Nuovo libro su Michael Jackson. I bodyguard: incontri con donne, non bambini

Nuovo libro su Michael Jackson. I bodyguard: incontri con donne, non bambini

Gli ex poliziotti Whitfield e Beard furono assunti da Michael Jackson per una sera sola di servizio, nel dicembre 2006.

Ma gli piacquero così tanto che non se ne andarono più e rimasero con lui fino all'ultimissimo giorno. Oggi esce il loro libro "Remember the time" dal quale il "Daily Express" estrae alcuni passaggi significativi. Dato che i due rimasero con il Re del Pop per due anni e mezzo, praticamente per 24 ore al giorno, si può ben dire che di cose ne hanno viste. Michael portava con sé dappertutto, dicono le due guardie del corpo, due valigette. In una c'erano dentro i due Oscar di "Via col vento" che aveva comprato nel 1999, l'altra era piena di denaro in contante. Michael, curiosamente, se da un lato era una persona che predicava gentilezza e comprensione, dall'altro era favorevole al fatto che i due suoi "angeli custodi" fossero armati di tutto punto. "Avevamo delle pistole semiautomatiche Glock con munizionamento aggiuntivo ma anche dei taser da 1.2 milioni di volt. In più c'erano armi di supporto come dei mitra". I due descrivono il cantante come un personaggio certamente molto eccentrico ma anche come un padre premuroso, un uomo-bambino dolce ma fragile.

I due bodyguard affermano che le accuse di pedofilia, per loro, sono tutte frottole. Michael era sessualmente interessato alle donne, e segretamente ne vedeva due che aveva battezzato con i nomi in codice di Flower e Friend. Secondo Whitfield quest'ultima era bellissima e aveva un accento da Europa dell'est. Gli incontri erano "clandestini" sia perché le due donne non sapevano l'una dell'altra sia perché, forse, erano impegnate in altre relazioni. I rendez-vous erotici avevano luogo nella limousine del cantante. I due bodyguard davanti, lui dietro con la signora di turno, le due "coppie" separate da una tenda. Le guardie riferiscono che non si vedeva niente ma "l'attività" di Jackson e accompagnatrice si sentiva benissimo. Quando una donna se ne andava, dopo un po' arrivava l'altra. "Comunque come padre era bravissimo", dicono. "I ragazzi gli dicevano sempre: 'Ti vogliamo bene, papà'. Lui per loro era tutto. Erano ragazzi normali, estremamente ben educati, molto gentili". Il desiderio più grande del cantante? "Poter andare a fare la spesa al supermarket e fermarsi al bar per farsi una birra".

I soldi, nell'ultimo periodo, erano una preoccupazione costante dell'artista. In più di una occasione la sua carta di credito non fu accettata. Sebbene spedisse i due a fare acquisti stravaganti per migliaia di dollari, spesso Michael si dimenticava di pagare gli stipendi alle persone che lo proteggevano. Una volta i due non videro un dollaro bucato per quattro mesi, ma rimasero per fedeltà. Un giorno sentirono Michael che era al telefono col suo avvocato e gli diceva: "Non so quanti soldi abbia né dove siano. Puoi aiutarmi, per favore?". I due erano a Las Vegas quando Jackson morì a Los Angeles, ma confermano che avevano visto altre volte il cantante in stato non normale. "C'erano state volte in cui dava l'impressione d'esser 'fatto' di qualcosa", affermano.

Dopo la scomparsa di Michael a LA vi fu una commemorazione alla quale parteciparono anche parecchi personaggi famosi. Bill Whitfield e Javon Beard scrivono: "Mi guardai attorno e c'erano un sacco di celebrità. La cosa mi fece chiedere: e dov'era questa gente quando lui ne avrebbe avuto più bisogno? Dopo il processo gli avevano tutti voltato le spalle".
 

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