Si torna a parlare di talent show e dei suoi effetti sullo stato attuale dell'industria musicale: nonostante il suo insediamento persista ancora oggi dai primi anni del '00, c'è ancora chi ha i suoi dubbi sulla reale efficacia del format. Questa volta, a esprimere le proprie perplessità in merito è stato Boosta dei Subsonica che, ospite al Festival della tv e dei nuovi media di Dogliani (CN) ha riferito: "Rispetto a vent'anni fa mi pare che oggi le possibilità di farsi ascoltare siano diminuite molto. E che i talent show, uno dei pochi canali rimasti aperti, tendano ad attrarre soprattutto chi pensa alla musica come a un modo per finire in televisione. La realtà, invece, è che degli ipotetici mille ragazzi che sono passati di lì, pochissimi continuano realmente a cantare. Gli altri sono stati masticati, digeriti e quasi sempre espulsi. Sono diventati il bolo per l'appetito vorace della macchina televisiva."
Secondo quanto riportato sulla Stampa, l'artista di Torino ha inoltre raccontato dei suoi primi passi coi Subsonica: "Quando sono nati i Subsonica ho dovuto scegliere tra il gruppo e un ingaggio a suonare su una nave, che tra l'altro mi pareva già un bel successo. Ho scelto la band e il grande piacere di quegli anni è stato vedere crescere il nostro pubblico. Nei primi 14 mesi abbiamo fatto circa 250 concerti ed è capitato di suonare davanti a due persone, di tornare nella stessa città e trovarne 200, poi magari duemila a volte anche ventimila. Oggi un percorso simile sembra quasi impossibile."