There Will Be Blood, 'Without': il secondo album della bluesband di Varese

There Will Be Blood, 'Without': il secondo album della bluesband di Varese

Asini che fan dire la verità a chiunque li tocchi, un circo che va a fuoco, uno scheletro che vaga in un tornado per millenni, anime perse e recuperate per metà e molto altro ancora raccontano i There Will Be Blood con il blues rock grezzo e potente dei loro dischi. Davide Paccioretti, Mattia Castiglioni e Riccardo Giacomin - due chitarre e una batteria - sono i nomi che si nascondo dietro il progetto nato all'incirca tre anni fa e che all'attivo ha un EP battezzato "Prologue" e il primo concept album "Wherever you go" del 2011. A due anni di distanza, il trio ha pubblicato il secondo capitolo della saga del loro protagonista ancora senza nome ("e non è detto che un giorno lo avrà"), "Without", e del quale abbiamo cercato di capirci un po' di più parlando al telefono con Riccardo, uno dei due chitarristi della formazione: "La trama parte dal primo EP, si sviluppa nel primo disco e poi prosegue nel secondo. Volutamente non abbiamo disposto le tracce e tutto il concept in ordine cronologico e con una lettura facilmente interpretabile. Sono tutti spaccati di questa storia che abbiamo mischiato nei diversi dischi per lasciare l'interpretazione libera. C'è un macrotema su cui si basa la storia ma non diamo mai dei dettagli precisi. Siamo accaniti lettori di fumetti e abbiamo creato un protagonista che non ha un volto o una personalità precisi. E' un insieme di quello che siamo noi, delle nostre passioni immagino."

La storia e il titolo del disco, in soldoni, sono così riassumibili: " Il protagonista non aveva un'anima (l'aveva ceduta nel primo album per recuperare la moglie rapita ndr) e ne recupera metà. 'Without' spiega l'avere e il non avere, perché all'interno della parole c'è anche 'with' che significa 'con'. Dal lato musicale ci piaceva perché quando strutturiamo i pezzi prima mettiamo mettiamo mettiamo, poi alla fine cerchiamo sempre di togliere. E' tutto giocato sul togliere e mettere che per noi si legava bene al tutto."

Allo stesso modo, la ricerca di nonsense dei TWBB è stata anche trasposta per immagini, tramite la copertina che porta la firma di Jeff Jordan, già autore di alcuni art dei Mars Volta ("Amputechture", "Wax simulacra", "The bedlam in Goliath" e "Octahedron"): "Ci piaceva l'idea di avere un dipinto come art del disco, un dipinto che dicesse e non dicesse. Dall'atmosfera surreale facilmente ricollegabile alle nostre tinte, ai nostri colori. Andando a cercare sul so sito ho visto i suoi lavori e abbiamo trovato quella che sarebbe diventata la copertina di 'Without'."

La frase "perché ci piaceva" è ricorrente nelle risposte del chitarrista; esia la scelta di una esplicita citazione cinematografica come nome per la propria band - "There will be blood" è il film del 2007 diretto da Paul Thomas Anderson che vinse l'Oscar come Miglior fotografia e Miglior attore protagonista (Daniel Day Lewis) - sia la lingue inglese nelle liriche, sia la scelta di non introdurre il basso in un trio in cui due membri si sono avvicinati alla musica come bassisti: "A noi piaceva il film ovviamente, ma non è stato quello il motivo principale. Ci piacevano proprio come suonavano le parole. Ha un significato molto forte ma non è strettamente legato a quello che facciamo. Non facciamo death metal, per dire. Ci piaceva la dissonanza tra nome e genere, anche se poi in realtà nel concept nei dischi che abbiamo fatto un po' il significato del nome si inserisce nella narrazione e nel racconto alle spalleIn realtà noi ascoltiamo molto blues, che sostanzialmente è privo di basso. Quando abbiamo deciso di fare questa cosa ci sentivamo di farla così, senza un motivo specifico. Semplicemente per avvicinarci di più alle cose che ci piacciono e sentirlo come piace a noi. Ci veniva più naturale impostare i testi e il cantato in inglese anche perché facciamo riferimento a un tipo di iconografia del noir e del pulp che in italiano non riuscivamo a farla girare. Mi rendo conto che da italiano dire una cosa del genere è un po' strano ma ci piaceva di più così. Ci veniva meglio così. Almeno per noi."

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