Robbie Williams proviene da Stoke-on-Trent, 250.000 abitanti e un passato illustre più che altro per le potteries, le belle ceramiche. In attesa dell'inizio dei festeggiamenti per i 40 anni del cantante, che giungerà ai fatidici "anta" il prossimo 13 febbraio, le autorità cittadine hanno pensato di dedicargli una targa commemorativa. Un onore di quelli che capitano una volta nella vita, con tanto di sindaco e consiglieri comunali. E lui che fa? Non ci va. Robbie, nonostante gli avessero detto che la targa, la classica "blue plaque" che in Gran Bretagna viene posta solo sugli edifici che hanno ospitato personaggi illustri, sarebbe stata collocata lungo la strada di Stoke in cui crebbe, ha infatti preferito restare a Los Angeles. Il cantante ha spedito al suo posto il padre Pete. Che, con tutto il rispetto, non è proprio la stessa cosa che avere Robbie. Il cantante - quello sì - almeno si è sforzato di scrivere un (breve) messaggio di circostanza. Così Robbie ha fatto leggere al papà: "Sono orgoglioso d'essere di Stoke-on-Trent. Per me è un grandissimo onore, e sono grato che pensiate sia degno di ricevere questo riconoscimento". E poi: "PS La prima parola che mia figlia ha detto è stata 'mamma'. La seconda è stata 'duck'. E' una vera stokese!". Questa va spiegata. "Duck" non significa "anatra": in dialetto potteries, quello parlato esclusivamente a Stoke, "duck" è un termine affettivo simile a "caro" che si usa sia per gli uomini sia per le donne.
Il tour di Robbie inizierà il prossimo 25 aprile da Budapest. L'appuntamento italiano è fissato per il 1° maggio a Torino.