Mancano dalle scene musicali italiane dal 1999: sono i Madreblu esempio di pop “alto” italiano, che qualcuno si ricorderà per alcuni singoli che ebbero parecchio eco al tempo: “Gli angeli” (estratto dall’esordio “Prima dell’alba”, del ‘97) e “Reiko” (da “Necessità”, del ’99 appunto).
Sta per uscire un nuovo album del duo milanese formato da Raffella Destefano e Gino Marcelli: “Equilibrio”, il primo da indipendenti dopo il rapporto con la major EMI. “Ci abbiamo messo due anni e mezzo per registrare e confezionare questo album, quasi come si faceva una volta, quando ci voleva del tempo per incidere un disco…”, dice Raffealla a Rockol. “Scherzi a parte, ci è voluto parecchio tempo. E nel mezzo altro tempo è volato via per un cambio di gestione. Siamo passati da essere distribuiti e sotto licenza EMI ad essere indipendenti. Questo ovviamente ha influito molto nella realizzazione del disco”.
La prima domanda, quindi, è sul motivo di questo “cambio di gestione”: “Il nostro era un progetto che rientrava di più nei loro interessi”, racconta Raffaella. “Non voglio entrare nel merito, perché alla fine l’importante è che i dischi si facciano, e che siano belli. Certo è che l’industria discografica è cambiata moltissimo. Questo è stato uno dei motivi di questo nostro cambiamento. Gli artisti che non sono maggiori o che non hanno un riscontro per così dire planetario vengono sicuramente penalizzati da questa crisi che impera. La differenza sostanziale sta nel fatto che nella gestione indipendente ti permette di interagire in maniera più interattiva nella costruzione delle idee, e questo è un gran bene”
“Equilibrio” è stato prodotto insieme a Luca Pernici, già al lavoro con Il Nucleo: “Il produttore ci è stato in qualche modo suggerito da Fred Ventura dei Bedroom Rockers, che da sempre un po’ bazzica nelle nostre cose. Ce lo hanno suggerito soprattutto per il suo lavoro con la Fragment Orchestra, che fa parte del ‘rooster’ Ishtar, che cura le nostre edizioni. Luca ha iniziato a lavorare con noi prima di produrre Il Nucleo, che però poi sono usciti prima e nel frattempo si sono fatti notare. Per certi versi siamo i due lati della stessa medaglia, loro più rock, noi più pop”.
“Equilibrio”, infatti, ripropone aggiornandola la felice formula di un pop melodico ma mai banale, che mischia coloriture elettroniche a chitarre, a sostenere la voce di Raffaella. Un pop “alto”, per l’appunto, musicalmente di stampo anglosassone (anche se rigorosamente cantato nella nostra lingua) che il contesto italiano forse fa più fatica a capire, con ascoltatori e media abituati a rock puro e duro o a poppettini usa e getta. “Beh, la difficoltà è quella”, ammette Raffaella. “Non è facile far capire un certo tipo di pop in Italia, forse è più facile all’estero. Le radio, per esempio, al momento stanno facendo un po’ fatica a capirci mentre le TV stanno passando il nostro video. Ma contiamo presto anche di suonare dal vivo per far capire meglio quello che siamo.”
Sta per uscire un nuovo album del duo milanese formato da Raffella Destefano e Gino Marcelli: “Equilibrio”, il primo da indipendenti dopo il rapporto con la major EMI. “Ci abbiamo messo due anni e mezzo per registrare e confezionare questo album, quasi come si faceva una volta, quando ci voleva del tempo per incidere un disco…”, dice Raffealla a Rockol. “Scherzi a parte, ci è voluto parecchio tempo. E nel mezzo altro tempo è volato via per un cambio di gestione. Siamo passati da essere distribuiti e sotto licenza EMI ad essere indipendenti. Questo ovviamente ha influito molto nella realizzazione del disco”.
La prima domanda, quindi, è sul motivo di questo “cambio di gestione”: “Il nostro era un progetto che rientrava di più nei loro interessi”, racconta Raffaella. “Non voglio entrare nel merito, perché alla fine l’importante è che i dischi si facciano, e che siano belli. Certo è che l’industria discografica è cambiata moltissimo. Questo è stato uno dei motivi di questo nostro cambiamento. Gli artisti che non sono maggiori o che non hanno un riscontro per così dire planetario vengono sicuramente penalizzati da questa crisi che impera. La differenza sostanziale sta nel fatto che nella gestione indipendente ti permette di interagire in maniera più interattiva nella costruzione delle idee, e questo è un gran bene”
“Equilibrio” è stato prodotto insieme a Luca Pernici, già al lavoro con Il Nucleo: “Il produttore ci è stato in qualche modo suggerito da Fred Ventura dei Bedroom Rockers, che da sempre un po’ bazzica nelle nostre cose. Ce lo hanno suggerito soprattutto per il suo lavoro con la Fragment Orchestra, che fa parte del ‘rooster’ Ishtar, che cura le nostre edizioni. Luca ha iniziato a lavorare con noi prima di produrre Il Nucleo, che però poi sono usciti prima e nel frattempo si sono fatti notare. Per certi versi siamo i due lati della stessa medaglia, loro più rock, noi più pop”.
“Equilibrio”, infatti, ripropone aggiornandola la felice formula di un pop melodico ma mai banale, che mischia coloriture elettroniche a chitarre, a sostenere la voce di Raffaella. Un pop “alto”, per l’appunto, musicalmente di stampo anglosassone (anche se rigorosamente cantato nella nostra lingua) che il contesto italiano forse fa più fatica a capire, con ascoltatori e media abituati a rock puro e duro o a poppettini usa e getta. “Beh, la difficoltà è quella”, ammette Raffaella. “Non è facile far capire un certo tipo di pop in Italia, forse è più facile all’estero. Le radio, per esempio, al momento stanno facendo un po’ fatica a capirci mentre le TV stanno passando il nostro video. Ma contiamo presto anche di suonare dal vivo per far capire meglio quello che siamo.”