Sanremo, ultima conferenza stampa quotidiana (2): ‘volevo Woody Allen’

Tony Renis confessa: “Avevamo trattato per avere Woody Allen, lui al clarinetto e io al pianoforte, ma all’ultimo non è stato possibile, non per questioni di soldi ma per questioni di salute. Avevo già preparato una ‘Quando quando quando’ swing, come sorpresa, ma sono felice che la sorpresa sia stata invece il Mitico”. E se la sua presenza non è stata annunciata, specifica Del Noce, è stato su esplicita richiesta di Celentano. “Sublime” è stata Simona Ventura, sottolinea Renis: “è lei che ha convinto Adriano a cantare, e la ringrazio di cuore”. Qualcuno cita passi di un’intervista a Simona Ventura chiedendo su questi il parere di Renis: “State cercando di farci litigare, ma non lo faremo mai più. Non credo che Simona abbia detto queste cose, non ci credo nemmeno se me lo giura”.

I voti: quanti da telefono fisso, quanti da cellulari? Raveggi: “Sono lievemente superiori quelli dei cellulari, il dato definitivo non è ancora pronto”. I dati di vendita della compilation? Gianmarco Mazzi: “RaiTrade conferma: centomila copie esaurite dalle edicole, è avviata la ristampa; nei negozi di dischi il 60% delle 80.000 copie dovrebbe già essere stato venduto. Nei prossimi giorni verranno forniti dati continuamente aggiornati”. Del parere di Mina sul Festival, scritto su “La Stampa” di stamattina? Tony Renis: “In quello che dice Mina c’è del vero; ma anche lei, secondo me, commette degli errori: dovrebbe cantare le grandi canzoni, non le nuove canzoni ‘per giovani’. Sì, alcuni cantanti sono stati un po’ calanti o un po’ crescenti: ma anche Mina, da giovane, non sempre era intonata”. E l’ipotesi Paolo Bonolis con Fiorello per il prossimo Festival? Del Noce: “Una coppia così avrebbe potenzialità enormi. Sono due artisti RAI bravissimi; mettere insieme due personalità non è mai facile, bisognerebbe che loro due si incontrassero per studiare compatibilità, ruoli, eventuali modifiche alla formula”.
S’apre l’album dei ricordi, e a lungo Tony Renis rievoca gli esordi suoi e di Celentano. Fa davvero impressione il silenzio attento e divertito con il quale i giornalisti, anche quelli solitamente più cinici, ascoltano e lasciano che Renis faccia fluire le sue memorie degli anni Cinquanta; è una dimostrazione di come la piccola storia della canzone italiana sappia ancora incantare. Ma è tardi, tutti devono andare via. Anche noi. E il sipario si chiude anche su questa edizione del Festival di Sanremo: avremo modo di ritornarci sopra nei prossimi giorni.

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