Un'altra "impresa" di Justin Bieber. Una marachella avvenuta qualche giorno fa e che Dagospia sintetizza così: "Ospite di un volo privato che dal Canada lo ha portato in New Jersey per poter assistere al Super Bowl, il giovane cantante è riuscito a fumare marijuana insieme al ritrovato padre, per anni scomparso per poi farsi rivedere al suo fianco una volta diventato famoso e soprattutto ricco". Scrive ancora, riprendendo da NBC News, il sito di Roberto D'Agostino che cita un testimone: "Il capitano ha chiesto più volte ai passeggeri di non fumare marijuana e di non infastidire l'assistente di volo. Alla fine ha impedito all'hostess di tornare in corsia, proteggendola nella cabina di pilotaggio. I passeggeri, inclusi Bieber e suo padre Jeremy, sono stati molto offensivi nei suoi confronti e lei non vuole più lavorare quando ci sono loro presenti". E ancora: "Undici i passeggeri, tutti amici del cantante, con i piloti che sono stati addirittura costretti ad indossare le mascherine dell'ossigeno per non inalare il fumo, che avrebbe portato loro a non superare il test anti-droga. Una volta atterrati a Teterboro, Justin e suo padre sono stati perquisiti alla dogana ed interrogati, tanto da dover confessare di aver fumato erba e bevuto alcool". Da notare che anche il ben più compassato "Time" riporta praticamente la stessa notizia, aggiungendo che l'aereo era un Gulfstream IV noleggiato e che gli agenti della DEA non hanno trovato marijuana a bordo. Ma solo probabilmente perché in volo se l'erano fumata tutta. Da notare anche che la notizia della "perquisa", sebbene con minor ricchezza di particolari, era stata data da Rockol già lo scorso 1° febbraio.
Intanto oggi il "Daily Mail" riporta che le autorità di Los Angeles sarebbero propense a chiedere l'incriminazione di Bieber per vandalismo per il curioso caso delle uova scagliate dal cantante contro la casa del vicino. La decisone dovrebbe arrivare entro una settimana.