Gianmaria Testa racconta in musica le 'Altre latitudini'

Uscirà il prossimo venerdì 24 ottobre "Altre latitudini", il quinto album del cantautore Gianmaria Testa.

"Ho finito di masterizzare l'album durante la seconda guerra del golfo", spiega il cantautore a Rockol, "nei momenti in cui ti senti impotente in genere tendi a reagire in modo scomposto e io avevo voglia di urlare. Inoltre ho sentito anche lo sfasamento che c'era tra il registrare un disco di canzoni d'amore e il disastro complessivo etico, politico e sociale che stavamo, e stiamo, vivendo". Nonostante la premessa, "Altre latitudini" è un disco pacato e contiene quindici brani inediti interamente scritti da Testa, con l'eccezione della canzone in napoletano "'Na stella", scritta dal chitarrista Fausto Mesolella (degli Avion Travel), e del brano "Sei la conchiglia", scritta a quattro mani con Pier Mario Giovannone. Anche la produzione artistica è stata curata in prima persona dall'artista, che si divide tra la musica e il suo lavoro in ferrovia: "Far conciliare le due attività è faticoso dal punto di vista pratico", spiega Testa, "per questo ho scelto di lavorare part-time; psicologicamente non è difficile unire i due impegni perché sono due attività molto lontane tra loro: quello in ferrovia non è un lavoro che mi porto a casa". Così negli ultimi anni (ne sono trascorsi tre dal suo ultimo disco, "Il valzer di un giorno"), Testa è passato da un binario a un accordo, anche attraverso progetti altrui, come "Guarda che luna", spettacolo dedicato a Buscaglione, e "Attraverso" con i musicisti Marco Paolini e Gabriele Mirabassi, oltre che allo scrittore Erri De Luca. Appuntamenti in cui si può "rischiare" di fare anche qualche buona amicizia, così com'è avvenuto proprio con De Luca, che nel booklet del nuovo album firma una lusinghiera introduzione: "Ero e sono un suo ammiratore assoluto", svela Testa, "gli ho dato da ascoltare i primi provini e lo stesso giorno ha scritto di getto queste righe. Il lavoro gli è piaciuto e ne sono contento". Oltre al nome di De Luca, vale la pena soffermarsi anche su Fausto Mesolella, che ha influenzato il suono di due canzoni ("Tuareg" e "Voce da combattimento") con la sua chitarra elettrica: una scelta coraggiosa, per un cantautore, quella di contaminare le proprie sonorità acustiche con suoni elettrici. "Avevo un po' di timore nel farlo", ammette Testa, "ma bisogna davvero essere troppo timorosi per aver paura che una canzone venga tradita da un suono. Io non credo che questo sia possibile". Sarà anche per questa collaborazione, ma ascoltando il disco è facile stringere un legame (l'ennesimo dopo i paragoni con Paolo Conte e Ivano Fossati) con Giorgio Conte (che nel suo ultimo disco, "Contestorie", ha anche una collaborazione con Mesolella su un brano napoletano). Paragoni fastidiosi? "No, non me ne importa niente", dice, "anche se all'inizio era normale dovermi collocare in un'area musicale, ma ora che sono al quinto disco. comunque Conte e Fossati sono musicisti che ascolto sempre volentieri, anche se - avendoli scoperti relativamente tardi - non sono riusciti a influenzarmi". L'ispirazione arriva da altri cantautori: "L'unico che mi ha fatto fare tilt è stato Fabrizio De André, ma ho apprezzato anche il primissimo De Gregori. Ho imparato a suonare la chitarra sulle loro canzoni. Ma posso citare anche Nick Drake, Neil Young, Jim Morrison. Siamo per forza tutto quello che abbiamo ascoltato". "Altre latitudini" sarà presentato dal vivo il prossimo martedì 28 ottobre al Teatro Sociale di Alba (CN), poi altri teatri accoglieranno il tuor italiano e estero.

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