Ormai discografica di se stessa (con l’etichetta Mighty Sound), la cantautrice texana che oggi divide il suo tempo tra Los Angeles e New Orleans continua a gestire in prima persona la ripubblicazione delle sue vecchie incisioni: dopo avere rimesso in circolazione in aprile il disco di debutto “Texas campfire tapes” (ribattezzato “Texas campfire takes”, con i nastri finalmente ripristinati alla loro velocità originale: la prima versione era stata registrata in presa diretta con un Walkman Sony dalle batterie scariche…) ha appena consegnato ai negozi una versione riverniciata a nuovo del suo disco più popolare e celebrato, quel “Short sharp shocked” che nel 1988 la impose come la voce più energica, radicale ed anticonformista del nuovo folk-rock revival americano.
Come il disco precedente, anche questa seconda ristampa è confezionata in un piccolo box di cartone contenente un libretto e due CD: uno riproducente la sequenza originale dell’album in vinile, l’altro infarcito al limite della capacità, quasi 80 minuti, di pezzi live, demo e cover risalenti allo stesso periodo (tra queste ultime “Lovely Rita” dei Beatles, “Goodnight Irene” di Leadbelly e “Prince of darkness” dei Mekons). Il programma delle ripubblicazioni proseguirà più avanti con gli altri album della Shocked, a cominciare da “Captain swing” (1989) e “Arkansas traveler” (1991), usciti anch’essi in origine per la major Mercury/PolyGram. Dopo una lunga battaglia legale con la stessa PolyGram e in virtù di una clausola chiave inserita ai tempi nei suoi contratti discografici, la Shocked (vero nome Michelle Johnston) è tornata in possesso dei suoi master a dieci anni dalla pubblicazione, diventando così una delle pochissime artiste del mondo pop a controllare per intero il proprio catalogo musicale.
Come il disco precedente, anche questa seconda ristampa è confezionata in un piccolo box di cartone contenente un libretto e due CD: uno riproducente la sequenza originale dell’album in vinile, l’altro infarcito al limite della capacità, quasi 80 minuti, di pezzi live, demo e cover risalenti allo stesso periodo (tra queste ultime “Lovely Rita” dei Beatles, “Goodnight Irene” di Leadbelly e “Prince of darkness” dei Mekons). Il programma delle ripubblicazioni proseguirà più avanti con gli altri album della Shocked, a cominciare da “Captain swing” (1989) e “Arkansas traveler” (1991), usciti anch’essi in origine per la major Mercury/PolyGram. Dopo una lunga battaglia legale con la stessa PolyGram e in virtù di una clausola chiave inserita ai tempi nei suoi contratti discografici, la Shocked (vero nome Michelle Johnston) è tornata in possesso dei suoi master a dieci anni dalla pubblicazione, diventando così una delle pochissime artiste del mondo pop a controllare per intero il proprio catalogo musicale.