Che sarebbe stato Rod Stewart ad inaugurare l'Hydro si sapeva già dallo scorso novembre, quando lo stadio indoor più grande di Scozia era ancora in costruzione. La costruzione dell'Hydro era stata decisa anche perché a Glasgow il solo grande spazio a disposizioone era quello del SECC (Scottish Exhibition and Conference Centre), che però è spesso occupato da fiere e mostre. L'Hydro (più esattamente SSE Hydro) è stato ora completato dopo due anni e sette mesi di lavori ed è in grado di ospitare 12.000 spettatori.
Come previsto la struttura da 125 milioni di sterline è stata tenuta a battesimo da Rod the Mod. Dentro, come riporta il quotidiano "The Scotsman", un mare di tartan ha accolto il 68enne cantante. Partenza a razzo, con un Rod in giacca argentata che ha infilato subito "This old heart of mine", "Tonight’s the night" e "Twisting the night away". Dopo una manciata di altre canzoni l'artista ha detto: "Una bellissima serata, e l'edificio non è ancora crollato. Ieri sono rimasto sveglio tutta la notte pensando a questa cosa". Dopo altri pezzi, ed aver salutato l'arrivio sul palco della figlia Ruby, Rod ha fatto ascoltare "You're in my heart" prima del finalone cOn "Do ya think I’m sexy?" ed una epica "Auld Lang Syne" cantata in massa da tutti. Stewart, che in realtà è scozzese solo per metà, ha chiuso dicendo "arrivederci, mia patria spirituale".
L'Hydro dovrebbe ospitare d'ora in poi circa 140 eventi all'anno e spera di diventare una delle prime cinque arene indoor del mondo. Nei prossimi mesi la struttura ospiterà, tra gli altri, i premi Mobo, Calvin Harris, Proclaimers, Fleetwood Mac, Peter Gabriel, Depeche Mode, Simple Minds ed Arctic Monkeys.