Il jet privato di Justin Bieber è stato sottoposto a perquisizione al suo atterraggio all'aeroporto di Terboro, New Jersey. Gli agenti, che hanno utilizzato una unità cinofila, sembravano alla ricerca di marijuana; ma non è stato trovato assolutamente nulla, e così gli occupanti hanno potuto procedere alle operazioni di sbarco. Secondo TMZ, tutti i passeggeri perquisiti sapevano che sarebbero stati oggetto dell'interessamento della polizia in quanto provenienti dal Canada dove, qualche giorno fa, Bieber è stato brevemente trattenuto in stato di fermo. Pare che il cantante si sia subito trasferito a New York in quanto vuole assistere all'evento sportivo USA dell'anno, il Super Bowl.
Come recentemente riferito da Rockol, al momento del suo arresto a Miami Beach, avvenuto pochi giorni fa, Bieber aveva fumato marijuana ed assunto pillole. Questo perlomeno il risultato tossicologico preliminare sul quale il sito TMZ è riuscito a mettere le mani in anteprima. In seguito all'analisi di un campione delle urine, Bieber aveva preso pillole a base di THC e Alprazolam, elementi base di medicinali ansiolitici come ad esempio lo Xanax, e aveva - appunto - fumato "maria".
Oggi il tabloid britannico "The Sun" ha riferito che il suo mentore Usher e il suo manager Scooter Braun avrebbero, per riportare il cantante sulla cosiddetta retta strada, deciso di affiancargli un "sobriety coach". Il personal trainer specializzato in persone che si lasciano un po'
andare avrebbe il compito di farlo stare lontano dalle sostanze illegali e
dall'eccesso di quelle legali come ad esempio gli alcoolici.