Per la prima volta i due cataloghi storici di Frank Sinatra si concentrano interamente nelle mani di un'unica casa discografica, la major Universal Music. La società che fa capo al gruppo francese Vivendi ha ereditato di recente dalla EMI le incisioni che "The Voice" pubblicò per la Capitol tra il 1953 e il 1960 e ora, grazie al rinnovo a lungo termine di un accordo con la Frank Sinatra Enterprises, si è assicurata anche per i prossimi anni la licenza mondiale del repertorio Reprise, l'etichetta che lo stesso artista di Hoboken (New Jersey) fondò nel '60 e con cui cominciò a pubblicare dischi a partire dall'anno successivo.
La possibilità di accedere contemporaneamente ai master Capitol e Reprise, spiega la stessa Universal, darà modo alla casa discografica di avvicinarsi nel modo migliore al centesimo anniversario della nascita del cantante, che cade nel 2015, con una serie di iniziative di marketing e di pubblicazioni contrassegnate dal nuovo marchio "Signature Sinatra".
"La musica di Frank Sinatra è leggendaria e immortale, e siamo onorati di poter replicare i nostri successi collaborando con FSE e la famiglia Sinatra alla realizzazione di prodotti eccitanti e innovativi", ha commentato il presidente e amministratore delegato di Universal Lucian Grainge, mentre il numero uno di Universal International Max Hole ha ricordato che "la musica di Sinatra attrae un amplissimo spettro di appassionati di diverse generazioni e in ogni angolo del mondo. Unendo per la prima volta i cataloghi di Reprise e Capitol, l'estensione del rapporto (con FSE) ci offre non solo la possibilità di creare una nuova e ampia gamma di prodotti ma anche l'opportunità di continuare a far risplendere la grande eredità musicale del 'Chairman of the Board' (uno dei tanti soprannomi dell'artista)". Secondo Robert Finkelstein, co-presidente della Frank Sinatra Enterprises, l'accordo permetterà alla stessa FSE "di presentare la musica di Sinatra in maniera coordinata e consistente permettendo iniziative più coese sul catalogo nel momento in cui l'accesso alla musica è diventato più ubiquo e immediato che mai".