Se all'inizio della scorsa settimana non si poteva altro che fare congetture, supportate sì da indizi piuttosto solidi ma che nulla avevano a che fare con l'ufficialità, oggi - finalmente - si può affermare con certezza che le riprese effettuate poco più di una settimana fa sul ponte Samuel Beckett, a Dublino, siano state commissionate dal management degli U2 per la realizzazione di un "progetto" che - dato l'allestimento di un vero e proprio set - dovrebbe quasi certamente essere una nuova clip.
Il caso scoppiò prima sui giornali locali, quando - senza alcun preavviso, domenica 24 agosto - un'inespugnabile zona rossa, presidiata da bodyguard e delimitata da transenne, restrinse l'accesso a uno dei ponti che, nel centro della capitale irlandese, permette di attraversare l'estuario del fiume Liffey: scatti messi in Rete da curiosi e addetti ai lavori evidentemente non eccessivamente ligi alla consegna della riservatezza svelarono in un primo momento il coinvolgimento nell'operazione del regista Mark Romanek, recente collaboratore del quartetto capitanata da Bono (nella foto) per il video - uscito all'inizio di quest'anno - abbinato a "Invisible", poi voci di più o meno sedicenti addetti ai lavori fecero il resto. Oggi, però, è da registrare la conferma ufficiale fatta pervenire al britannico Times nientemeno che dalla giunta della città: "Confermiamo come la chiusura del Samuel Beckett Bridge della scorsa settimana sia stata causata da un progetto riferibile agli U2", ha chiarito, nella nota, il municipio, pur specificando come gli elementi del gruppo non fossero stati coinvolti personalmente.
Per il momento non si hanno notizie ufficiali dell'ideale seguito di "No line on the horizon" del 2009, il tredicesimo album degli U2 atteso nei negozi entro la fine del 2014: sempre secondo indiscrezioni il tour in supporto alla nuova fatica in studio della band irlandese potrebbe partire il prossimo maggio da Vancouver, in Canada, per poi articolarsi - più che in un vero e proprio itinerario mondiale - in una sequenza di selezionate residency che permetterebbero alla produzione di limitare i costi della logistica.