Incontro con i media in sala stampa: gli Aventura hanno impiegato una fetta abbastanza consistente del tempo a loro disposizione per spiegare che non sono un gruppo "usa-e-getta". Infastiditi, ma con molta cortesia e civiltà, e tra mille dichiarazioni d'amore e simpatia per l'Italia e per gli italiani, i ragazzi del Bronx, dei quali esce domani il loro nuovo album (pare che ci siano 50.000 ordini), si sono "difesi" così: "Rappresentiamo anche il Bronx, ma speriamo di rappresentare anche qualcosa di diverso, di più organico. Negli USA tutti conoscono Aventura come gruppo, non solo per 'Obsesion', siamo conosciuti per il nostro impegno, non siamo una meteora od un fenomeno legato ad un brano". Ed in effetti chi li ha paragonati ad un rasoio a mano che si adopera una sola volta non deve aver letto la loro biografia. Prima di tutto sono giovani, ma non proprio di primissimo pelo: i due più "vecchi" dei quattro componenti principali hanno 25 anni. E poi gli eroi della bachata non hanno esordito l'altro ieri; ridendo e scherzando, sono sulla piazza da 8 anni. Dicono loro, con un'umiltà che non guasta, meno ancora a Sanremo: "Non pensavamo che saremmo andati così bene in Italia, ci avete messi al numero uno, è un onore. E' un onore anche rappresentare la musica della Repubblica Dominicana. Non abbiamo parole, dobbiamo solo ringraziare". E, a proposito di ringraziamenti, grazie anche ad Internet. "Ci ha aiutato molto il fatto che la nostra musica fosse disponibile anche su Internet. Il fenomeno downloading inizialmente ci è stato di aiuto, è così che siamo diventati famosi; in realtà i nostri album, anche il secondo ed il terzo, vendono benissimo perché chi li scarica poi magari si compra anche l'album originale".
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