L'università di Edimburgo mette al bando 'Blurred lines' di Robin Thicke

Le rogne, per "Blurred lines" di Robin Thicke, non sono finite. Dopo la minacciata azione legale degli eredi di Marvin Gaye per il presunto plagio che il trentaseienne di Los Angeles avrebbe commesso ricalcando "Blurred lines" sull'impronta di "Got to give it up", classico del soulman di Washington datato 1978, è ora la volta di una istituzione accademica. L'università di Edimburgo ha infatti messo al bando il popolare brano, che questa settimana è peraltro ancora nella Top 5 USA, per sessismo. Più esattamente, a non concedere più spazio al pezzo, appunto bollato di sessismo, più per il testo che per il video, è il sindacato degli studenti. La Edinburgh University Students' Association, nel quadro della campagna "End Rape Culture and Lad Banter on Campus", ha riferito che è sua intenzione chiudere i margini di manovra a qualsiasi stereotipo sulla violenza sessuale. Kirsty Haigh del sindacato ha affermato che il brano di Thicke "promuove un atteggiamento insano nei confronti del sesso e dell'essere consenzienti e la Edinburgh University Students' Association ha una politca di tolleranza zero nei confronti delle molestie a sfondo sessuale".




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Nello scorso luglio Thicke, sentito dal "Times", aveva affermato che il celebre video di "Blurred lines" era nato dalla volontà di fare qalcosa di buffo e non certo di piccante. "Quando riguardo il video, mi fa sorridere", aveva detto. "Non sembra un video pericoloso, siamo noi uomini a fare la figura degli sciocchi mentre invece le donne non dimenano il sedere e non fanno neppure balli sexy. E' un video sciocchino. In realtà volevo fare qualcosa alla Benny Hill, qualcosa di buffo".

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