NEWS   |   Italia / 25/09/2003

Edoardo Bennato e Fabio Volo: duetto alla Bocconi

Edoardo Bennato e Fabio Volo: duetto alla Bocconi
Oggi, nell'Aula Magna dell'Università Bocconi di Milano, si è tenuta una lezione speciale: professore d'eccezione è stato infatti Edoardo Bennato, accolto dalle numerose matricole accorse per il loro "benvenuto": tanti, tuttavia, sono stati i curiosi intrufolatisi all'appuntamento. Immancabili gli ospiti: oltre a Fabio Volo, mimetizzato tra i giovani studenti, erano seduti in prima fila il Presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e il Ministro della Pubblica Istruzione Letizia Moratti. Ad accogliere sul palco Bennato è il professor Severino Salvemini, direttore del corso di Laurea in economia per le arti, cultura e comunicazione, che spiega così la presenza dell'artista: "Bennato è stato uno studente meridionale a Milano, e questa è una realtà molto vicina all'esperienza di tanti nostri 'fuori sede'. Inoltre, lui da molti anni parla in buona fede di cose poco accomodanti, come il valore dell'autonomia, dell'indipendenza, in un mondo e in un mercato come quello discografico che sembra un po' finto. E' importante difendere la propria autonomia e indipendenza riuscendo a rimanere di successo: questa è una grande lezione di coraggio".
La prima "lezione" per le matricole può, dunque, avere inizio, e l'ingresso di Bennato è sottolineato da ripetuti applausi. Il tema a cui il cantautore partenopeo affida l'introduzione del suo discorso è quello dei conflitti generazionali: "Molte indicazioni sia etiche che politiche date dagli adulti sono per i giovani cose superate", dice, "per questo le nuove generazioni lamentano di non avere nulla in cui credere. Spesso, poi, i rimedi che si propongono sono peggiori dei mali, per cui attenti ai dotti, ai medici e ai potenti". Su queste parole ha inizio il concerto, che, "commissionato e confezionato ad ok per gli studenti", come spiega il Proff. Salvemini, alterna brani di repertorio a canzoni tratte dall'ultimo disco, "L'uomo occidentale".
Ad accompagnare Bennato e la sua fedele chitarra ci sono gli archi del Quartetto Flegreo e, su alcune canzoni, anche la batteria e la tastiera montate su un palco improvvisato. Ma Bennato non è proprio una matricola su quel palco, perché "nel 1976, in un periodo che adesso sembra lontano nella nostra memoria - ha ricordato il Proff. Salvemini - Bennato è stato disponibile ad organizzare proprio qui un concerto gratuito". Ricordato il legame di affetto che lega il cantautore all'Università, l'esibizione ha visto poi alternare canzoni a riflessioni: così Bennato, tra un successo e una novità, è tornato nuovamente sui temi ultimamente a lui molto cari della razza, della latitudine e dei traumi dell'uomo occidentale (vedi News), aiutandosi anche con degli schemi. "Una volta c'era un solo continente, ma niente è fermo", ha spiegato, "il processo chiamato 'deriva dei continenti' dimostra che tutto cambia. La terra, però, è una, come una è la razza: quella umana. A distinguerci non è un problema di buoni e cattivi, ma solo di latitudine".
Altri temi della lezione sono stati: l'America, definita da Bennato "madre e matrigna, croce e delizia allo stesso tempo" ("speriamo che da lei arrivi la cultura e non il clamore delle armi", ha aggiunto), la bandiera alla quale dice di essere insofferente, fino alle religioni, che "invece di unire i popoli sembrano dividerli". Non manca qualche parola sul suo percorso artistico iniziato con una porta in faccia e tanta gavetta, ma il resto è buona musica: "Mangiafuoco", "Il gatto e la volpe", "Le ragazze fanno grandi sogni" e tante altre canzoni. Sul finale Bennato chiama Fabio Volo a raggiungerlo sul palco: i due cantano insieme "Il rock del capitan Uncino" e Volo si cimenta anche in un accompagnamento con l'armonica a bocca.
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