Libri ricevuti: Dizionario del pop-rock, Psycho Killer, Lelio swing

Libri ricevuti: Dizionario del pop-rock, Psycho Killer, Lelio swing

Nelle ultime settimane, devo ammetterlo, ho un po’ trascurato una delle aree di Rockol alle quali contribuisco più regolarmente e volentieri: quella della recensione dei libri. Non che abbia smesso di leggerli, i libri ad argomento musicale che riceviamo in redazione; semplicemente non ho avuto tempo di leggerli tutti e per intero, come mi piace fare prima di scriverne. Ma rischio l’ingorgo: quindi proverò qui a darvi conto, in maniera un po’ più sintetica del solito, delle ultime novità editoriali. (fz)

Enzo Gentile e Alberto Tonti (a cura di): “IL dizionario del pop-rock 2014” (Zanichelli, 1896 pagine, 33 euro)
Esce la nuova edizione, ampliata e rivista, del Dizionario edito nel 1999. Tante cose sono cambiate, da allora: prima fra tutte l’affermazione definitiva di Internet, che con la sua possibilità di aggiornamento continuo ha reso obsoleti i dizionari e le enciclopedie cartacee. E infatti questo è anche disponibile in versione digitale scaricabile (poi gli aggiornamenti ve li potete fare voi…). Gli artisti presenti sono 2200: tantissimi, ma ovviamente non tutti – e come sempre mancano i Cockney Rebel… Ma il Dizionario rimane un’opera monumentale e di assoluto riferimento, anche grazie a un parterre di collaboratori competente e preparato – non solo quello della prima edizione. La prefazione è firmata da Carlo Verdone.

Ezio Guaitamacchi: “Psycho Killer” (Ultra, 255 pagine, 17,50 euro)
L’idea è carina – un serial killer elimina uno dopo l’altro alcuni eminenti personaggi dell’industria musicale milanese – soprattutto perché gli assassinati sono facilmente riconoscibili a chi lavora nell’ambiente. L’amico Guaitamacchi, che sul tema dei delitti rock ci lavora da tempo, ha tutta la competenza musicale necessaria per arricchire (fin troppo) il suo volume di informazioni storiche. Ma il plot soffre di eccessivi bizantinismi, il meccanismo narrativo zoppica (un editor severo se ne sarebbe accorto) e i dialoghi sono troppo didascalici per essere credibili. Restano alcuni momenti divertenti, ma a pagina 158 già si capisce chi è il colpevole, e da lì la lettura perde di interesse.

Rossana Luttazzi (a cura di), “Lelio Swing” (Giunti, 126 pagine, 18 euro)
Il piccolo ma saporito catalogo della bella mostra “La musica e lo stile di Lelio Luttazzi”, curata dalla Fondazione che porta il nome del musicista triestino scomparso nel 2010, è una bella opportunità per ripercorrere con testi e immagini la carriera di un personaggio pressoché unico nella storia della musica italiana; pianista, arrangiatore, direttore d’orchestra, entertainer, è stato una persona dal garbo e dall’eleganza impeccabili, che avrebbe certamente meritato maggiori riconoscimenti in vita. Celebrarlo adesso è doveroso, ma sarebbe stato bello e giusto farlo prima che ci lasciasse.

 

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