Anche dopo la sua morte, Michael Jackson continua ad attirare su di sé accuse di molestie ai minori: a depositare una denuncia nei confronti del defunto Re del Pop, questa volta, è stato il trentaseienne James Safechuck, che - secondo quanto riferito dall'Indipendent - ha sostenuto di essere stato oggetto di attenzioni sconvenienti da parte del cantante durante le riprese di uno spot che lo stesso Jackson registrò per la Pepsi a fine anni Ottanta (dopo il primo spot, quello del celebre incidente durante il quale i suoi capelli presero fuoco), quando il suo accusatore aveva appena dieci anni.
Nel documento consegnato alla giustizia americana dagli avvocati di Safechuck si sostiene come Jackson avesse plagiato a tal punto tanto James quanto i suoi genitori da poter compiere oltre cento abusi dal 1988 fino alla prima metà degli anni Novanta: la prima udienza del procedimento è stata fissata per il prossimo 4 settembre.
Non si è fatta attendere, ovviamente, la replica dello staff legale della fondazione intestata alla star di "Bad" e "Thriller": "Con ogni probabilità, la richiesta del signor Safechuck presentata al solo scopo di ottenere denaro dagli eredi di Michael Jackson verrà rigettata dalla corte prima ancora di venire discussa", ha dichiarato l'avvocato Howard Weitzman a E! Online, "Questa persona ha presentato le sue accuse cinque anni dopo la morte di Jackson, oltre venti dopo i supposti abusi, e dopo aver dato testimonianza sotto giuramente (verosimilmente nell'ambito di un altro dei procedimenti a carico del cantante, ndr) di non essere mai stato bersaglio, da parte di chi accusa, di niente di inappropriato".