E' un addio, non c'è dubbio, alla loro maniera. I Motley Crue, che solo qualche giorno fa hanno ufficializzato il loro tour d'addio - una prima tranche da 72 date nel nordamerica quest'anno, alla quale seguirà un itinerario esteso al resto del mondo nel 2015 - siglando un contratto che gli impedirà legalmente di tornare in azione dopo lo scioglimento, nel corso di un'intervista rilasciata a Classic Rock hanno spiegato perché, nonostante di fatto esista del materiale inedito pronto ad essere lavorato in vista di una futura eventuale pubblicazione, sui mercati non verrà distribuito alcun album d'addio.
"Sì, abbiamo scritto delle canzoni nuove", ha rivelato Nikki Sixx (nella foto): "Però questa è una cosa difficile da dire, e forse ancora più difficile da sentire: tu lavori a un disco per nove mesi, poi lo registri, lo mixi, lo masterizzi, e poi alla fine lo pubblichi. Per che cosa? Perché finisca nelle orecchie di gente sorda". Orecchie, ha specificato senza mezzi termini Sixx, dei responsabili di programmazione delle emittenti radiofoniche: "Le radio oggi sono terribilmente omologate: se non suoni il banjo e porti la barba non c'è verso di farsi passare. Gruppi come il nostro, ad un punto preciso di una carriera come quella che abbiamo avuto noi, non verranno mai messi nel palinsesto di Active Rock (format radiofonico molto diffuso presso le emittenti commerciali americane che privilegia gli artisti più recenti, ndr): se suoni da più di 15 anni vieni categorizzato come 'classic rock', ma le radio di classic rock non trasmettono dischi appena usciti. Quindi abbiamo pensato: 'E' uno schifo, vaffanculo'".
"Preferirei raggiungere più persone con meno musica, sfruttando qualsiasi canale possibile - sponsor, partnership, marketing integrato", ha concluso Sixx: "In sostanza, preferirei lavorare a due canzoni con la prospettiva di un accordo con una società che, per ragioni sue, voglia farle ascoltare a dieci milioni di persone, piuttosto che scriverne e registrarne undici con la prospettiva che vengano ascoltate da sole 100mila persone".