Public Enemy a Rimini: ‘Il rap è dominato dall’industria’

Public Enemy a Rimini: ‘Il rap è dominato dall’industria’
Unica data italiana ieri sera, 11 giugno, per i Public Enemy. Chuck D e soci si sono esibiti al 105 Stadium di Rimini, confermando la loro fama di alfieri del rap “puro e duro”, quello che dice quello che pensa senza compromessi e concessioni ai media.
Attivi da oltre 15 anni, i Public Enemy rappresentano la faccia politica del rap, dimostrata non solo in canzoni come “Fight the power”, puntualmente suonata ieri sera, ma confermata nei fatti. L’ultimo, la realizzazione indipendente di “Revolverution”, disco “interattivo” realizzato con l’aiuto dei fan (che hanno inviato i loro remix di brani storici) e pubblicato l’anno scorso senza l’ausilio di case discografiche multinazionali.
“Le industrie discografiche dominano il rap”, ha spiegato Chuck D a Rockol dopo il concerto. “Se volete vederla in modo parziale è davvero così. Il fatto, però, è che ci sono un sacco di rapper bravi che non trovano spazio sui media tradizionali, sulla radio o in TV. Per questo Internet è importante: è un mezzo di espressione diretto e senza mediazioni. Noi abbiamo vissuto tutta la storia del rap, e devo dire che mi sembra che troppo spesso i rapper oggi fanno musica per compiacere i discografici”.
Nella scaletta del concerto, un’ora e mezza di energia pura, brani recenti come la politica “Son of a bush” (nella quale hanno mandato a quel paese sia il presidente americano che Tony Blair), e canzoni che hanno fatto la storia del rap, come “911 is a joke” o “Don’t believe the hype”: “Non bisogna credere alle bugie, ancora oggi”, ha raccontato a Rockol Flavor Flav, il compagno/spalla di Chuck D.
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