Poi si lamentano
che i dischi
non si vendono...

Poi si lamentanoche i dischinon si vendono...
Credits: Ben Ross
Ore 15.05 del pomeriggio di giovedì 4 dicembre. Entro in un negozio di dischi e libri del centro di Milano (del quale non farò lo storico nome). Voglio acquistare “My name is Pasquale”, la biografia di Nicola Arigliano. Mi avvicino a un punto informazioni per chiedere dove si trovano i libri di argomento musicale. Mentre arrivo al banco, una signorina sta chiedendo:

“Cerco la canzone 'Happy Christmas' di John Lennon”.
Il ragazzo al banco assume un'espressione vacua (“blank”, direbbero efficacemente gli anglofoni). La signorina, la cui pronuncia è più che discreta, precisa:
“La canzone si intitola 'Happy Christmas – War is over', è cantata da John Lennon e Yoko Ono”.
L'espressione del ragazzo non s'illumina. Io ascolto, stupito; vabbé che il ragazzo è giovane, ma la canzone non è famosa: è celeberrima (l'hanno rifatta persino i Pooh...), e poi mancano venti giorni a Natale, e in questo periodo chissà quanti vorranno comprarla o ricomprarla...
Il ragazzo s'abbassa sotto il bancone e ne estrae una specie di elenco del telefono, sul quale presumibilmente s'accinge a cercare tracce della canzone richiesta. Probabilmente il librone riporta solo i titoli degli album (altrimenti non basterebbero cento libroni di quelle dimensioni), o forse il ragazzo non cerca bene: sta di fatto che dopo un po' rialza lo sguardo e dice, papale papale:
“Non c'è”.
Lo so che dovrei farmi i fatti miei, lo so che non dovrei mettermi in mezzo, ma non resisto (anche perché a mia volta devo chiedere un'informazione, e non vorrei aspettare mezza giornata). Dico alla signorina: “La trova in almeno tre antologie di John Lennon”. E lei, grata ma decisa: “Lo immagino, ma non capisco dove sono i dischi di John Lennon, sono venuta qui per chiedere proprio questo”.
Il negozio nel quale ci troviamo ha avuto la bella pensata di suddividere l'esposizione dei dischi per case discografiche, anziché in ordine alfabetico. Come se un cliente dovesse per forza sapere che i dischi di Lennon sono pubblicati e distribuiti dalla EMI. Vedo il corridoio contrassegnato con la scritta EMI, e dico alla signorina: “Cerchi là, in quel bancone dopo la scritta EMI”.
Il ragazzo, infastidito, a me: “Vuole venire al mio posto a fare il mio lavoro?”.
Ma certo che vorrei venire a fare il tuo lavoro, piccolo stupido – gli direi, se non fosse che lui non ha colpa se qualcuno l'ha messo lì a fare un lavoro che non sa fare, e che non ha voglia di fare, e che non l'appassiona. Perché stupidi (e non piccoli, ma grossi stupidi) sono quelli che incaricano persone inadeguate e impreparate di aiutare la clientela ad orizzontarsi fra distese sterminate di dischi organizzate con criteri cervellotici. Come cazzo può fare una persona qualsiasi a cercare “Lennon, John” se non sa dove cominciare a cercarlo? Come cazzo può fare una persona qualsiasi, che non sappia esattamente il titolo di un disco o il nome dell'interprete, a trovare il disco che probabilmente avrebbe voglia di comprare?

Lo so, lo so che rispetto a quando vendevo dischi io (25 anni fa, poi ho smesso) ci sono molti più dischi in commercio, c'è molta più musica in giro, è diventato più difficile conoscere i repertori e le canzoni e i contenuti degli album. Ma quando vendevo dischi io eravamo in due, in negozio, e fra l'uno e l'altro sapevamo esattamente cosa c'era negli scaffali, e come aiutare qualcuno a trovare la canzone che cercava. E provavamo a far contento il cliente, e magari già che c'eravamo provavamo anche a suggerirgli qualche idea per altri acquisti, se capivamo i suoi gusti.
Adesso è così: buttano tutto lì, tanto ci sono i codici a barre, i computer, e i riassortimenti si fanno in automatico. Non c'è più il commesso preparato e informato che faceva gli ordini al rappresentante, e si ricordava di ordinare i dischi che erano stati richiesti, e sapeva più o meno quante copie ordinare di un album o dell'altro. Adesso è così. E infatti i dischi non si vendono più. Vuoi mettere quant'è più comodo digitare “Happy Xmas” sul computer e scaricarsi il pezzo? Oltretutto è gratis... E così quelli che vorrebbero spendere dei soldi per comprare un disco, ed escono di casa ed entrano in un negozio e s'impegnano a cercare il disco che vogliono, si scontrano con l'ottusità e l'impreparazione e la malavoglia e, dopo un paio di tentativi, desistono. Quel disco non lo compreranno più, garantito. E probabilmente, e con ragione, non entreranno più in un negozio di dischi. Dategli torto, se potete.

A queste cose nessuno ci pensa mai, su queste cose nessuno organizza mai un dibattito, di queste cose nessuno sembra preoccuparsi. Non sarebbe, per esempio, il caso che le case discografiche preparassero congiuntamente un database di titoli di canzoni con relativa reperibilità su disco, e lo mettessero su Internet dandone accesso al pubblico (o almeno ai commessi dei negozi, che potrebbero consultarlo su richiesta del cliente)? (e su questa idea rivendico un copyright, sia chiaro). Non sarebbe, per esempio, il caso che i negozianti scegliessero commessi preparati, informati o (almeno) volonterosi e attenti? Non sarebbe il caso, per esempio, che almeno nell'unico periodo dell'anno in cui i dischi si vendono un pochino (intorno a Natale) i grandi negozi assoldassero dei ragazzi competenti e appassionati affinché fungessero da interfaccia con la clientela?
Sì, sarebbe il caso. Ma se qualcuno ci pensasse, se qualcuno lo facesse, forse non ci troveremmo nella situazione disperata (ma non seria) in cui ci troviamo. Lasciamo perdere, va'.
fz

PS Quel libro che cercavo l'ho trovato. Non in quel negozio, dove non ne conoscevano nemmeno l'esistenza (e ho fornito titolo del libro, nome degli autori e case editrice: “Non c'è”, mi hanno risposto, punto e basta). In un altro negozio, dove mi hanno fatto peregrinare da un punto informazioni all'altro, ma dove finalmente una signorina, quando ho ripetuto per la terza volta, ormai quasi senza speranza: “Cerco un libro che s'intitola 'My name is Pasquale'...”, mi ha risposto immediatamente: “Nicola Arigliano”. L'avrei baciata.
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