Fabrice Quagliotti, ex tastierista dei Rockets è stato assolto dal giudice del Tribunale di Como. Il musicista francese era stato accusato di simulazione di reato fraudolento e danneggiamento dei beni assicurati dopo aver denunciato il furto in casa sua - risalente al 2010 - dei dischi d'oro e di platino ottenuti con la band (rispettivamente con "Plateroid" e "Galaxy").
Risale a lunedì mattina il verdetto del giudice che ha assolto Quagliotti, che si è sempre dichiarato innocente. Grava ancora su di lui la sentenza di furto di reato legata alla sparizione di una Bmw X5 di proprietà di una società amministrata dal musicista.
Kurt Vile sarà in Italia per un’unica data del suo tour europeo. Il musicista di Filadelfia si esibirà all’Arci Biko di Milano il prossimo 3 aprile. I biglietti sono disponibili presso il botteghino del locale al prezzo di 15 euro più prevendita (tessera Arci obbligatoria). Vile, ex War On Drugs, presenterà dal vivo la sua ultima fatica in studio, “Wakin on a pretty daze”, pubblicato lo scorso anno su etichetta Matador. Ad aprire il live del musicista statunitense è stato chiamato Pall Jenkins dei Black Heart Procession, che presenterà il suo nuovo progetto solista.
I Metronomy tornano sulle scene musicali con un nuovo album. “Love letters” uscirà il prossimo 10 marzo per la Because Music/Elektra Records. Il primo estratto dalla nuova fatica in studio della band Joseph Mount è la title track del disco, accompagnata da un video disponibile in visione di seguito. Regista della clip è Michel Gondry, già al lavoro con artisti come Björk, Daft Punk, The Chemical Brothers e White Stripes. “Lavorare con Michel è davvero piacevole, è un ragazzo umile e tranquillo. Anche noi siamo così e i giorni di riprese sono volati. Il video è stato realizzato come volevamo, semplice ma efficace”, ha detto Mount in un’intervista. I Metronomy sono attesi dal vivo nel nostro Paese il prossimo 16 aprile per un concerto ai Magazzini Generali.
Tempo di bilanci per Spotify , piattaforma musicale Web che in questi giorni compie un anno di servizio sul panorama italiano: in dodici mesi di attività nella Penisola il popolare servizio di streaming ha fatto ascoltare ai nostri connazionali - i dati sono forniti dalla società stessa - oltre 65 milioni di ore di musica (equivalente a oltre 7.500 anni), suddivisi in oltre 15 milioni di playlist. I Daft Punk sono risultati gli artisti internazionali più ascoltati, mentre - sul versante tricolore - l'artista più richiesto è stato Jovanotti. "Can't hold us" di Macklemore & Ryan Lewis è stato il brano più cliccato, mentre l'album più frequentato in assoluto dagli utenti è stato "Sig. Brainwash - L'arte di accontentare" di Fedez, che ha battuto "Random access memories" dei Daft Punk e "Night visions" degli Imagine Dragons.
Nuovo, significativo ingresso nel consiglio direttivo di Spotify: la società di streaming svedese ha accolto nel board Barry McCarthy, per oltre dieci anni direttore finanziario di Netflix (il servizio di video streaming statunitense che trasmette film a pagamento e che vanta 17 milioni di abbonati). McCarthy, che ha lavorato anche per Music Choice, per Pandora e, più recentemente, per Clinkle (una società che gestisce pagamenti in modalità mobile), è il quinto membro del direttivo di Spotify accanto ai fondatori Daniel Ek e Martin Lorentzon e agli investitori Sean Parker (Napster) e Klaus Hommels. "L'obiettivo principale di Spotify, e il motivo per cui mi interessa farne parte, è il suo impegno nel creare il miglior servizio musicale del mondo", ha dichiarato.