La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
Studenti Democratici e Bass Culture
presentano
Venerdì 28 maggio 2004
Max Gazzè in concerto
Officine del Politecnico - Bari
Continuano le iniziative dell'Associazione Studentesca "Studenti Democratici" nell'ambito del progetto "Vivi il Politecnico" con l'intento di aprire le porte dell'Università all'arte in tutte le sue forme.
L'Università non è solo un "esamificio"! Dopo aver già ospitato all'interno del Politecnico numerosi spettacoli di cabaret (ultimo Giobbe Covatta), il tradizionale cineforum annuale e concerti musicali (Bluebeaters, Modena City Ramblers, Elio e le Storie Tese), il prossimo appuntamento vedrà esibirsi MAX GAZZE' il prossimo 28 maggio con un concerto presso le Officine del Politecnico di Bari, in Via Amendola 132.
Un appuntamento che Studenti Democratici organizzerà con l'apporto di Bass Culture, agenzia di produzione e comunicazione di eventi culturali e con il contributo del Politecnico di Bari. Un'iniziativa gratuita affinché la cultura sia accessibile a tutti, specialmente in una città come Bari, priva di contenitori culturali di qualsiasi forma.
OFFICINE DEL POLITECNICO
Via Amendola 132 - Bari
APERTURA CANCELLI: h.19.30
INIZIO CONCERTO: h.21.00
Ingresso libero - riservato agli studenti del Politecnico muniti di libretto universitario.
Infoline: 080/5533307 - 080/5963322
www.bassculture.it; www.studentidemocratici.it
Biografia Max Gazzè
Nato a Roma, Max trascorre diversi anni a Bruxelles dove studia musica e suona come musicista professionista in vari gruppi. Per cinque anni è bassista, arrangiatore e coautore dei 4 Play 4, formazione inglese di Northern soul dalle escursioni pionieristiche nell'acid jazz. Con il gruppo si trasferisce nel sud della Francia dove lavora anche come produttore artistico (Pyramid, Tiziana Kutich). Rientrato a Roma nel 1991, Max si dedica alla sperimentazione nel suo piccolo studio di registrazione, mentre compone colonne sonore.
Nel 1994 e 1995 lavora alla realizzazione del primo album, Contro un'onda del mare, pubblicato nel gennaio 1996 e presentato in versione acustica nel tour di Franco Battiato. L'album, che inaugura il sodalizio con la Virgin Music, vanta una notevole diversità di climi musicali e originalità nella stesura dei testi e si fa presto notare dalla critica. Nel 1998 Max partecipa all'album di tributo a Robert Wyatt The Different You con il brano "Oh Caroline". Il secondo album, La favola di Adamo ed Eva (ottobre 1998), è anticipato da due hit, "Cara Valentina" (1997) e "Vento d'estate". La favola di Adamo ed Eva vede la partecipazione, oltre che di Niccolò Fabi in Vento d'estate (disco per l'estate '98), di Mao in Colloquium vitae e di Lucio Morelli in Nel verde. Di forte impatto le strumentazioni del disco, basate sulla semplicità dell'interazione tra la chitarra acustica, il basso e la batteria, e i testi, lineari e allo stesso tempo linguisticamente ricchi e pieni d'inventiva: profondi, ricercati ma di presa immediata, i testi sono scritti da Max insieme al fratello Francesco.
L'entusiasmo suscitato da La favola di Adamo ed Eva vale a Gazzè l'invito a partecipare all'edizione 1998 del prestigioso Premio Tenco. La sua popolarità si estende a un pubblico ancora più ampio con la partecipazione alla "Sezione Giovani" del Festival di Sanremo 1999, dove presenta Una musica può fare. Al termine di una lunghissima stagione di concerti, che ha confermato la popolarità dell'artista romano e la qualità delle sue esibizioni dal vivo, Max Gazzè ha iniziato a lavorare al terzo album, intitolato col suo nome e pubblicato il 13 marzo 2000.
Il cantante-bassista-compositore ha ulteriormente perfezionato il suo stile altamente personale, come annunciato dal primo singolo tratto dall'album, Il timido ubriaco, con il quale Max si presenta sul palco del 50° Festival di Sanremo: una canzone in cui la vicenda narrata e la musica alludono a due diversi stati d'animo. Il nuovo album rispecchia il grande amore di Gazzè per la poesia, costante fonte d'ispirazione: l'Elemosina è la traduzione di una poesia di Mallarmé, poeta citato anche nel brano Su un ciliegio esterno. Altrove vengono riscoperti i poeti dell'Arcadia.
Nell'ottobre 2001 è uscito, infine, Ognuno fa quello che gli pare, un album emozionante, che svela un autore più sicuro e complesso, un affabulatore coraggioso che, nella creazione musicale, non esita a trarre ispirazione da una coloratissima varietà di fonti, pur riuscendo a conservare la consueta freschezza d'invenzione. La tensione, il conflitto, la contrapposizione sono il filo conduttore che attraversa un succedersi di canzoni spesso diverse tra loro per impostazione melodica e atmosfere strumentali. I contrasti attraggono Max: i contrasti armonici, di colore, o i contrasti tematici, sociali o di coppia; l'album vive di queste tensioni.
Nel 2003 Eicher pubblica il suo nuovo album, Taxi Europa, la cui title track è scritta e interpretata da Max e Stephan (con loro canta anche Herbert Gruenmeyer); i due cantano insieme anche "Cendrillon après Minuit/Cenerentola a mezzanotte", brano per il quale Max ha curato anche l'adattamento in italiano. Il musicista romano compare, inoltre, come bassista stabile della band sia per le registrazioni dell'album Taxi Europa che per l'omonimo tour europeo. Il nuovo album di Max Gazzè, Un giorno, è in uscita il 09 aprile per la Emi Music.
Max Gazzè - Un giorno
L'alba di "Un giorno" è sorta una decina d'anni fa, quando Max Gazzè era ancora un nome che girava tra i locali romani e poco più. Ma con lui suonavano già gli stessi musicisti con i quali ha scritto e prodotto il suo nuovo album. "Un giorno" si presenta così: un sound compatto, robusto e solare. Al quinto lavoro discografico - il primo pubblicato con la Emi Music - Max scrive, produce e suona un disco insieme alla band di sempre ed esprime in questo lavoro collettivo la sua unicità autorale: mai un suo album ha avuto un suono così uniforme e riconoscibile. Dopo anni di "sano rock & roll" e di vibrante punk, Max è arrivato in studio senza un lavoro di preproduzione che tracciasse un percorso definito, confezionato, ma con idee da mettere in campo insieme a tanta voglia di suonare e costruire insieme alla band le sue canzoni, sempre disposto ad accogliere suggerimenti, modifiche, nuovi contributi. "Amo pensare questo disco come un viaggio in caravella: io ero il capitano che coordinava il lavoro dei marinai, ma c'era bisogno di uomini a issare le vele e tenere il timone".
Il suono essenziale di "Un giorno", puro, senza sovraincisioni, nasce anche dalla ricerca degli strumenti con i quali è stato riprodotto: l'intera strumentazione non è più vecchia degli anni Settanta, inclusi mixer e microfoni; l'amplificatore usato da Max è un Vox del '65, "lo stesso usato da Paul McCartney negli anni d'oro dei Beatles "mentre la batteria usata da Piero Monterisi è una Rogers degli anni Sessanta. Peculiare è inoltre la presenza di due bassi (a suonarli sono Gazzè ed Emanuele Brignola) che in alcuni brani consente a Max di suonare spingendo verso un suono distorto, più vicino a quello della chitarra, e di seguire piuttosto l'armonia incrociando l'altra chitarra (Francesco De Nigris) che non la tonica e la ritmica lasciando il colore alle tastiere di Gianluca Misiti. Da un punto di vista testuale, in "Un giorno" la proverbiale ironia di Gazzè lascia spesso il passo al sarcasmo, mentre sono poche le storie narrate in favore di una poetica del frammento, della descrizione di immagini, situazioni e stati d'animo. Sempre traendo spunto dai racconti del fratello Francesco. Testi scanzonati e canzonatori, che tornano a rimbrottare sulla vacuità del presente col sorriso sulle labbra.
Il testo come la musica nasce da uno scherzo, una battuta. È la prima canzone dell'album nella quale l'alchimia intorno a cui si è sviluppato questo lavoro è particolarmente evidente in tutte le sue caratteristiche di coralità e gioco. La litania petulante di piccole rinunce e sacrifici fatti per amore è un'idea di Piero Monterisi.
La nostra vita nuova
Questa ballad, così dolce e solare, nasce come brano strumentale senza linea melodica, come sequenza di accordi in 6/8.Da un punto di vista poetico è la canzone più diretta del disco: parla di una coppia che si lascia ed in questo addio si apre ad una "vita nuova". Ma al contempo è anche un'elegia del cambiamento, di ogni cambiamento: ogni svolta dell'esistenza può essere positiva se la viviamo come un atto d'amore e di fiducia.
Cara Valentina (parte 2a)
Pur essendo il proseguimento di una mia vecchia canzone, nasce da un testo "autonomo" di Francesco e da una mia linea melodica; gli arrangiamenti, come in "Cara Valentina", sono nati in studio, lavorando sul testo. Certo, sull'argomento Valentina mi sono dilungato un po' troppo spesso.
I forzati dell'immagine
...insomma basta con questo volerci appioppare a tutti i costi "perle e gioielli per un solo milione"! Basta con questa televisione così invasiva, pronta a rifilarti il prodotto giusto per ogni situazione e uno spot giusto per ogni prodotto! Possiamo essere di più che non buoni consumatori e telespettatori. Abbiamo potenzialità maggiori, ma dobbiamo guardare coi nostri occhi le cose, cogliere attimi diversi e sviluppare un maggiore senso critico. Questa tivù è un'arma di distruzione di massa! I forzati è una canzone arrabbiata e sarcastica, musicalmente vicina al periodo punk dei Police.
Allenamenti È la canzone più solare, divertente e minimale del disco. Ritrae un momento di serenità con se stessi, di felice e compiaciuto isolamento. È solo un momento, senza grandi sottintesi, insomma una di quelle sere "'na tazza de' latte e a letto". Il testo è del Negro e di Samba Koshak; la musica riecheggia la beata stupidità di una partita a racchettoni sulla spiaggia (sport che peraltro io non pratico).
Tutti salvi
È forse il brano più ermetico, chiarito, da un punto di vista tematico, nella terza strofa, quando si parla delle notti cominciate "fra l'ospedale e l'armeria accanto". Musicalmente è il pezzo più complesso, sperimentale, con uno svolgimento anomalo, articolato in varie sezioni; il ritornello raddoppia il tempo della strofa. Non è proprio una canzoncina, una di quelle canzoni con la struttura canonica strofa-ritornello-strofa: ma, in fin dei conti, perché nessuno deve spiegare perché ha scritto per l'ennesima volta una canzone strofa-ritornello-strofa e io che, una volta tanto, non l'ho fatto, devo pure giustificarmi?!
Di sfuggita
Il titolo originario, di Francesco, era "Tarantella di sfuggita" ed il testo è ricco di rime ed allitterazioni come quello di una tarantella. È la storia , molto ironica e divertente, di un "povero ragazzo" che ha visto la Madonna; ma forse l'ha vista con la coda dell'occhio, no magari era "un abbaglio", "era solo uno sbaglio". È una presa in giro della mistificazione e faciloneria con la quale spesso si dicono le cose. Ma anche dello scetticismo o, meglio, dell'incapacità di guardare al di là del nostro naso che ci rende talvolta increduli.
Avanzo di galera
Da un punto di vista musicale è un pezzo bizzarro, molto anomalo. Composizione di gruppo, narra la storia di un carcerato, recluso forse ingiustamente, a cui nessuno potrà rendere il tempo perso. Quando il protagonista parla in prima persona, il ritmo e l'atmosfera si fanno più rarefatti e la canzone subisce un brusco scarto.
Pallida
È una scusa, un pretesto: era da tanto che con Daniele Silvestri cercavamo un'occasione per fare qualcosa insieme e ce la siamo presi, abbiamo scritto e cantato questo pezzo insieme. Titolo e ritornello nascono da un motto-tormentone di un nostro tour manager, che commenta qualsiasi situazione con "la vedo pallida". Questo pallore ha pervaso tutti i protagonisti e le comparse della canzone, diventando il colore di una vita. I due protagonisti sono due sfigati abbordati da una tipa lasciata da un tale Luca; loro non sanno come giostrarsi la situazione, loro sono dei tipi tiepidi.
Buonanotte
È un pezzo strumentale, lento, con la batteria al doppio della velocità e senza piatti. Un'ambientazione magica, una suggestione che un testo avrebbe interrotto. Amo molto il sound che ha e mi piace chiudere così l'album, in serenità.
Studenti Democratici e Bass Culture
presentano
Venerdì 28 maggio 2004
Max Gazzè in concerto
Officine del Politecnico - Bari
Continuano le iniziative dell'Associazione Studentesca "Studenti Democratici" nell'ambito del progetto "Vivi il Politecnico" con l'intento di aprire le porte dell'Università all'arte in tutte le sue forme.
L'Università non è solo un "esamificio"! Dopo aver già ospitato all'interno del Politecnico numerosi spettacoli di cabaret (ultimo Giobbe Covatta), il tradizionale cineforum annuale e concerti musicali (Bluebeaters, Modena City Ramblers, Elio e le Storie Tese), il prossimo appuntamento vedrà esibirsi MAX GAZZE' il prossimo 28 maggio con un concerto presso le Officine del Politecnico di Bari, in Via Amendola 132.
Un appuntamento che Studenti Democratici organizzerà con l'apporto di Bass Culture, agenzia di produzione e comunicazione di eventi culturali e con il contributo del Politecnico di Bari. Un'iniziativa gratuita affinché la cultura sia accessibile a tutti, specialmente in una città come Bari, priva di contenitori culturali di qualsiasi forma.
OFFICINE DEL POLITECNICO
Via Amendola 132 - Bari
APERTURA CANCELLI: h.19.30
INIZIO CONCERTO: h.21.00
Ingresso libero - riservato agli studenti del Politecnico muniti di libretto universitario.
Infoline: 080/5533307 - 080/5963322
www.bassculture.it; www.studentidemocratici.it
Biografia Max Gazzè
Nato a Roma, Max trascorre diversi anni a Bruxelles dove studia musica e suona come musicista professionista in vari gruppi. Per cinque anni è bassista, arrangiatore e coautore dei 4 Play 4, formazione inglese di Northern soul dalle escursioni pionieristiche nell'acid jazz. Con il gruppo si trasferisce nel sud della Francia dove lavora anche come produttore artistico (Pyramid, Tiziana Kutich). Rientrato a Roma nel 1991, Max si dedica alla sperimentazione nel suo piccolo studio di registrazione, mentre compone colonne sonore.
Nel 1994 e 1995 lavora alla realizzazione del primo album, Contro un'onda del mare, pubblicato nel gennaio 1996 e presentato in versione acustica nel tour di Franco Battiato. L'album, che inaugura il sodalizio con la Virgin Music, vanta una notevole diversità di climi musicali e originalità nella stesura dei testi e si fa presto notare dalla critica. Nel 1998 Max partecipa all'album di tributo a Robert Wyatt The Different You con il brano "Oh Caroline". Il secondo album, La favola di Adamo ed Eva (ottobre 1998), è anticipato da due hit, "Cara Valentina" (1997) e "Vento d'estate". La favola di Adamo ed Eva vede la partecipazione, oltre che di Niccolò Fabi in Vento d'estate (disco per l'estate '98), di Mao in Colloquium vitae e di Lucio Morelli in Nel verde. Di forte impatto le strumentazioni del disco, basate sulla semplicità dell'interazione tra la chitarra acustica, il basso e la batteria, e i testi, lineari e allo stesso tempo linguisticamente ricchi e pieni d'inventiva: profondi, ricercati ma di presa immediata, i testi sono scritti da Max insieme al fratello Francesco.
L'entusiasmo suscitato da La favola di Adamo ed Eva vale a Gazzè l'invito a partecipare all'edizione 1998 del prestigioso Premio Tenco. La sua popolarità si estende a un pubblico ancora più ampio con la partecipazione alla "Sezione Giovani" del Festival di Sanremo 1999, dove presenta Una musica può fare. Al termine di una lunghissima stagione di concerti, che ha confermato la popolarità dell'artista romano e la qualità delle sue esibizioni dal vivo, Max Gazzè ha iniziato a lavorare al terzo album, intitolato col suo nome e pubblicato il 13 marzo 2000.
Il cantante-bassista-compositore ha ulteriormente perfezionato il suo stile altamente personale, come annunciato dal primo singolo tratto dall'album, Il timido ubriaco, con il quale Max si presenta sul palco del 50° Festival di Sanremo: una canzone in cui la vicenda narrata e la musica alludono a due diversi stati d'animo. Il nuovo album rispecchia il grande amore di Gazzè per la poesia, costante fonte d'ispirazione: l'Elemosina è la traduzione di una poesia di Mallarmé, poeta citato anche nel brano Su un ciliegio esterno. Altrove vengono riscoperti i poeti dell'Arcadia.
Nell'ottobre 2001 è uscito, infine, Ognuno fa quello che gli pare, un album emozionante, che svela un autore più sicuro e complesso, un affabulatore coraggioso che, nella creazione musicale, non esita a trarre ispirazione da una coloratissima varietà di fonti, pur riuscendo a conservare la consueta freschezza d'invenzione. La tensione, il conflitto, la contrapposizione sono il filo conduttore che attraversa un succedersi di canzoni spesso diverse tra loro per impostazione melodica e atmosfere strumentali. I contrasti attraggono Max: i contrasti armonici, di colore, o i contrasti tematici, sociali o di coppia; l'album vive di queste tensioni.
La varietà di soluzioni sonore che caratterizza Ognuno fa quello che gli
pare, è frutto anche di numerose collaborazioni: le scopriamo nel country
divertito di Il debole fra i due, cantato insieme a Paola Turci, ne "Il
motore degli eventi", duetto con Carmen Consoli - che del brano è anche
coproduttrice, nella coproduzione con Francesco Magnelli, tastierista dei
CSI ("Non era previsto e Niente di nuovo"). E ancora, Il dolce della vita,
realizzato a Parigi insieme a Stephan Eicher, e Niente di nuovo, registrato
live con i musicisti che accompagnano solitamente Ginevra di Marco.
Anche per questo disco Max ha scritto i testi a quattro mani con il fratello
Francesco, cercando insieme, brano per brano, il percorso più idoneo da
seguire: il punto di partenza è un testo intorno al quale viene costruita la
canzone. Le parole sono scelte sempre con grande cura: senza inseguire ad
ogni costo la complessità, si cercano con attenzione le espressioni più
evocative, quelle che meglio indicano possibili nuovi orizzonti, o contenuti
"altri" che ognuno può poi diversamente esplorare. Gli anni tra il 2001 e il
2003 sono caratterizzati da un'intensa attività live (un tour teatrale
nell'inverno 2001-2002, la tournée nei maggiori festival italiani
nell'estate 2002, un tour nei club nel 2002-2003) e dalla collaborazione
sempre più stretta con Stephan Eicher, autore e interprete di primissimo
piano nel panorama musicale europeo degli ultimi vent'anni.
Nel 2003 Eicher pubblica il suo nuovo album, Taxi Europa, la cui title track è scritta e interpretata da Max e Stephan (con loro canta anche Herbert Gruenmeyer); i due cantano insieme anche "Cendrillon après Minuit/Cenerentola a mezzanotte", brano per il quale Max ha curato anche l'adattamento in italiano. Il musicista romano compare, inoltre, come bassista stabile della band sia per le registrazioni dell'album Taxi Europa che per l'omonimo tour europeo. Il nuovo album di Max Gazzè, Un giorno, è in uscita il 09 aprile per la Emi Music.
Max Gazzè - Un giorno
L'alba di "Un giorno" è sorta una decina d'anni fa, quando Max Gazzè era ancora un nome che girava tra i locali romani e poco più. Ma con lui suonavano già gli stessi musicisti con i quali ha scritto e prodotto il suo nuovo album. "Un giorno" si presenta così: un sound compatto, robusto e solare. Al quinto lavoro discografico - il primo pubblicato con la Emi Music - Max scrive, produce e suona un disco insieme alla band di sempre ed esprime in questo lavoro collettivo la sua unicità autorale: mai un suo album ha avuto un suono così uniforme e riconoscibile. Dopo anni di "sano rock & roll" e di vibrante punk, Max è arrivato in studio senza un lavoro di preproduzione che tracciasse un percorso definito, confezionato, ma con idee da mettere in campo insieme a tanta voglia di suonare e costruire insieme alla band le sue canzoni, sempre disposto ad accogliere suggerimenti, modifiche, nuovi contributi. "Amo pensare questo disco come un viaggio in caravella: io ero il capitano che coordinava il lavoro dei marinai, ma c'era bisogno di uomini a issare le vele e tenere il timone".
Il suono essenziale di "Un giorno", puro, senza sovraincisioni, nasce anche dalla ricerca degli strumenti con i quali è stato riprodotto: l'intera strumentazione non è più vecchia degli anni Settanta, inclusi mixer e microfoni; l'amplificatore usato da Max è un Vox del '65, "lo stesso usato da Paul McCartney negli anni d'oro dei Beatles "mentre la batteria usata da Piero Monterisi è una Rogers degli anni Sessanta. Peculiare è inoltre la presenza di due bassi (a suonarli sono Gazzè ed Emanuele Brignola) che in alcuni brani consente a Max di suonare spingendo verso un suono distorto, più vicino a quello della chitarra, e di seguire piuttosto l'armonia incrociando l'altra chitarra (Francesco De Nigris) che non la tonica e la ritmica lasciando il colore alle tastiere di Gianluca Misiti. Da un punto di vista testuale, in "Un giorno" la proverbiale ironia di Gazzè lascia spesso il passo al sarcasmo, mentre sono poche le storie narrate in favore di una poetica del frammento, della descrizione di immagini, situazioni e stati d'animo. Sempre traendo spunto dai racconti del fratello Francesco. Testi scanzonati e canzonatori, che tornano a rimbrottare sulla vacuità del presente col sorriso sulle labbra.
Annina
Il testo come la musica nasce da uno scherzo, una battuta. È la prima canzone dell'album nella quale l'alchimia intorno a cui si è sviluppato questo lavoro è particolarmente evidente in tutte le sue caratteristiche di coralità e gioco. La litania petulante di piccole rinunce e sacrifici fatti per amore è un'idea di Piero Monterisi.
La nostra vita nuova
Questa ballad, così dolce e solare, nasce come brano strumentale senza linea melodica, come sequenza di accordi in 6/8.Da un punto di vista poetico è la canzone più diretta del disco: parla di una coppia che si lascia ed in questo addio si apre ad una "vita nuova". Ma al contempo è anche un'elegia del cambiamento, di ogni cambiamento: ogni svolta dell'esistenza può essere positiva se la viviamo come un atto d'amore e di fiducia.
Cara Valentina (parte 2a)
Pur essendo il proseguimento di una mia vecchia canzone, nasce da un testo "autonomo" di Francesco e da una mia linea melodica; gli arrangiamenti, come in "Cara Valentina", sono nati in studio, lavorando sul testo. Certo, sull'argomento Valentina mi sono dilungato un po' troppo spesso.
I forzati dell'immagine
...insomma basta con questo volerci appioppare a tutti i costi "perle e gioielli per un solo milione"! Basta con questa televisione così invasiva, pronta a rifilarti il prodotto giusto per ogni situazione e uno spot giusto per ogni prodotto! Possiamo essere di più che non buoni consumatori e telespettatori. Abbiamo potenzialità maggiori, ma dobbiamo guardare coi nostri occhi le cose, cogliere attimi diversi e sviluppare un maggiore senso critico. Questa tivù è un'arma di distruzione di massa! I forzati è una canzone arrabbiata e sarcastica, musicalmente vicina al periodo punk dei Police.
Allenamenti È la canzone più solare, divertente e minimale del disco. Ritrae un momento di serenità con se stessi, di felice e compiaciuto isolamento. È solo un momento, senza grandi sottintesi, insomma una di quelle sere "'na tazza de' latte e a letto". Il testo è del Negro e di Samba Koshak; la musica riecheggia la beata stupidità di una partita a racchettoni sulla spiaggia (sport che peraltro io non pratico).
Tutti salvi
È forse il brano più ermetico, chiarito, da un punto di vista tematico, nella terza strofa, quando si parla delle notti cominciate "fra l'ospedale e l'armeria accanto". Musicalmente è il pezzo più complesso, sperimentale, con uno svolgimento anomalo, articolato in varie sezioni; il ritornello raddoppia il tempo della strofa. Non è proprio una canzoncina, una di quelle canzoni con la struttura canonica strofa-ritornello-strofa: ma, in fin dei conti, perché nessuno deve spiegare perché ha scritto per l'ennesima volta una canzone strofa-ritornello-strofa e io che, una volta tanto, non l'ho fatto, devo pure giustificarmi?!
Di sfuggita
Il titolo originario, di Francesco, era "Tarantella di sfuggita" ed il testo è ricco di rime ed allitterazioni come quello di una tarantella. È la storia , molto ironica e divertente, di un "povero ragazzo" che ha visto la Madonna; ma forse l'ha vista con la coda dell'occhio, no magari era "un abbaglio", "era solo uno sbaglio". È una presa in giro della mistificazione e faciloneria con la quale spesso si dicono le cose. Ma anche dello scetticismo o, meglio, dell'incapacità di guardare al di là del nostro naso che ci rende talvolta increduli.
Avanzo di galera
Da un punto di vista musicale è un pezzo bizzarro, molto anomalo. Composizione di gruppo, narra la storia di un carcerato, recluso forse ingiustamente, a cui nessuno potrà rendere il tempo perso. Quando il protagonista parla in prima persona, il ritmo e l'atmosfera si fanno più rarefatti e la canzone subisce un brusco scarto.
Pallida
È una scusa, un pretesto: era da tanto che con Daniele Silvestri cercavamo un'occasione per fare qualcosa insieme e ce la siamo presi, abbiamo scritto e cantato questo pezzo insieme. Titolo e ritornello nascono da un motto-tormentone di un nostro tour manager, che commenta qualsiasi situazione con "la vedo pallida". Questo pallore ha pervaso tutti i protagonisti e le comparse della canzone, diventando il colore di una vita. I due protagonisti sono due sfigati abbordati da una tipa lasciata da un tale Luca; loro non sanno come giostrarsi la situazione, loro sono dei tipi tiepidi.
Buonanotte
È un pezzo strumentale, lento, con la batteria al doppio della velocità e senza piatti. Un'ambientazione magica, una suggestione che un testo avrebbe interrotto. Amo molto il sound che ha e mi piace chiudere così l'album, in serenità.
Tags: