Cesare Cremonini, la videointervista: " 'Logico', la logica dei sentimenti"

Cesare Cremonini, la videointervista: " 'Logico', la logica dei sentimenti"

“Se quindici anni fa mi avessero chiesto di ascoltare questo album mi sarei chiesto “cosa stai combinando?”. Scherza, Cesare Cremonini. Ma non lasciatevi ingannare dal titolo e dalla copertina, fatta di oggetti solidi che rappresentano le leggi della fisica. “Logico”, il nuovo album del cantautore bolognese è un disco di storie, del racconto di sensazioni, di canzoni-canzoni. Solo con uno sguardo diverso, più maturo, che unisce all’emozione la razionalità, e una coloritura diversa nei suoni.

L’album arriva a due anni esatti da “La teoria dei colori”: la squadra di Cesare è la stessa, capitanata dal produttore e mentore Walter Mameli, dall'amico e bassista Ballo, dalla casa discografica Universal (con cui pubblica il secondo album) e da Live Nation che organizzerà il “Logico” tour in autunno. Ma il suono non è lo stesso, non del tutto almeno, con un mix tra quelli che Cesare definisce come i suoi ascolti attivi (ovvero, i suoi riferimenti storici: il cantautorato italiano e la musica inglese) e passivi (come la musica dance e l’elettronica, che compaiono negli arrangiamenti - seppure a dosi moderate). 

“Logico” ha una ricerca sui suoni e sulla struttura dei brani che rimette in gioco quanto fatto in precedenza, senza allontanarsi dalla forma-canzone. “Per me ogni album nuovo è una reazione allergica a quello precedente”, ha spiegato oggi Cremonini nella conferenza stampa di presentazione svoltasi a Milano. “Faccio questo lavoro da quando ho quindici anni, grazie a quel giorno in cui ho suonato al campanello di Walter Mameli facendo fuga da scuola. Ho bisogno di stimoli nuovi, di far credere a chi ascolta la musica nuova che un album sia qualcosa da scoprire per intero”, spiega. "Siamo in un epoca di minimalismo della comunicazione, l’album in qualsiasi forma esca è un contenuto ampio - bisogna dare l’impressione che valga la pena ascoltarlo”, dice per spiegare che questo è un disco più unitario dei precedenti, in cui metteva tante sfumature diversi su unica tavolozza (da cui il titolo dell’album precedente, “La teoria dei colori”).

 



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Cremonini lo definisce come un “album solido", ma in cui emozione e razionalità si incontrano e si scontrano: “Per questo ho scelto per queste simbologie fisiche per la copertina. Leggi, ma che hanno a che fare le scelte che facciamo nella vita. Un musicista fa questo: legge uno spartito - è logica, razionalità, matematica - ma poi interpreta, e si lascia andare alla logica del sentimento. Penso ancora di essere un ragazzo che ha voglia di esprimersi. Ho sempre detto che scrivevo canzoni ad occhi chiusi, ma alla mia età gli occhi si socchiudono, inizi a vedere le cose per quello che sono. Questo disco è lo specchio dei miei 34 anni, riflette quello che sono oggi. A differenza di quello che ho fatto in passato, non cerco definizioni dell’amore o di altro. E’ un disco che indaga: raccoglie più domande che risposte".

Cesare Cremonini sarà in tour a partire dal 28 ottobre al Forum di Assago, per 14 date fino al 27 novembre (Padova), con tappe a Rimini, Conegliano, Bologna, Bari, Roma, Napoli, Acireale, Perugia, Firenze, Mantova, Torino, Trento - con biglietti in prevendita da domani “E’ il tour più importante della carriera: un tour esplosivo, un tour musicale, però in cui poter sfogare ogni centimetro della mia anima di intrattenitore”, spiega Cesare. “I miei dischi sono sempre andati bene, alla radio mi hanno sempre passato, ma solo con il tour de ‘La teoria dei colori’ sono riuscito a riempire i palazzetti. Quindi a questo giro mi spingerò in posti dove non avevamo osato andare, e lo farò con la voglia di un emergente, ma con la consapevolezza dell’esperienza”.

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