Thirty Seconds To Mars: 'Liberi da contratti discografici e felici di esserlo'

Thirty Seconds To Mars: 'Liberi da contratti discografici e felici di esserlo'

I Thirty Seconds To Mars sono liberi da vincoli discografici e felici della loro condizione. Lo ha confermato a Billboard il leader del gruppo californiano Jared Leto, ufficializzando il divorzio dalla Virgin/EMI oggi parte del gruppo Universal Music. Il tumultuoso rapporto tra la casa discografica e la band, culminato in una causa da 30 milioni di dollari, sta alla base del documentario "Artifact", diretto dallo stesso Leto e trasmesso oggi dalla tv americana.

Il film, spiega il giornalista Andrew Hampp, documenta il periodo che portò alla pubblicazione nel 2010 dell'album "This is war"(durante il quale il gruppo maturò un debito di 2 milioni di dollari nei confronti dell'etichetta), e vede susseguirsi sullo schermo discografici, giornalisti, manager, imprenditori musicali, produttori come Flood e colleghi come Brandon Boyd degli Incubus e Chester Bennington dei Linkin Park. Il musicista, regista e attore (premiato di recente con un Oscar per il ruolo da non protagonista in "Dallas Buyers Club") lancia numerose accuse e frecciate in direzione del music business ma, sostiene Leto, il suo "non è un film contro le case discografiche. E' un film contro l'avidità. Parla di artisti che valutano le difficoltà e i conflitti che esistono tra arte e commercio. Di come la corruzione possa uccidere i sogni".

"Ora siamo liberi ed elettrizzati riguardo al futuro", ha dichiarato Leto a Billboard. "La migliore posizione in cui trovarsi. Stiamo tutti cercando di immaginare come condividere la nostra musica con il mondo in modi nuovi ed eccitanti che non ci costringano a firmare astrusi contratti discografici concepiti per farci restare in debito per secoli. Non siamo un supergruppo come i Rolling Stones, altrimenti ci saremmo potuti permettere di affrontare una battaglia contro una corporation. Eravamo una piccola band che aveva avuto un po' di successo e che ha creduto giusto combattere per ottenere giustizia. Auspicabilmente le etichette e l'industria tecnologica continueranno a ripensare il loro modo di operare e di fare contratti, rendendosi conto che c'è ancora molta strada da fare".

In attesa di definire la loro situazione discografica, i Thirty Seconds To Mars continuano imperterriti l'attività live che li ha già fatti finire nel Guinness dei primati per il maggior numero di show destinati a promuovere un solo album (più di 300): come noto, il 19 e 20 giugno saranno in Italia per due concerti a Torino e a Roma.

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