Il cappello di Pharrell Williams ai Grammy: ecco la storia

Il cappello di Pharrell Williams ai Grammy: ecco la storia

E’ l’accessorio più chiacchierato della stagione. Si tratta di uno strano e divertente cappello sul quale alcuni fanno dell’ironia mentre altri lo venerano…In altre parole, è qualcosa che non può non essere notato. Stiamo parlando del cappello che Pharrell Williams ha sfoggiato durante la cerimonia dei Grammy Awards lo scorso 26 febbraio. E’ un copricapo speciale, che rimanda a vari simboli culturali: da Smokey the Bear al cappello di Harry Potter, dal logo di Arby (nota catena di fast food statunitense che ha una rete di più di 3400 ristoranti) sino ad un grande e bizzarro cappello da ranger. Ma la storia del copricapo marrone sfoggiato dal cantante ha una storia davvero interessante alle spalle, e dobbiamo complimentarci con Pharrell per il suo grande gusto in fatto di moda e la sua conoscenza storia. Il cappello, infatti, è un pezzo di storia della moda, in quanto si ispira ad una creazione vintage di Vivienne Westwood, tratta dalle collezioni “Nostalgia” e “Buffalo” della stagione autunno/inverno 1982-1983. Il modello del cappello era stato realizzato per il negozio londinese della Westwood, il “World’s End” ( un posto unico progettato in modo tale da sembrare un galeone dei pirati, il pavimento è inclinato proprio come la galleria di una nave) e è stato chiamato con diversi nomi: Cappello Buffalo, cappello da montagna o cappello di gelatina.

Come riportato dallo staff della stilista, Williams ha acquistato il cappello anni fa da World’s End al prezzo di 95 sterline. Dunque non è un vintage originale ma una riproduzione, come spiegato da Pharrell: “E il cappello della collezione Buffalo di Vivienne Westwood di quando stava ancora con Malcolm McLaren, Non è vintage, mi sarei sentito più stiloso con pezzo originare degli anni 80”.

Ma non è tutto: la connessione dell’oggetto con la storia della musica è ancora più sorprendente. C’è un chiaro connubio tra il cappello e il video musicale di “Buffalo girls” del 1982, canzone di Malcolm McLaren and the World's Famous Supreme Team. La canzone, apparsa l’anno successivo sul disco “Duck rock” di McLaren, è composta da lunghi scratch con riferimenti alla street dance. Nelle note di accompagnamento, McLaren ha spiegato che “la composizione del brano è stata realizzata con i World's Famous Supreme Team e cantanti Zulu uniti alle parole ‘sembra una vagabonda’.

La performance del Supreme Team necessiterebbe di spiegazioni ma è sufficiente dire che sono dei DJ di New York City che hanno imparato ad usare i registratori come strumenti, rimpiazzando i suoni delle chitarre con l’ago del grammofono, mosso manualmente avanti ed indietro sulla superficie del disco. Lo chiamiamo scratchare. La canzone rimanda a “Buffalo gals” del 1844 di John "Cool White" Hodges. La versione di McLaren è stata più tardi campionata da Neneh Cherry nel brano “Buffalo stance” del 1988. In seguito al clamore suscitato dal cappello, Pharrell ha deciso di metterlo all’asta per raccogliere dei soldi da donare in beneficenza. L’offerta maggiore è stata fatta proprio da Arby (44.000 dollari), che si aggiudicato il copricapo il 2 marzo - subito prima il cantante si è esibito agli Oscar con la versione in nero della creazione della Westwood. I soldi dalla vendita del cappello sono stati devoluti all’associazione the From One Hand To AnOTHER, fondata dallo stesso Williams per supportare i programmi di apprendimento rivolti ai ragazzi dai 7 ai 20 anni in tutti gli USA.

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