Tinie Tempah, 'Demonstration': 'Il mio rap che va oltre'

Tinie Tempah, 'Demonstration': 'Il mio rap che va oltre'

Questa è la storia di un rapper inglese, gentile, sorridente, modello di "street style" pulito, ordinato e ben studiato sì, ma non esagerato. Tinie Tempah, di Plumstead, Londra, classe 1988. Il suo è stato un esordio col botto, come tanti di questi tempi, e nel 2010 con "Disc-overy" ha trascorso ben tredici settimane a spasso per la classifica degli album più venduti, ha collezionato premi, riconoscimenti, collaborazioni, strette di mano e posizioni d'onore (affianco al Principe Carlo e a Sir. Paul Smith, ad una cena per il British Fashion Council, ad esempio, o sulla prima pagina di GQ e Times).
A tre anni dal primo disco, per Patrick Chukwuemeka Okogwu Jr. sono cambiate molte cose, alcune delle quali però sono andate troppo al di là della musica. E proprio per riportare l'attenzione della massa alla sua carriera come artista, Tinie Tempah è tornato con il nuovo disco "Dimonstration", dove a parlare è proprio la musica: "Ciò che voglio comunicare è che dopo il mio primo disco ho iniziato ad avere anche una vita da vera celebrità; si interessavano a me per le persone che frequentavo, per i vestiti indossati, gli avvistamenti al ristorante etc etc e io non mi aspettavo niente di tutto ciò. Anzi, non è affatto il motivo per cui faccio musica e non voglio che sia così. E' cresciuta questa attenzione che non volevo, perchè voglio che sia la musica a parlare e che tutto il resto venga tralasciato il più possibile."

Quello che vuole dimostrare con il secondo lavoro in studio è di essere capace di fare del rap in grado di andare oltre il concetto stesso di rap: "Noi rapper inglesi o comunque europei dobbiamo sempre metterci alla prova. Siamo ispirati dagli MC americani che sono sempre i leader sulla cresta dell'onda. Dopo il primo album ho acquisito più fiducia e volevo dimostrare alle persone che potevo fare del rap oltre il rap. Creando una musica underground, cool e tagliente ma allo stesso tempo con un sound internazionale, da passare in radio e in diversi paesi."
Molte sono le collaborazioni che costellano il disco (2 Chainz, Emeli Sandé, Paloma Faith, Laura Mvula) e delle quali il rapper si dimostra fiero e felice, ma una in particolare lo riempie di emozioni, quella con il suo mito, Dizzee Rascal: "Collaborare con lui mi ha cambiato la vita. Nell'album ci sono un sacco di feat. pazzesche con numerosi artisti importanti e che stimo, ma io ho cominciato ad ascoltare Dizzee quando avevo 12 anni. Ora ne ho 25 ed entrare in studio con lui, quando da piccolo stavo seduto per terra ad ascoltare i suoi pezzi, è stato grandioso."

Un altro punto di riferimento per Tinie Tempah è Kanye West, soprattutto per il cambiamento di gemere e di generazione che ha portato nel mondo del rap a livello internazionale: "lui è stato il primo a dare il via alla nuova ondata di rapper che hanno sfatato il mito dell'artista vestito con abiti larghi, con le pistole che vanno in giro a sparare alla gente. Ha reso decisamente più semplice per persone come me, persone normali che apprezzano semplicemente il tipo di musica, esprimersi in questo senso. Credo che il mondo del rap sia nel pieno di un periodo evolutivo, dopo l'allontanamento dallo stereotipo di cui parlavo prima. Credo che ci sia molta scelta intorno all' hip hop, tutti possono creare la propria plylist personale o il proprio stile di vita musicale. E tutta questa possibilità di diffusione ha anche fatto in modo che molti artisti siano diventati pop, nel senso di popolari, Eminem per esempio, Kanye West anche. Ora alle persone non piace essere forzate nei loro gusti, non è che se passa in tv allora ti piace per forza. Certo, ti influenza. Ma fenomeni di massa come Jay Z o West non credo ce ne saranno molti in futuro, vedo piuttosto realtà più piccole con la loro fan base personale. Come se si stessero creando dei piccoli movimenti."

Tinie Tempah ha iniziato a registrare "Demonstration" durante il tour in USA, ma dopo poche sessioni a Los Angeles e New York è dovuto rimpatriare, per rimanere con i piedi ben saldati a terra e sfuggire ai meccanismi del mondo dell'industria discografica a stelle e strisce: "La registrazione di un album è un aspetto ancora piuttosto nuovo per me. Per questo volevo sentirmi a mio agio nel realizzare un disco così importante. Quando ero in America, soprattuto a Los Angeles tutti mi dicevano 'Grandioso! E' tutto perfetto!', ogni giorno, ogni santo giorno. Avevo bisogno di un posto in cui le persone sono un po' più oneste e reali. Persone che mi conoscono davvero e che mi dicono la verità."

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