E' stata una crash diet, una di quelle astinenze da cibo che fanno dimagrire anche un cetaceo? No, Boy George giura che la pancia e il doppiomento se ne sono andati quasi unicamente grazie ad un solo semplice accorgimento: via gli alcolici e la droga. Così è passato da essere un 19 stone ad un aggraziato 13 stone, come dire da 120 ad un quasi filiforme 82 chili. Che poi, non essendo un tappo, non sono affatto tanti. Le foto di quando era un trippone Boy le tiene ancora nel telefonino e le mostra al giornalista del "Mirror" che è andato a trovarlo a New York. "Adesso se guardo queste foto non mi riconosco neanche", dice il cantante. "Non sembro io. Però le tengo nel telefonino così le faccio vedere a quelli che conosco". Il cantante rivela -appunto - che il dimagrimento non è stato causato da una crash diet bensì dall'astenersi da drink, droghe e dallo scoprire che "i limiti sono una cosa saggia". E aggiunge: "Non c'è stato un momento preciso in cui mi sono detto: 'adesso devo perdere peso'. No, è stato tutto il processo di mollare droga e alcool". Una delle conseguenze è che ora Boy, come anticipato da Rockol recentemente, vuole riprendere in mano il discorso dei Culture Club. "Mi sono visto col chitarrista Roy Hay a LA, l'idea è quella di entrare in studio in gennaio con Jon Moss e Mikey Craig. Sì, finalmente sono pronto", dice l'artista. "Faremo un disco completamente nuovo, sarebbe assurdo farlo per nostalgia".
Verso la fine del servizio si scopre però che il cantante, per dimagrire così tanto, un "aiutino" l'ha ricevuto. "Dopo essere uscito di prigione", dice, "ho perso circa 25 chili in due anni attraverso una dieta vegetariana e un sacco di ginnastica. Però c'era ancora un tot di peso che volevo smaltire, e non ci riuscivo. Poi un amico mi ha parlato di una nutrizionista che si chiama Amelia Freer e lei mi ha dato una programmazione metabolica in base alla quale evito zuccheri, glucosio e cibi industriali. Adesso di tanto in tanto posso avere una ricaduta, anche se ormai uno sgarro non è altro che una barretta di cioccolato. E la cosa non mi stressa neppure, visto che non ne sono dipendente".