Arctic Monkeys dal vivo al Forum: il report del concerto

Arctic Monkeys dal vivo al Forum: il report del concerto

Dalla tribuna ci siamo goduti tutta la scena: un ragazzo che, come già alcuni prima di lui in cerca di fortuna, si sfila dalle transenne facendosi scivolare sotto il telone dello sponsor radiofonico per poi lasciarsi cadere in platea. Non c’è tempo per pensare; il salto è di un metro e mezzo, niente di clamoroso. Poi la fuga. Lo steward è a venti metri. Lo inquadra, lo punta. Ogni mattina un fan si sveglia e sa che dovrà correre più veloce della security. La cosa, purtroppo per il nostro eroe, dura solamente qualche secondo: il placcaggio è da manuale. L’attesa per gli Arctic Monkeys è stata uno spasso.

Il palco è relativamente spoglio. Solo pochi amplificatori e gli strumenti, mentre la scenografia è costituita da un paio di strutture a traliccio di una decina di metri a forma rispettivamente di “a” ed “m”, il set luci base composto da sei blocchi di teste mobili sospese che disegneranno traiettorie geometriche tridimensionali per tutto il live, più due utilissimi maxi schermi ai lati. Semplice ma bello. Le luci si spengono alle nove e venti. Una piccola intro lancia “Do I wanna know?”, il pezzo perfetto per impostare il discorso: bella atmosfera, chitarre in prima linea. “Brianstorm” viene quindi accolta con un boato convinto. Turner, da par suo, si sistema la banana e inizia a testare i fianchi. Fa sorridere pensare come sullo stesso palco dieci giorni fa ci fosse Josh Homme a fare (un po’ meglio, concedetemelo) la stessa cosa: l’amico, il mentore, il produttore. Gli Arctic Monkeys, e in particolare Alex Turner, gli devono molto. Comunque. Su “Brianstorm” si segnalano i primi movimenti ondulatori. Davanti si preme. “Come va? Tutto bene? E’ tempo di infilare le scarpette da ballo”: “Dancing shoes”. E via così, di fila: “Don't sit down 'cause I’ve moved your chair” viene accolta di nuovo da un bel boato. Qui tutti la sanno. I pezzi non chiamano un singalong spericolato ma entrano. Questa, ad esempio, dal vivo è bella massiccia, pesta molto bene. Fa massa. Anche se… Il primo “Thank you” arriva dopo una ventina di minuti. Turner fa le presentazioni e lancia la batteria di Matt Helders che, raccolto l’invito, liquida la pratica “Teddy picker” in un soffio. La chiusura vede gli Arctic Monkeys alle prese con un bel controluce bianco che disegna la silhouette del gruppo e fa da transizione verso la bella “Crying lightning”. Il pezzo è buono, ma fin qui va registrato un certo distacco tra pubblico e platea; per dire, prima di “Fireside” Turner chiede a gran voce: “Cosa ne pensate del nuovo disco, vi piace?”. Sì caro, ci piace. Molto. Il pezzo parte e la cosa finisce qui. “Reckless serenade” e “Old Yellow bricks” passano quindi senza colpo ferire. Davanti si spinge, qualcuno saltella, ma sono turbolenze in un viaggio comunque abbastanza tranquillo. “Why'd you only call me when you're high?”, il Singolo Perfetto, chiama a raccolta gli smartphone del Forum mentre “Arabella” mette, finalmente, il primo punto esclamativo. Bella, corposa, di nuovo massiccia, resa ancora più pesante dalla citazione per nulla casuale di “War pigs” dei Black Sabbath prima dell’ottimo assolo. Cosa ascoltavano gli AM durante la lavorazione di “AM”? Eccoci serviti. Per aumentare l’intensità “I want it all” arriva velocissimamente a rimorchio, rischiando però di passare inosservata. Quello che invece non passa inosservato è l’attenzione che la regia dedica a Turner: le telecamere stanno puntate quasi perennemente sul frontman, preso in primo piano. Che va bene eh, però… Su “Pretty visitors”, pesante, di nuovo Sabbathiana, Turner chiama il pubblico alla “mossa Never let me down again” di marca Gahan - senza, ahimè, successo - per poi dedicare “I bet you look good on the dancefloor” a tutte le signorine presenti in sala. Qui la tensione di nuovo sale per poi scendere immediatamente sulla parentesi acustica “Cornerstone”, seguita dalla compassata “One for the road”. Accendini a tutto spiano. “Fluorescent adolescent” si fa notare per il bel coro che coinvolge tutto il Forum alle prese con i celebri quattro salti, prima di passare il testimone a “I wanna be yours”, pezzo di chiusura del main set. A questo punto arriva solo un grazie e i Monkeys si prendono una pausa dopo un’oretta di lavoro. Il rientro conta tre pezzi, tutti molto interessanti, ma la cosa che colpisce è il pathos zero che accompagna la band sul palco. In altre parole si riprende da dove si è interrotto, senza troppo clamore: “Snap out of it” poi, per come la vedo io, non è il pezzo migliore per aprire l’encore. E se una bella versione acustica di “Mardy bum” è comunque una sorpresa gradita (in una scaletta relativamente standard e in linea con quelle del resto del tour), “R U mine?” mette in risalto tutto quello che forse è mancato nel resto del live. Perché questo è un pezzo superiore. Io mi chiedo, ma come facevano prima senza? Bella, bellissima. Una bomba scoppiata a un’ora e venti dall’inizio, perfetta per mandare tutti a casa. Le luci si accendono e la vociona di Joe Cocker accompagna il sold out nel parcheggio.

Io agli Arctic Monkeys un po' voglio bene. Alex Turner mi sta molto simpatico, trovo che il gruppo abbia in repertorio degli ottimi pezzi e, in particolare, credo fermamente che il nuovo “AM” sia un disco super. Insomma, tra me e gli Arctic Monkeys c'è un bel rapporto. Ecco perché, a conti fatti, il live di ieri sera non mi ha convinto del tutto. Bei momenti, per carità, ma tutto troppo veloce, troppo distaccato; troppo “normale”. Chissà, forse una location più contenuta avrebbe permesso al live di essere più compatto e incalzante, e questo indipendentemente dalla scaletta. O forse è solo che avere grandi aspettative a volte fa sembrare le cose buone un po' meno buone. Da grandi poteri…

(Marco Jeannin)

SETLIST
“Do I wanna know?”
“Brianstorm”
“Dancing shoes”
“Don't sit down 'cause I’ve moved your chair”
“Teddy picker”
“Crying lightning”
“Fireside”
“Reckless serenade”
“Old Yellow bricks”
“Why'd you only call me when you're high?”
“Arabella”
“I want it all”
“Pretty visitors”
“I bet you look good on the dancefloor”
“Cornerstone”
“One for the road”
“Fluorescent adolescent”
“I wanna be yours”

“Snap out of it”
“Mardy bum”
“R U mine?”
 

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