Vent'anni di Modena City Ramblers: 'Cambiano le persone, lo spirito resta'

Vent'anni di Modena City Ramblers: 'Cambiano le persone, lo spirito resta'

Nel 2009 i Modena City Ramblers avevano celebrato il quindicesimo anniversario del loro primo "vero" album, "Riportando tutto a casa", riproponendolo per intero in concerto com'è ormai d'uso per i classici. Quest'anno l'anniversario è invece un pretesto per festeggiare vent'anni di carriera professionale, con una serie di concerti che - spiega a Rockol il flautista e membro fondatore Franco D'Aniello - propongono una scaletta assemblata recuperando pezzi dall'intero repertorio. Inaugurato sabato a Bologna con un sold out a Irlanda in Festa, e poi replicato con altrettanto successo a Padova, lo show - che dopodomani, venerdì 21 marzo, approda al Live Club di Trezzo d'Adda vicino a Milano - si articola in tre parti: una "combat folk", una "Celtic patchanka" e una "acustica", in omaggio alle tre diverse anime del gruppo emiliano. "Alcuni pezzi si adattano bene alla veste rock, altri a quella acustica, e per non rendere schizofrenica e troppo confusionaria la setlist abbiamo preferito organizzarla a blocchi. Nella parte acustica ce ne stiamo seduti a sorseggiare una pinta, senza batteria: un po' come nei primi anni di attività. Poi, nell'ultima parte folk rock, scioriniamo tutti i pezzi storici più amati dal pubblico. Abbiamo anche recuperato cose che non facevamo da tempo: per esempio 'Remedios la bella' e 'La strada', che a quanto ci dicono è diventata l'inno dei boy scout d'Italia! Insomma, per chi viene a vederci ci sono delle interessanti novità".

Che finiranno adeguatamente documentate: "Abbiamo registrato la prima data a Bologna", anticipa D'Aniello, "in previsione di un cd e di un dvd che speriamo di fare uscire entro l'estate. Di solito queste cose si fanno alla decima data, quando si è pienamente rodati. Noi no, e per questo lo abbiamo chiamato 'Buona la prima'. Da ogni disco della nostra produzione abbiamo voluto selezionare due o tre pezzi particolarmente rappresentativi. Siamo orgogliosi di tutti gli album che abbiamo fatto, perché abbiamo sempre seguito i nostri desideri del momento. Siamo fatti così, siamo istintivi, e non abbiamo nessun rimpianto. Non ci siamo mai chiesti a priori se le cose che facevamo sarebbero piaciute e avrebbero funzionato. Abbiamo semplicemente fatto di testa nostra".

In vent'anni i MCR (da un paio d'anni stabilizzatisi nella formazione che l'anno scorso ha inciso "Niente di nuovo sul fronte occidentale": con D'Aniello ci sono Luca Serio Bertolini, Massimo "Ice" Ghiacci, Francesco "Fry" Moneti, Davide "Dudu" Morandi, Leonardo Sgavetti e Roberto Zeno) hanno vissuto molte vicissitudini e cambiato molti elementi. Cosa accomuna le varie incarnazioni della band? "Avevamo iniziato in cinque, ma già qualche mese dopo arrivarono i primi rinforzi", ricorda D'Aniello. "Il primo cantante, Albertone (Morselli), se ne andò quasi subito ma il pubblico è rimasto affezionato al gruppo anche dopo defezioni importanti. Sarà che eravamo nati con l'idea del collettivo, e che chi ha sostituito gli altri ha sempre mantenuto vivo lo spirito della band. E' più importante quel che diciamo di quel che siamo, insomma. E i Modena sono un po' come una ditta, o una squadra di calcio. Dispiace quando un amico se ne va, ma c'è sempre qualcuno pronto a indossarne la maglia".

Gruppo live per eccellenza, i MCR sono sopravvissuti meglio di altri alla crisi discografica di questi anni anche se, spiega D'Aniello, "il crollo delle vendite ovviamente ha colpito anche noi. Il nostro best seller fu proprio il primo disco, che superò le 140 mila copie; ma ancora 'Appunti partigiani', nel 2005, si era guadagnato il disco d'oro vendendo quasi 50 mila copie. Le 8-10 mila copie di oggi cambiano poco per noi, in termini di introiti, e ci ha sempre confortati il fatto che ai concerti la gente viene lo stesso. Si evita magari di comprare il cd, lo si ascolta su Spotify, lo si scarica o lo si scambia con gli amici, ma all'appuntamento dal vivo il nostro pubblico per fortuna non rinuncia".

Forse anche perché i Modena sono identificati come degli "originali". Persino controcorrente, nel '94, a proporre musica di matrice irlandese e di tradizione popolare italiana in un momento in cui in giro si ascoltava ben altro. "C'erano altri gruppi, come i Mau Mau, che facevano qualcosa di simile ma con un sound molto diverso dal nostro. Mescolare violino, fisarmonica, flauto e tin whistle a un atteggiamento un po' punk, con uno spirito quasi dilettantesco e spensierato, ci ha messi subito fuori dal coro. Era anche un momento politico e sociale particolare, tutti noi eravamo sulla trentina e volevamo dare voce al sentimento di chi allora voleva cambiare un po' di cose. La musica irlandese era una passione comune del nucleo storico, io e Luciano Gaetani per esempio avevamo sempre amato i Planxty e la Bothy Band ma anche la musica più colta come quella dell'arpista O'Carolan. Albertone, Albertino (Cottica) e Giovanni (Rubbiani) provenivano da ascolti più rock, ma a loro volta erano stati folgorati sulla via di Dublino e l'idea di suonare insieme è nata per gioco: con nessuna altra intenzione se non quella di trascorrere una serata piacevole e divertente in birreria a fare la musica che amavamo".

L'idea ha raccolto consensi in Italia e, in una certa misura, anche all'estero. "Abbiamo girato molto", ricorda D'Aniello, "ma non nei circuiti tradizionali: festival tematici, politici ed etnici, anche in Sud Africa. Suoniamo spesso in Germania e soprattutto in Olanda, dove la musica irlandese è molto sentita. Ma non abbiamo mai puntato molto sull'estero, non abbiamo mai pensato a una vera tournée anche se la nostra musica è molto apprezzata fuori dai confini nazionali. Questione anche di cultura, la gente è disposta a pagare per vederti suonare in un club. Fuori di qui è stimolante confrontarsi con un pubblico dalla mentalità diversa: se ti applaudono, vuol dire che te lo sei meritato. Stiamo anche pensando di fare un disco con vari musicisti stranieri, irlandesi e spagnoli, ma per ora è solo un'idea sulla carta".

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