Sovrappensiero” e di “Troppe emozioni”. Per il bis, Morgan ha proposto in versione solista il brano “Numero”, per poi eseguire insieme agli altri componenti del gruppo “Altre forme di vita” (uno dei brani più apprezzati dal pubblico) e chiudere il concerto con “Zero”.



(di Mattia Marzi)


 SETLIST:

“Il nucleo”

“Sono=Sono”

“Il mio mal di testa”

“L.S.D. La sua dimensione”

“Vertigoblu”

“So low”

“Complicità (Here Is The House)”

“Decadenza”

“Cieli neri”

“Sovrappensiero”

“La crisi”

“Troppe emozioni”

“L’assenzio (The power of nothing)”



BIS:

“Numero”

“Altre forme di vita”

“Zero”

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