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NEWS   |   Pop/Rock / 28/06/2014

Addio all' 'uomo più coraggioso dell'universo': è morto Bobby Womack

Addio all' 'uomo più coraggioso dell'universo': è morto Bobby Womack

E' morto nella notte, all'età di 70 anni e per cause ancora incerte, Bobby Womack, una delle ultime leggende viventi del soul e dell'r&b ultimamente assurto a nuova fama grazie a un nuovo contratto discografico e a entusiasti sostenitori come Damon Albarn.

Nato il 4 marzo del 1944 a Cleveland con il nome di Robert Dwayne Womack e figlio di due musicisti, aveva iniziato a cantare nel circuito gospel afroamericano assieme ai fratelli Curtis, Harry, Cecil a Friendly Jr. sotto la sigla Womack Brothers; cambiato il nome del gruppo in Valentinos, il quintetto aveva iniziato a pubblicare con successo singoli di musica "profana" per la SAR Records di Sam Cooke, che volle Bobby con sé come chitarrista e collaboratore principale: il brano più famoso del gruppo, datato 1964, resta "It's all over now", un mese dopo pubblicato anche dai Rolling Stones che con quella cover raggiunsero il numero uno delle classifiche inglesi. Lo stesso anno, dopo la tragica morte di Cooke, Bobby ne sposò la vedova Barbara Campbell (divorziando poi nel 1970) e i Valentinos si sciolsero in seguito alla dissoluzione della SAR; grazie all'amicizia con Wilson Pickett Womack iniziò a dedicarsi al lavoro di session man (suonando la chitarra, tra l'altro, su "Lady Soul" di Aretha Franklin e molti altri classici registrati a Muscle Shoals) prima di pubblicare l'album di debutto solista "Fly me to the moon" nel 1968. I primi anni '70 furono per lui un periodo commercialmente e artisticamente fortunato, con produzioni di stile funk, soul, pop e poi anche disco ("Lookin' for a love", "Woman's gotta have it" e "Harry hippy" tra i titoli di maggior successo ) e incursioni anche nel campo delle colonne sonore ("Across 110th Street", la cui title track venne ripresa da Quentin Tarantino per il film "Jackie Brown"); tra la fine dei '60 e l'inizio dei '70 si ricordano sue collaborazioni anche con Sly Stone e con Janis Joplin (per l'album "Pearl", dove compare la sua "Trust me").   Dopo la pubblicazione a inizio decennio del'album "The poet" e del singolo "If you think you're lonely now" gli '80 furono invece per Womack un decennio molto più buio e problematico, anche a causa della dipendenza dalle droghe che lo portò a entrare in un centro di riabilitazione e a cui seguirono gravi e molteplici problemi di salute (diabete, cancro al colon e i primi segni di Alzheimer di cui continuava a soffrire). Nel 1986, tuttavia, venne chiamato proprio dagli Stones a cantare nei cori del singolo "Harlem shuffle" (mentre nel decennio precedente aveva collaborato al disco di Ron Wood "Now look"). 

La rinascita artistica coincide con l'incontro con Richard Russell della XL Recordings e con Damon Albarn, che - dopo averlo ospitato in "Plastic beach" dei Gorillaz, nel 2012 confezionano a sua misura un album di soul moderno e parzialmente elettronico intitolato "The bravest man in the universe" (con riferimento alle sue numerose traversie e al suo spirito indomito).  Introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2009, al momento della morte Womack stava lavorando a un nuovo disco provvisoriamente intitolato "The best is yet to come", con la collaborazione di artisti come Stevie Wonder, Rod Stewart e Snoop Dogg.

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