Credits: Emanuela Campara / Concessione in uso a Rockol
A pubblicare l’inquietante notizia che alcuni CD prodotti alla fine degli
anni Ottanta siano soggetti ad una sorta di “malattia” che li rende non
più ascoltabili è il quotidiano australiano Herald Sun. Circa il 20% dei
dischi di quel periodo soffrirebbe infatti, afferma il giornale, della
cosiddetta “CD rot”, una sorta di ossidazione simile alla ruggine che fa
sì che il CD player non riesca più a leggerli. L’Herald Sun, pur
sottolineando il fatto che ad essere affetta dal “CD rot” sia una
percentuale relativamente modesta (tra gli autori a rischio c’è ad esempio
Michael Jackson), ricorda che in ogni caso sulle superfici dei dischi è
meglio non mettere le dita ed afferma che le etichette discografiche
stanno tentando di minimizzare la portata del fenomeno in quanto temono
d’essere inondate da domande di rimborso o rimpiazzo.
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