NEWS   |   Pop/Rock / 27/04/2014

Black Keys, 'Turn blue': 'Il nuovo album è un misto di 'Brothers' e 'El Camino''

Black Keys, 'Turn blue': 'Il nuovo album è un misto di 'Brothers' e 'El Camino''

Quella dei Black Keys è una situazione piuttosto particolare: il prossimo 13 maggio pubblicheranno il loro ottavo disco di inediti ma - in tutta sincerità - per la maggior parte, per il grande pubblico, per la massa insomma è come se stessero per rilasciare il loro secondo disco. Dopo dodici anni di attività chiedersi se l'uscita di un successo come "El Camino" sia "tardiva" o meno non è importante, almeno non quanto rendersi conto della portata effettiva di questo disco del quale il duo di Akron non si libererà più. Per fortuna. 

Ma il confronto diventa inevitabile e il rischio di parlare di "Turn blue" guardando al passato invece che al futuro è molto alto; gli stessi artisti, per introdurre il nuovo album alla schiera di giornalisti chiamati a raccolta oggi in un lussuoso albergo milanese, hanno più volte fatto riferimento al suo predecessore. Nonostante l'intento, a quanto ci han detto loro, sia sempre quello di entrare in studio e non ripetersi mai: 'Il nostro approccio non è mai cambiato. Siamo sempre noi a decidere tutto, ma siamo cambiati come persone. Facciamo dischi da 12 anni non vogliamo ripeterci perciò la nostra priorità è fare degli album divertendoci, di cui siamo orgogliosi e che ci piacciono. Siamo sempre indipendenti come alle origini, ma abbiamo più gente che ci aiuta a promuovere quello che facciamo."

A livello artistico "Turn blue" è un misto di "Brothers" e di "El Camino": " Il primo è un album più groove, con una velocità media e con delle atmosfere più dilatate. 'El Camino' è più veloce, più melodico e non tanto ripetitivo. Questo nuovo disco prende le atmosfere di uno e la parte melodica dell'altro. Ora c'è più attenzione agli arrangiamenti e alla scrittura. Le canzoni in questo disco hanno un grande respiro, cambiano dall'inizio alla fine. 'El Camino' era un album rock, ristretto nella sua gamma espressiva. 'Turn blue' invece è destinato a fluire di più e a essere maggiormente completo." 

E ancora, se "El Camino" è stato realizzato pensando alle grandi arene gremite di persone "che non ci conoscevano ancora,  quindi dovevamo creare pezzi più veloci e cattivi per attirare l'attenzione. In effetti lo puoi iniziare ad ascoltare ad ogni traccia che vuoi. 'Turn blue' invece consigliamo di ascoltarlo dall'inizio alla fine. Ci hanno ispirato alcuni dei migliori dischi degli anni '70, perfetti e completi anche dal punto di vista della sequenza dei pezzi. Pink Floyd, Beatles, Bowie…"

 

Il titolo "Turn blue" strizza l'occhio a un vecchio show televisivo nato dalle loro parti, in Ohio, e condotto dal personaggio immaginario Ghoulardi: "Turn blue" si riferisce a una frase che spesso pronunciava il personaggio e la spirale psichedelica che compone l'artwork del disco rimanda alle grafiche utilizzate nel programma. Ma il titolo può essere interpretato in molti modi. Dan, per esempio, ci ha raccontato la sua personale chiave di lettura: "Mentre scrivevo le parole di questo brano ero nel bel mezzo di un divorzio. E' stato l'anno più difficile della mia vita. Mi son ritrovato con un bambino di sei anni a vivere in un monolocale per circa sei mesi mentre stavo lavorando come produttore a un disco e stavo realizzando il nuovo dei Black Keys. E' stata una vera sfida…"

A produrre il nuovo disco è stato "l'amico Brian", più comunemente noto come Danger Mouse. Proprio lui ha portato all'attenzione dei due artisti il sample vocale di un pezzo degli anni '60 firmato dall'italianissimo Nico Fidenco, tratto da "La ragazzina". Da qui è nato il pezzo "Year in review".

 

Apparentemente i Black Keys sembrano quasi impassibili al successo che li ha investiti sopratutto negli ultimi tre anni. La loro priorità rimane la musica e il poter continuare a farla; perché nulla cambi è necessario che tutto cambi parrebbero comunicarci. Poco ha importato dunque mettere i propri pezzi al servizio degli spot televisivi o delle serie tv se questo è servito a farsi pubblicità, come alternativa alle radio refrattarie: "All'inizio il fatto di poter essere ascoltati come colonna sonora della pubblicità ci ha aiutati, visto che non ci passavano granché in radio. E non avevamo nemmeno molti soldi ed era un buon modo per iniziare, insomma. Incoraggeremmo le nuove band a non avare paura di questa strada perché praticamente ti da la possibilità di fare più musica. Sono tre anni che un nostro pezzo non compare in una pubblicità. Alcune agenzie hanno usato pezzi simili ai nostri e abbiamo dovuto fargli causa. Ed è una cosa che fa schifo. La maggior parte di quello che facciamo si basa sul lavoro di altre persone, sull'ispirazione. Ma quando hai un'agenzia che cerca di fregare i tuo pubblico, cercando di far passare qualcun altro per te… allora bisogna che qualcuno la fotta."

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