Scheggia impazzita, ragazzino sbruffone e viziato, artista incompreso, drogato che maschera bene la propria dipendenza, un bravo cantante solo un po' stressato, un tipo normalissimo che però ha i soldi e quindi giustamente si diverte. Quante se ne sentono in questi giorni su Justin Bieber, quante prese di posizione, quante "testimonianze": e c'è chi gli dice di andare in rehab e c'è chi gli dice che va bene, va bene così. Mentre il Nostro pare sia ancora a Panama dopo l'arresto e scarcerazione di qualche giorno fa a Miami, interviene ora un peso massimo, un personaggio le cui opinioni non sono quelle del primo cantantino che passa per strada. A dire la sua è infatti Lucian Grainge. Il quale, oltre ad essersi appena ritrovato nella nuova "Power 100 list" di "Billboard", è anche un uomo molto ricco nonché presidente dell'Universal Music Group. Sentito dopo la conclusione dei Grammy Awards, il 53enne presidente e CEO ha detto del "dipendente" Bieber: "Sono molto preoccupato per lui. E sono preoccupato per lui da parecchi mesi. Lavoro molto da vicino col suo manager, Scooter Braun, che dovrebbe essere qui e invece adesso è con Justin.
Il management, noi...questa cosa non ha nulla a che fare con i dischi o con le pubblicazioni, questa è una cosa che ha a che vedere col giovanotto. Ha bisogno di aiuto. C'è bisogno di un intervento. Noi gli daremo tutto l'appoggio possibile, come azienda, in modo da togliergli il più possibile la pressione in modo che poi possa guardare avanti. Quello che la gente non capisce è che ha 19 anni. Non si può prendere un tipo ed obbligarlo a fare qualcosa, se questa persona non è pronta. Tutti noi che siamo attorno a lui cercheremo di togliergli le pressioni di dosso e dargli supporto, in modo che possa occuparsi dei problemi che ha. Perché ne ha".