Dopo la decisione di fare a pezzi, ovviamente per guadagnare dei soldi, uno
dei pochi nastri originali incisi da Elvis Presley negli anni Cinquanta, è
scoppiata la polemica. La notizia del "taglio" è stata data da Rockol nei
giorni scorsi. Nonostante l'assicurazione che il nastro, il quale non può
più essere ascoltato perché troppo danneggiato, è stato copiato in maniera
digitale, da più parti si levano voci contrarie. David Marsh, giornalista
ed autore del libro "Elvis", ha detto che la decisione è "scandalosa". "E
se qualcuno facesse a pezzi una copia originale della Dichiarazione
d'Indipendenza?", si è chiesto Marsh. E Jim Henke, curatore principale
della "Rock and Roll Hall of Fame", ha detto: "Distruggere il nastro è un
disastro, è come distruggere una parte della cultura americana". Nel
frattempo a Manhattan si è svolta una conferenza stampa in cui Michael
Esposito, presidente della Master Tape Collection, l'azienda che ha avuto
l'originale e discutibile idea, ha riferito che il nastro contiene il brano
"That's all right" ed altre nove canzoni del King; Esposito ha inoltre
sottolineato nuovamente il fatto che il supporto non può più essere
ascoltato perché altrimenti si sbriciolerebbe.
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