La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
Il Transilvania Live in collaborazione con Universal e Roadrunner Records
Italia organizza l'ascolto in anteprima del nuovo album dei Soulfly
"Prophecy" in uscita il 26 marzo.
L'ascolto avverrà durante la sera di VENERDI' 19 MARZO 2004 nei seguenti
locali :
TRANSILVANIA LIVE DI MILANO
via Paravia 59 - 20148 Milano
TRANSILVANIA LIVE DI REGGIO EMILIA
Via dei Gonzaga, 41 (c/o ex Italghisa) - 42100 Reggio Emilia
TRANSILVANIA LIVE DI BOLOGNA
via Zamboni, 16 - 40126 Bologna
corso Unione Sovietica, 353 - 10135 Torino
TRANSILVANIA LIVE DI ROMA
Via Cardinal Merry del Val - 00153 Roma
Biografia Soulfly
La musica dei precedenti album dei Soulfly, “Primitive” e “3”, è fluida, sperimentale e indescrivibile, abbraccia e cerca il cambiamento. Per il loro quarto album, l'autoprodotto “Prophecy”, i Soulfly e il leader del gruppo Max Cavalera, una leggenda visionaria del metal, con il suo stile inconfondibile forgiato già nei Sepultura, ha deciso di cambiare ancora qualcosa. Con una nuova formazione di musicisti, “Prophecy” rappresenta una ventata di freschezza e novità per i Soulfly.
“Ho deciso di fare qualcosa di diverso su quest'album”, ammette Cavalera, proponendo “Prophecy” come il viaggio più eccitante in cui si sia mai potuto imbarcare dai tempi dei Sepultura. “Questo è una sorta di approccio alla musica che ho sempre voluto fare. Non ho mai voluto che i Soulfly divenissero una band come i Metallica, con gli stessi quattro tizi. Su ogni album dei Soulfly, noi abbiamo sempre cambiato la line-up e probabilmente continueremo così. Per fare questo però ho sempre dovuto prender gente che riuscisse a catturare la mia attenzione, con cui non avevo mai suonato prima”.
Questo atteggiamento è rischioso per Cavalera e compagni, ma si sa… i rischi più grossi portano anche a soddisfazioni maggiori, e niente più di “Prophecy” lo dimostra. Ha reclutato Mark Rizzo, dagli Ill Nino, per la chitarra, rinforzando il tutto con la presenza del drummer Joe Nunez, che aveva suonato la batteria in “Primitive”, e dividendo le parti di basso tra l'ex bassista dei Megadeth Dave Ellefson e l'ex bassista dei Primer 55 Bobby Burns. Ha scelto Rizzo per la sua abilità, bravissimo nel passare dal flamenco all'heavy metal. Ha scelto Ellefson e Burns per meriti acquisiti nel corso dei loro tour on the road, conoscendo benissimo quindi il loro talento. Certo, impiegare due persone su un album per il medesimo strumento, in questo caso il basso, sembra strano, ma Cavalera insiste dicendo che è proprio questo che rende l'album quello che è. “Il basso cambia da canzone a canzone, e si può notare quando è Dave a suonarlo e quando invece è Bobby. Dave è della vecchia scuola Megadeth, che io adoro, mentre Bobby è della nuova scuola. Io apprezzo molto sia la vecchia che la nuova scuola”.
Mentre i Soulfly hanno sempre rispettato le aspettative degli ascoltatori, “Prophecy” è una sfida per lo stesso Cavalera, che non è solo chitarrista e cantante nell'album, ma anche produttore. “Sto imparando molto di più in studio rompendo alcune regole. Non voglio le stesse cose noiose ogni volta… chi ha bisogno di regole per fare un album? I migliori sono gli album fatti senza seguire regole. Se arriva solo dal tuo cuore, allora sarà ben fatto.”
Cavalera vede “Prophecy” – il cui titolo si riferisce alla profezia del cambiamento – che è stato registrato a Salt Mine a Phoenix, come l'unione di due diverse ma nello stesso tempo uguali metà. Cavalera ha letteralmente percorso in lungo e in largo il mondo per cercare “sapori” musicali nuovi. È stato in un castello in Inghilterra. È ritornato nel paese natio, il Brasile. Per “Prophecy” è stato anche in Serbia per lavorare con musicisti del luogo. Per questo è stato inspirato dai suoi ripetuti viaggi e dall'incontro con culture diverse. “Ho passato una settimana in Serbia, e poi ho sperimentato in studio, e sono felice di quello che è venuto fuori. Questo è scuotere la terra… certo, l'album è un po' diverso da quello che i fan possono aspettarsi, ma non resteranno affatto delusi”.
In “Prophecy” sono più forti i ritmi e le vibrazioni provenienti dal mondo. “Su 'I Believe', l'album prende una piega diversa. È una delle canzoni più heavy e nel contempo più spirituali. Parla della mia fede e della fede dei fan. È una canzone aperta, che volevo scrivere da molto tempo, con una parte parlata nel mezzo. È la mia confessione della mia fede in Dio. Questo porta a 'Moses', canzone esotica. L'ho composta in Serbia con gli Eyesburn, una band locale. Sono stato chiamato 'il Bob Marley del metal', così ho voluto fare le cose per bene. La durata è di sette minuti, e parla della Bibbia… è una canzone epica”.
Il fatto che Cavalera sia stato in Paesi dove non conosceva la lingua rende il tutto ancora più straordinario. “Prophecy” è stato mixato da Terry Date (Deftones, Pantera, White Zombie), “Ha uno stile suo, con sonorità nuove come l'uso di corni, che non avevo mai sentito prima d'ora su nessun album. Ma questi sono corni d'apocalisse. Ancora… è una novità”. Cavalera ha anche usato strumenti ormai dimenticati… “I Serbi avevano gli strumenti più sporchi e assurdi che io avessi mai visto”, dice Cavalera. “Nell'album si possono sentire in tutta la loro unicità”. C'è persino una canzone priva di chitarra registrata con gli zingari serbi ed una canzone della seconda guerra mondiale.
A dispetto di tutti i cambiamenti, i Soulfly hanno però mantenuto la tradizione di inserire una canzone autotitolata. Essendo “Prophecy” il loro quarto album, ora è la volta di “Soulfly IV”, in cui ci sono anche delle melodie di flamenco. C'è anche una cover degli Helmet, “Meantime”, di cui Cavalera adora i riff heavy… con gli stessi Helmet poi era già stato in tour.
“Prophecy” rompe le regole con la sua brutalità. Come Max dice, “La sperimentazione è il marchio di fabbrica dei Soulfly. Se si togliesse questo, saremmo semplicemente un'altra brava band heavy”. Infatti, i Soulfly sono un qualcosa che non esiste nel panorama heavy, nessun'altra band può essere accomunata a loro. Cavalera rispetta le sue radici e molte sperimentazioni su “Prophecy” sono collegate a questo. Feroce come un calcio nei denti, ma culturalmente stimolante. “Prophecy” è di certo il loro album più completo.
Il Transilvania Live in collaborazione con Universal e Roadrunner Records
Italia organizza l'ascolto in anteprima del nuovo album dei Soulfly
"Prophecy" in uscita il 26 marzo.
L'ascolto avverrà durante la sera di VENERDI' 19 MARZO 2004 nei seguenti
locali :
TRANSILVANIA LIVE DI MILANO
via Paravia 59 - 20148 Milano
TRANSILVANIA LIVE DI REGGIO EMILIA
Via dei Gonzaga, 41 (c/o ex Italghisa) - 42100 Reggio Emilia
TRANSILVANIA LIVE DI BOLOGNA
via Zamboni, 16 - 40126 Bologna
TRANSILVANIA LIVE DI TORINO
corso Unione Sovietica, 353 - 10135 Torino
TRANSILVANIA LIVE DI ROMA
Via Cardinal Merry del Val - 00153 Roma
Biografia Soulfly
La musica dei precedenti album dei Soulfly, “Primitive” e “3”, è fluida, sperimentale e indescrivibile, abbraccia e cerca il cambiamento. Per il loro quarto album, l'autoprodotto “Prophecy”, i Soulfly e il leader del gruppo Max Cavalera, una leggenda visionaria del metal, con il suo stile inconfondibile forgiato già nei Sepultura, ha deciso di cambiare ancora qualcosa. Con una nuova formazione di musicisti, “Prophecy” rappresenta una ventata di freschezza e novità per i Soulfly.
“Ho deciso di fare qualcosa di diverso su quest'album”, ammette Cavalera, proponendo “Prophecy” come il viaggio più eccitante in cui si sia mai potuto imbarcare dai tempi dei Sepultura. “Questo è una sorta di approccio alla musica che ho sempre voluto fare. Non ho mai voluto che i Soulfly divenissero una band come i Metallica, con gli stessi quattro tizi. Su ogni album dei Soulfly, noi abbiamo sempre cambiato la line-up e probabilmente continueremo così. Per fare questo però ho sempre dovuto prender gente che riuscisse a catturare la mia attenzione, con cui non avevo mai suonato prima”.
Questo atteggiamento è rischioso per Cavalera e compagni, ma si sa… i rischi più grossi portano anche a soddisfazioni maggiori, e niente più di “Prophecy” lo dimostra. Ha reclutato Mark Rizzo, dagli Ill Nino, per la chitarra, rinforzando il tutto con la presenza del drummer Joe Nunez, che aveva suonato la batteria in “Primitive”, e dividendo le parti di basso tra l'ex bassista dei Megadeth Dave Ellefson e l'ex bassista dei Primer 55 Bobby Burns. Ha scelto Rizzo per la sua abilità, bravissimo nel passare dal flamenco all'heavy metal. Ha scelto Ellefson e Burns per meriti acquisiti nel corso dei loro tour on the road, conoscendo benissimo quindi il loro talento. Certo, impiegare due persone su un album per il medesimo strumento, in questo caso il basso, sembra strano, ma Cavalera insiste dicendo che è proprio questo che rende l'album quello che è. “Il basso cambia da canzone a canzone, e si può notare quando è Dave a suonarlo e quando invece è Bobby. Dave è della vecchia scuola Megadeth, che io adoro, mentre Bobby è della nuova scuola. Io apprezzo molto sia la vecchia che la nuova scuola”.
Mentre i Soulfly hanno sempre rispettato le aspettative degli ascoltatori, “Prophecy” è una sfida per lo stesso Cavalera, che non è solo chitarrista e cantante nell'album, ma anche produttore. “Sto imparando molto di più in studio rompendo alcune regole. Non voglio le stesse cose noiose ogni volta… chi ha bisogno di regole per fare un album? I migliori sono gli album fatti senza seguire regole. Se arriva solo dal tuo cuore, allora sarà ben fatto.”
Cavalera vede “Prophecy” – il cui titolo si riferisce alla profezia del cambiamento – che è stato registrato a Salt Mine a Phoenix, come l'unione di due diverse ma nello stesso tempo uguali metà. Cavalera ha letteralmente percorso in lungo e in largo il mondo per cercare “sapori” musicali nuovi. È stato in un castello in Inghilterra. È ritornato nel paese natio, il Brasile. Per “Prophecy” è stato anche in Serbia per lavorare con musicisti del luogo. Per questo è stato inspirato dai suoi ripetuti viaggi e dall'incontro con culture diverse. “Ho passato una settimana in Serbia, e poi ho sperimentato in studio, e sono felice di quello che è venuto fuori. Questo è scuotere la terra… certo, l'album è un po' diverso da quello che i fan possono aspettarsi, ma non resteranno affatto delusi”.
In “Prophecy” sono più forti i ritmi e le vibrazioni provenienti dal mondo. “Su 'I Believe', l'album prende una piega diversa. È una delle canzoni più heavy e nel contempo più spirituali. Parla della mia fede e della fede dei fan. È una canzone aperta, che volevo scrivere da molto tempo, con una parte parlata nel mezzo. È la mia confessione della mia fede in Dio. Questo porta a 'Moses', canzone esotica. L'ho composta in Serbia con gli Eyesburn, una band locale. Sono stato chiamato 'il Bob Marley del metal', così ho voluto fare le cose per bene. La durata è di sette minuti, e parla della Bibbia… è una canzone epica”.
Il fatto che Cavalera sia stato in Paesi dove non conosceva la lingua rende il tutto ancora più straordinario. “Prophecy” è stato mixato da Terry Date (Deftones, Pantera, White Zombie), “Ha uno stile suo, con sonorità nuove come l'uso di corni, che non avevo mai sentito prima d'ora su nessun album. Ma questi sono corni d'apocalisse. Ancora… è una novità”. Cavalera ha anche usato strumenti ormai dimenticati… “I Serbi avevano gli strumenti più sporchi e assurdi che io avessi mai visto”, dice Cavalera. “Nell'album si possono sentire in tutta la loro unicità”. C'è persino una canzone priva di chitarra registrata con gli zingari serbi ed una canzone della seconda guerra mondiale.
A dispetto di tutti i cambiamenti, i Soulfly hanno però mantenuto la tradizione di inserire una canzone autotitolata. Essendo “Prophecy” il loro quarto album, ora è la volta di “Soulfly IV”, in cui ci sono anche delle melodie di flamenco. C'è anche una cover degli Helmet, “Meantime”, di cui Cavalera adora i riff heavy… con gli stessi Helmet poi era già stato in tour.
“Prophecy” rompe le regole con la sua brutalità. Come Max dice, “La sperimentazione è il marchio di fabbrica dei Soulfly. Se si togliesse questo, saremmo semplicemente un'altra brava band heavy”. Infatti, i Soulfly sono un qualcosa che non esiste nel panorama heavy, nessun'altra band può essere accomunata a loro. Cavalera rispetta le sue radici e molte sperimentazioni su “Prophecy” sono collegate a questo. Feroce come un calcio nei denti, ma culturalmente stimolante. “Prophecy” è di certo il loro album più completo.
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