La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
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e-letter della Federazione Industria Musicale Italiana - N.1/9 febbraio 2004 - Largo Augusto, 3 - [email protected] - www.fimi.it
Pubblicazione iscritta nel registro della Stampa del Tribunale di Milano con il N. 663 del 23/11/2001
In questo numero
· Industria del cinema da Ciampi e a noi la Ventura con il reality show.
· Diffusi i dati sulla pirateria e annunciate le nuove iniziative per contrastare la pirateria online
· Dati Confindustria su congiuntura economica
· Appuntamenti
Industria del cinema da Ciampi e a noi la Ventura con il reality show.
Scorrendo i telegiornali del 9 febbraio si può osservare, con una certa amarezza, come due eventi abbiano caratterizzato in maniera opposta la giornata. Mentre il mondo del cinema si presentava compatto dal Presidente Ciampi, il quale peraltro si esprimeva con forza contro la pirateria, vero flagello dell'industria culturale, a Sanremo, l'organizzazione del prossimo Festival presentava con gioia la vera rivoluzione dell'evento. Ovvero la sua trasformazione in reality show., il tutto condito da comici che già hanno incominciato impietosamente a colpire gli artisti in gara per la capigliatura o il modo di vestire. Come finirà con milioni di italiani sgignazzanti a votare con sms determinando la fine dalla carriera di giovani artisti in un reality show devastante ?
E qualcuno ha ancora il coraggio di definire la posizione di FIMI come boicottaggio ? Nei compiti di FIMI, come è noto, rientra la tutela dell'industria discografica e mai come sul fronte del festival FIMI si è battuta per difendere gli interessi della categoria e anche degli artisti ospitati e in gara nei confronti di due soggetti, RAI e Comune di Sanremo, che hanno sempre previlegiato i propri interessi rispetto a quelli della musica.
Vale la pena ancora una volta ricordare, anche a futura memoria, come FIMI abbia posto la "questione Sanremo" in tempi non sospetti e a vari livelli. Tre anni fa FIMI lanciava a Sanremo l'allarme di un rischio disimpegno dell'industria di fronte all'assenza di risposte in merito a questioni fondamentali per le aziende discografiche. In primo luogo gli alti costi sostenuti per la partecipazione al Festival e i bassi ritorni in termini di vendite. Da rilevare che su tale tema FIMI aveva già chiesto conto anche alla RAI di Celli e Zaccaria, che neanche ritennero di dover incontrare la federazione. Arriviamo al 2003 dove si consuma l'ultimo e più sgradevole atto nei confronti dell'industria discografica. Il Comune di Sanremo e RAI, rispettivamente con il Sindaco Bottini e il direttore generale Saccà, promettono un incremento consistente nei rimborsi spese, ma proprio il giorno in cui si apre il Festival 2003 il comune di Sanremo si rimangia le promesse e molte etichette rimarranno esposte per decine di migliaia di euro. Nel frattempo il dato sulle vendite sanremesi raggiunge il suo minimo storico. Fatto 100 la compilation del Festivalbar 2003, disco più venduto dell'anno nella categoria, la compilation del Festival di Sanremo si piazza al 29 posto con un indice di 18, superata dallo Zecchino d'Oro, al 22° posto con un indice di 22. FIMI torna nuovamente alla carica con RAI per chiedere che su Sanremo si cambi, si nomini subito un direttore artistico e si apra un tavolo per rinnovare la manifestazione. Nulla fino a luglio quando FIMI dichiara il proprio disimpegno dall'evento, anche perchè nel frattempo, con le inchieste della magistratura sull'Accademia (altro fenomeno anomalo più volte segnalato da FIMI) sul Festival e su coloro che ne sono partner viene a pesare anche un negativo ritorno di immagine.
A questo punto, siamo ad agosto, RAI si sveglia dal letargo e si rende disponibile ad un accordo quadro. Ma la fase è avanzata, i tempi per cambiare il Festival introducendo quelle innovazioni necessarie a rilanciare la manifestazione anche sotto il profilo di mercato (l'unica cosa che interessa all'industria) non ci sono più. Manca ancora il direttore artistico e quindi anche la linea editoriale è sconosciuta e verrà resa nota solo molto più tardi da Tony Renis, anche se in maniera alquanto fumosa.
FIMI, e siamo ad autunno inoltrato, pur confermando di avere accolto con favore tutte le proposte di RAI finalizzate a raggiungere un'intesa su una convenzione di 5 anni, ribadisce allo stesso tempo che le incertezze sul Festival del 2004 non consentono di legare la prossima edizione del Festival all'accordo con RAI. Ma visto che RAI aveva presentato una proposta che doveva essere approvata "in tutte le sue parti senza distinzione alcuna", l'ente pubblico radiotelevisivo ritiene di non sottoscrivere un accordo che non includa il 2004. In soldoni, o mangi questa minestra o salti dalla finestra. Dimostrando ulteriore sensibilità verso la musica RAI coglie anche l'occasione per annullare la copertura televisiva dell'evento istituzionale degli Italian Music Awards, già annunciata con una conferenza stampa alla presenza di RAIDUE. Da questo punto in poi partirà una sottile e sotteranea campagna di comunicazione tesa a dimostrare che FIMI boicotta l'evento, che le aziende non mandano ospiti per svariati motivi, perfino politici, o per causare un danno all'Italia. Siamo alle fine della commedia, arriva la conferenza stampa e apprendiamo che "sarà un festival reality show". Ovvero il motivo per il quale FIMI, aveva sempre protestato con Baudo, Carrà, Fazio, ecc. chiedendo di cambiare modello. Si diceva: troppo spazio ai comici e agli ospiti e poco alla musica. Si trattano i cantanti come se fossero comparse di uno show dove la musica non c'entra nulla.
Arriva la rivoluzione e cosa ci troviamo: il reality show.
Diceva qualcuno: abbiamo fatto bene a stare a casa, fuori piove.
Diffusi i dati sulla pirateria e annunciate nuove iniziative per combattere la pirateria online
Luci e ombre nella lotta alla pirateria musicale in Italia nel 2003. Se da un lato una più efficace attività di repressione della produzione di CD falsi ha condotto ad un significativo incremento nel numero di centrali di masterizzazione clandestine sequestrate, dall'altro l'opera di contrasto del fenomeno della vendita abusiva di supporti contraffatti nelle strade cittadine registra una battuta d'arresto. Nel corso dell'anno appena trascorso le forze dell'ordine hanno confiscato 1.579 masterizzatori (+ 69% rispetto al 2002), portando l'Italia ai primissimi posti nel mondo in termini di impianti di duplicazione sequestrati. Degno di nota il fatto che a Napoli, nel mese di ottobre, la Guardia di Finanza ha stabilito il nuovo "record" mondiale di masterizzatori sequestrati in una singola operazione: 496 macchine in grado di produrre migliaia di supporti all'ora.
Molti anche gli arresti tra corrieri e distributori illegali in tutta la penisola, segno di una maggiore concentrazione delle indagini sui livelli più elevati del fenomeno che rimane senpre in vetta alle tipologie di business illeciti sotto il controllo della criminalità organizzata. I CD falsi, confiscati nel corso di 598 operazioni antipirateria, sono stati 1.282.248 (- 41% rispetto al 2002); gli individui segnalati all'autorità giudiziaria sono stati 858 mentre quelli arrestati sono stati 993 (in entrambi i casi si è verificato un decremento di circa il 30%).
Rimane alto il livello di allarme per la vendita ambulante abusiva di supporti masterizzati, con situazioni particolarmente critiche, come per esempio Roma, dove l'attività di prevenzione e repressione pare non incidere in maniera significativa sul fenomeno. Oltre al Lazio, le regioni nelle quali è stato sequestrato il maggior numero di CD contraffatti sono la Campania, la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Sicilia e l'Abruzzo.
Sul fronte del contrasto alla pirateria musicale via internet sono oltre 300 i siti posti sotto sequestro con oltre 50 soggetti arrestati o denunciati.
Allo stesso tempo cresce in Italia la pirateria digitale sulle reti p2p con migliaia di file musicali resi disponibili illegalmentre ogni giorno con gravi danni per il settore.
"Abbiamo verificato che sono attivi soggetti che condividono consistenti quantità di brani musicali illegali e oggi le leggi consentono di perseguire con efficacia un'attività illecita che non ha nessuna giustificazione. Vi sono alternative legali in rete già disponibili anche in Italia e molte altre iniziative prenderanno il via nei prossimi mesi e pertanto colpiremo senza esitazione”.
La lotta alla pirateria online sarà tra le priorità a livello europeo e l'Italia è in prima linea, con FPM, nel contrastare il fenomeno. Nei prossimi giorni sarà in linea anche le versione italiana del sito di education www.pro-music.org
e nel frattempo è stato distribuito il rapporto realizzato da IFPI sul mercato online che è scaricabile dal link
http://www.ifpi.org/site-content/library/online-music-report-2004.pdf
Dati Confindustria su congiuntura economica
Sono disponibili i dati aggiornati a Gennaio 2004 elaborati dal Centro Studi di Confindustria.
Possono essere scaricati da:
http://www.confindustria.it/DBImg2002.nsf/HTMLPages/CongFlash
Appuntamenti
· Comitato Direttivo FIMI: 25 febbraio 2004
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e-letter della Federazione Industria Musicale Italiana - N.1/9 febbraio 2004 - Largo Augusto, 3 - [email protected] - www.fimi.it
Pubblicazione iscritta nel registro della Stampa del Tribunale di Milano con il N. 663 del 23/11/2001
In questo numero
· Industria del cinema da Ciampi e a noi la Ventura con il reality show.
· Diffusi i dati sulla pirateria e annunciate le nuove iniziative per contrastare la pirateria online
· Dati Confindustria su congiuntura economica
· Appuntamenti
Industria del cinema da Ciampi e a noi la Ventura con il reality show.
Scorrendo i telegiornali del 9 febbraio si può osservare, con una certa amarezza, come due eventi abbiano caratterizzato in maniera opposta la giornata. Mentre il mondo del cinema si presentava compatto dal Presidente Ciampi, il quale peraltro si esprimeva con forza contro la pirateria, vero flagello dell'industria culturale, a Sanremo, l'organizzazione del prossimo Festival presentava con gioia la vera rivoluzione dell'evento. Ovvero la sua trasformazione in reality show., il tutto condito da comici che già hanno incominciato impietosamente a colpire gli artisti in gara per la capigliatura o il modo di vestire. Come finirà con milioni di italiani sgignazzanti a votare con sms determinando la fine dalla carriera di giovani artisti in un reality show devastante ?
E qualcuno ha ancora il coraggio di definire la posizione di FIMI come boicottaggio ? Nei compiti di FIMI, come è noto, rientra la tutela dell'industria discografica e mai come sul fronte del festival FIMI si è battuta per difendere gli interessi della categoria e anche degli artisti ospitati e in gara nei confronti di due soggetti, RAI e Comune di Sanremo, che hanno sempre previlegiato i propri interessi rispetto a quelli della musica.
Vale la pena ancora una volta ricordare, anche a futura memoria, come FIMI abbia posto la "questione Sanremo" in tempi non sospetti e a vari livelli. Tre anni fa FIMI lanciava a Sanremo l'allarme di un rischio disimpegno dell'industria di fronte all'assenza di risposte in merito a questioni fondamentali per le aziende discografiche. In primo luogo gli alti costi sostenuti per la partecipazione al Festival e i bassi ritorni in termini di vendite. Da rilevare che su tale tema FIMI aveva già chiesto conto anche alla RAI di Celli e Zaccaria, che neanche ritennero di dover incontrare la federazione. Arriviamo al 2003 dove si consuma l'ultimo e più sgradevole atto nei confronti dell'industria discografica. Il Comune di Sanremo e RAI, rispettivamente con il Sindaco Bottini e il direttore generale Saccà, promettono un incremento consistente nei rimborsi spese, ma proprio il giorno in cui si apre il Festival 2003 il comune di Sanremo si rimangia le promesse e molte etichette rimarranno esposte per decine di migliaia di euro. Nel frattempo il dato sulle vendite sanremesi raggiunge il suo minimo storico. Fatto 100 la compilation del Festivalbar 2003, disco più venduto dell'anno nella categoria, la compilation del Festival di Sanremo si piazza al 29 posto con un indice di 18, superata dallo Zecchino d'Oro, al 22° posto con un indice di 22. FIMI torna nuovamente alla carica con RAI per chiedere che su Sanremo si cambi, si nomini subito un direttore artistico e si apra un tavolo per rinnovare la manifestazione. Nulla fino a luglio quando FIMI dichiara il proprio disimpegno dall'evento, anche perchè nel frattempo, con le inchieste della magistratura sull'Accademia (altro fenomeno anomalo più volte segnalato da FIMI) sul Festival e su coloro che ne sono partner viene a pesare anche un negativo ritorno di immagine.
A questo punto, siamo ad agosto, RAI si sveglia dal letargo e si rende disponibile ad un accordo quadro. Ma la fase è avanzata, i tempi per cambiare il Festival introducendo quelle innovazioni necessarie a rilanciare la manifestazione anche sotto il profilo di mercato (l'unica cosa che interessa all'industria) non ci sono più. Manca ancora il direttore artistico e quindi anche la linea editoriale è sconosciuta e verrà resa nota solo molto più tardi da Tony Renis, anche se in maniera alquanto fumosa.
FIMI, e siamo ad autunno inoltrato, pur confermando di avere accolto con favore tutte le proposte di RAI finalizzate a raggiungere un'intesa su una convenzione di 5 anni, ribadisce allo stesso tempo che le incertezze sul Festival del 2004 non consentono di legare la prossima edizione del Festival all'accordo con RAI. Ma visto che RAI aveva presentato una proposta che doveva essere approvata "in tutte le sue parti senza distinzione alcuna", l'ente pubblico radiotelevisivo ritiene di non sottoscrivere un accordo che non includa il 2004. In soldoni, o mangi questa minestra o salti dalla finestra. Dimostrando ulteriore sensibilità verso la musica RAI coglie anche l'occasione per annullare la copertura televisiva dell'evento istituzionale degli Italian Music Awards, già annunciata con una conferenza stampa alla presenza di RAIDUE. Da questo punto in poi partirà una sottile e sotteranea campagna di comunicazione tesa a dimostrare che FIMI boicotta l'evento, che le aziende non mandano ospiti per svariati motivi, perfino politici, o per causare un danno all'Italia. Siamo alle fine della commedia, arriva la conferenza stampa e apprendiamo che "sarà un festival reality show". Ovvero il motivo per il quale FIMI, aveva sempre protestato con Baudo, Carrà, Fazio, ecc. chiedendo di cambiare modello. Si diceva: troppo spazio ai comici e agli ospiti e poco alla musica. Si trattano i cantanti come se fossero comparse di uno show dove la musica non c'entra nulla.
Arriva la rivoluzione e cosa ci troviamo: il reality show.
Diceva qualcuno: abbiamo fatto bene a stare a casa, fuori piove.
Diffusi i dati sulla pirateria e annunciate nuove iniziative per combattere la pirateria online
Luci e ombre nella lotta alla pirateria musicale in Italia nel 2003. Se da un lato una più efficace attività di repressione della produzione di CD falsi ha condotto ad un significativo incremento nel numero di centrali di masterizzazione clandestine sequestrate, dall'altro l'opera di contrasto del fenomeno della vendita abusiva di supporti contraffatti nelle strade cittadine registra una battuta d'arresto. Nel corso dell'anno appena trascorso le forze dell'ordine hanno confiscato 1.579 masterizzatori (+ 69% rispetto al 2002), portando l'Italia ai primissimi posti nel mondo in termini di impianti di duplicazione sequestrati. Degno di nota il fatto che a Napoli, nel mese di ottobre, la Guardia di Finanza ha stabilito il nuovo "record" mondiale di masterizzatori sequestrati in una singola operazione: 496 macchine in grado di produrre migliaia di supporti all'ora.
Molti anche gli arresti tra corrieri e distributori illegali in tutta la penisola, segno di una maggiore concentrazione delle indagini sui livelli più elevati del fenomeno che rimane senpre in vetta alle tipologie di business illeciti sotto il controllo della criminalità organizzata. I CD falsi, confiscati nel corso di 598 operazioni antipirateria, sono stati 1.282.248 (- 41% rispetto al 2002); gli individui segnalati all'autorità giudiziaria sono stati 858 mentre quelli arrestati sono stati 993 (in entrambi i casi si è verificato un decremento di circa il 30%).
Rimane alto il livello di allarme per la vendita ambulante abusiva di supporti masterizzati, con situazioni particolarmente critiche, come per esempio Roma, dove l'attività di prevenzione e repressione pare non incidere in maniera significativa sul fenomeno. Oltre al Lazio, le regioni nelle quali è stato sequestrato il maggior numero di CD contraffatti sono la Campania, la Lombardia, l'Emilia Romagna, la Sicilia e l'Abruzzo.
Sul fronte del contrasto alla pirateria musicale via internet sono oltre 300 i siti posti sotto sequestro con oltre 50 soggetti arrestati o denunciati.
Allo stesso tempo cresce in Italia la pirateria digitale sulle reti p2p con migliaia di file musicali resi disponibili illegalmentre ogni giorno con gravi danni per il settore.
"Abbiamo verificato che sono attivi soggetti che condividono consistenti quantità di brani musicali illegali e oggi le leggi consentono di perseguire con efficacia un'attività illecita che non ha nessuna giustificazione. Vi sono alternative legali in rete già disponibili anche in Italia e molte altre iniziative prenderanno il via nei prossimi mesi e pertanto colpiremo senza esitazione”.
La lotta alla pirateria online sarà tra le priorità a livello europeo e l'Italia è in prima linea, con FPM, nel contrastare il fenomeno. Nei prossimi giorni sarà in linea anche le versione italiana del sito di education www.pro-music.org
e nel frattempo è stato distribuito il rapporto realizzato da IFPI sul mercato online che è scaricabile dal link
http://www.ifpi.org/site-content/library/online-music-report-2004.pdf
Dati Confindustria su congiuntura economica
Sono disponibili i dati aggiornati a Gennaio 2004 elaborati dal Centro Studi di Confindustria.
Possono essere scaricati da:
http://www.confindustria.it/DBImg2002.nsf/HTMLPages/CongFlash
Appuntamenti
· Comitato Direttivo FIMI: 25 febbraio 2004
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