Chris Brown evita la prigione ma deve restare in clinica

Chris Brown evita la prigione ma deve restare in clinica

Sicuramente in rehab si annoierà, ma in questo momento per lui meglio la clinica che la galera. Si potrebbe stringatamente riassumere così la giornata in cui, a Los Angeles, si è decisa la sorte momentanea di Chris Brown. Il tribolato cantante è dallo scorso novembre che, per problemi di dipendenza e di improvvisi ed incontrollabili scoppi d'ira, si trova presso una struttura specializzata in disintossicazione. E, a quanto pare, qualche progresso lo sta compiendo. Così, quando ieri la pubblica accusa ha chiesto la carcerazione di Brown in seguito ad un arresto avvenuto a Washington per aggressione, il giudice James Brandlin della Superior Court di Los Angeles ha citato un parere positivo del magistrato di sorveglianza e ha deciso che in questo momento è meglio non metterlo in cella. L'ex fidanzato di Rihanna dovrà però restare in rehab. Fino a quando? Sicuramente fino al 19 febbraio. Il giorno dopo è atteso in tribunale a Washington, dove peraltro rischia nuovamente il sole a scacchi. Se non viene spedito dentro, ancora rehab fino al 28 febbraio quando il giudice lo vuole rivedere.




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In ogni caso la strada è ancora lunga. Chris infatti ha completato solamente 109 ore di lavori socialmente utili delle 1000 che gli sono state assegnate; al ritmo attuale, davanti a lui ci sono ancora perlomeno 101 giorni.
 

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