Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
E' ricco di riferimenti biblici - sin dal titolo - "Absolution", il nuovo disco che ha riportato i Muse sotto le luci della ribalta mondiale: è un disco ricco di invocazioni e preghiere ("atee" e non), che si apre con una dichiarazione sconcertante, che suona più o meno "L'Apocalisse, prego". "I riferimenti biblici non sono esplicitamente voluti, ma sì, c'è una certa componente religiosa nel disco. Sia chiaro che noi non abbiamo nè pro nè contro la religione", ci precisa Matt, voce e mente della band, comodamente seduto su un divano di un hotel milanese a poche ore dalla loro energica esibizione ai Magazzini Generali, sempre nel capoluogo lombardo. "Non mi piace, però, l'utilizzo della religione per plagiare le masse", specifica Matt, senza riferirsi a nessuna situazione attuale, "Per questo credo che l'unica canzone veramente pessimista inclusa in questo disco sia 'Apocalypse please': l'album è comunque pervaso da un senso di speranza. Non a caso si intitola 'assoluzione'". Musicalmente, "Absolution" segna una tappa importante nella processo di maturazione dei Muse: "Questo è il primo album che registriamo con calma, prendendoci il nostro tempo, senza essere sballottati tra il tour bus e lo studio. Il lavoro del produttore Rich Costey (che ha all'attivo una serie di collaborazioni che spaziano dai Rage Against The Machine ai Sebadoh) ha dato indubbiamente alla nostra musica un suono più caldo e profondo", conferma Matt, "che ci rappresenta in pieno. Abbiamo infatti cercato, nel realizzare 'Absolution', di lavorare per sottrazione, andando alla ricerca di un sound semplice e cristallino, che riuscisse a trasmettere l'intensità della canzone senza rinunciare all'irruenza che ci caratterizza nei live". Ma come nasce l'ispirazione in casa Muse? "Compongo col piano, ma col gruppo mi sento più a mio agio con la chitarra", ci confida sempre Matt, "Per il resto non siamo un gruppo che decide a tavolino che direzioni prendere: siamo tre cervelli diversi con influenze diverse, avvicinare e fondere gli opposti è sempre stata la nostra specialità".
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale