Earth, Wind & Fire: 'Nelle nuove canzoni rivive il sound che ci ha reso famosi'

Earth, Wind & Fire: 'Nelle nuove canzoni rivive il sound che ci ha reso famosi'

Earth, Wind & Fire ora, allora e per sempre. Pungolato dalla Legacy, il ramo di Sony Music che si occupa di valorizzare il catalogo storico della major discografica, il gruppo nato a Chicago a fine anni Sessanta aveva accettato di buon grado l'idea di pubblicare una nuova antologia dei vecchi successi, selezionati, per una volta, da fan illustri come Justin Timberlake, will.i.am, Pharrell, Roots e Andre 3000. Il progetto ha preso corpo, ma a un certo punto Verdine White, Philip Bailey e Ralph Johnson - i tre membri storici che tengono in vita il glorioso marchio - si sono accorti di avere altre risorse a cui attingere e ambizioni maggiori: fissare su nastro, a otto anni di distanza dall'utimo disco di studio "Illumination", un gruzzolo di canzoni che riproponessero il classico sound della band, quel mix scoppiettante di r&b, funk, soul, jazz e disco che la rese famosa ai tempi in cui il timone era ben saldo nelle mani di Maurice White, l'eminenza grigia del gruppo che il morbo di Parkinson ha costretto ad alzare bandiera bianca già nel 1994. E' nato così "Now, then and forever", doppio album che arriva nei negozi martedì prossimo, 10 settembre, con un'aquila dorata in copertina a riproporre l'inconfondibile iconografia in stile antico Egitto della band. "Eravamo nella fortunata posizione di non dover incidere per forza un disco nuovo per andare in tour e trovare ingaggi", raccontano i tre co-leader della band. "Non avevamo addosso alcuna pressione, insomma. Ma nel momento in cui ci siamo messi ad ascoltare le vecchie cose e siamo entrati in studio a registrare ci siamo convinti che era il caso di far rivivere il nostro classico sound". "Per questo", spiega il cantante Philip Bailey, "abbiamo voluto riprendere i contatti con un collaboratore storico come Larry Dunn. Allo stesso tempo volevamo guardare avanti, e così abbiamo affidato la produzione di alcuni brani a mio figlio Philip Jr., altri all'autore e produttore Neil H. Pogue. E' stata una scelta proficua, e siamo riusciti a ottenere esattamente quel che speravamo". "Tutto è iniziato in modo quasi automatico e da quel momento le cose sono andate avanti con assoluta fluidità", conferma il filiforme Verdine, fratello minore di Maurice e bassista della band. "E' stato molto piacevole, questo lavoro che ci ha tenuti impegnati per due anni".

Il marchio di fabbrica degli EW&F è inconfondibile sin da "My promise", il singolo prescelto sul mercato internazionale per lanciare l'album. "Volevamo che la musica suonasse inconfondibilmente nostra ma non datata", confermano White, Bailey e Johnson. "Stando alle prime reazioni del pubblico e della critica sembra che siamo riusciti nell'intento. Siamo coscienti del posto che occupiamo nella storia della musica e abbiamo voluto restare fedeli alla nostra filosofia, trasmettendo anche questa volta messaggi positivi che possano elevare il morale e la consapevolezza. E' sempre stata la nostra missione, quella, e desideriamo continuare su questa strada". Ma non mancano le piccole soprese: se "Sign on" strizza l'occhio al periodo disco ("E' parte del nostro retaggio, dai tempi di 'Boogie wonderland' e di 'Let's groove'. Qualcuno ci considera una dance band, ma abbiamo sempre cercato di coprire tutte le aree musicali"), nel mazzo degli inediti affiorano anche momenti più raffinati come lo strumentale "Belo horizonte", influenzato dalla bossa nova brasiliana. Un altro vecchio amore che si perpetua nel tempo, suggellato nel 2002 dall'album "Live in Rio".... "Maurice ha sempre amato la musica brasiliana", ricorda il percussionista Johnson, "e noi tutti abbiamo avuto modo di entrare in contatto con quel fantastico mondo soprattutto a partire dagli anni '80. 'Belo horizonte', di cui sono coautore, riprende a sua volta il filo di un discorso iniziato tanto tempo fa". E forse anche le inflessioni jazz di "Splashes" sono un omaggio alle origini musicali del maggiore dei fratelli White con il Ramsey Lewis Trio... "Quello è un brano molto cerebrale", spiegano i tre. "Ci suona Terenche Blanchard, e per noi è stato un grande onore poterlo ospitare in studio. E' uno dei pochi 'special guests' del disco. Ci sentivamo così fiduciosi delle nostre possibilità che abbiamo voluto contare quasi esclusivamente sulle nostre sole forze".

L'altro ospite di riguardo, come ormai ben noto, è Mario Biondi, voce solista nel remix della celeberrima ballata "After the love is gone" (il secondo singolo in radio da oggi). "E' stata la Sony a metterci in contatto", spiegano gli EW&F, "abbiamo lavorato a distanza e il nostro primo incontro faccia a faccia risale al concerto del 23 luglio a Milano. Avevamo voglia di collaborare con artisti differenti in Paesi diversi, non solo per avvicinarci alla loro cultura ma anche per coinvolgerli in un genere di musica con cui si sentono in sintonia", spiega Bailey. "Mario è stato molto gentile e disponibile. E il suono della sua voce è molto interessante, nella vena di Barry White".

Lo stesso ritorno all Sony è stato un ingrediente importante del "back to the roots" voluto dalla band: fu proprio quella, infatti, la casa discografica che, ai tempi in cui si chiamava Columbia e aveva come presidente Clive Davis, fece firmare agli Earth, Wind & Fire il primo contratto. "Con Clive ci incontrammo nel 1971 o nel '72", rammenta Verdine, "e questo nuovo accordo in un certo senso chiude il cerchio. Nel panorama discografico attuale la Sony è probabilmente la casa discografica più forte di tutte: anche il nuovo disco dei Daft Punk, per citare un successo di questi tempi, è uscito su etichetta Columbia". "Per Davis facemmo un provino dal vivo ai Sunset Sound Recording Studios sul Sunset Boulevard di Los Angeles", interviene Johnson. "Ricordo che uscendo dallo studio ci disse che si sarebbe fatto vivo. Mantenne la parola: nel luglio del 1972 ci imbarcò su un areo con destinazione Londra, Inghilterra, per una convention internazionale della Columbia Records in cui assieme ad altri artisti fummo presentati ai responsabili delle etichette del gruppo in tutto il mondo. Fin dall'inizio Davis fu molto amichevole nei nostri confronti, mostrando interesse nella nostra musica. E oggi eccoci di nuovo qui".

Senza Maurice, ovviamente, che non ha messo mano al disco ma che - raccontano i tre EW&F originali, "ci ha incoraggiati fornendo un grande appoggio. Il disco gli è piaciuto molto, è orgoglioso dei risultati che abbiamo raggiunto". "L'anno prossimo", ricorda Verdine, "saranno vent'anni che noi tre andiamo avanti senza di lui, in studio e sui palchi di tutto il mondo. Ed è bello che alla vigilia di un anniversario così importante esca un disco realizzato per la prima volta senza il contributo di produttori esterni, e con il classico suono degli Earth Wind & Fire. Per noi questo è un momento davvero elettrizzante". Anche l'imprimatur delle pop star che hanno selezionato i pezzi del greatest hits sarà stato un motivo di orgoglio... "Sono stati il management e l'etichetta a suggerire questa idea, ma ovviamente tutti gli artisti coinvolti erano grandi fan degli EW&F...Timberlake, per esempio, di recente aveva interpretato dal vivo 'Shining star' nel programma tv di Jimmy Fallon". Ultimo esempio in un'innumerevole galleria di cover e "prestiti" non sempre riconosciuti e accreditati. Onorati o indispettiti da questo continuo "saccheggio"? "Ci indispettiamo quando non ci riconoscono le royalty", rispondono i tre ridacchiando. "Ma i sample, a ben pensarci, sono un modo di tenere in vita la nostra musica perpetuandola in un un nuovo repertorio. Ci va bene così, finché nella buca delle lettere arrivano gli assegni...".

Non è solo nell'ambito della comunità musicale, comunque, che gli Earth Wind & Fire annoverano fan illustri: in tempi diversi, i presidenti degli Stati Uniti Bill Clinton e Barack Obama li hanno entrambi invitati alla Casa Bianca. "Ci esibimmo per il presidente Clinton in occasione dell'ultima cena ufficiale di stato organizzata dalla sua amministrazione alla presenza del Re del Marocco Mohammed VI", ricorda White. "Dopo di che", aggiunge Johnson, "venimmo imbarcati su un areo per esibirci alla sua festa di compleanno, insieme a Eartha Kitt e a James Brown". "Più recentemente abbiamo suonato per il presidente Obama ed è stato incredibile", chiosa Bailey."Una persona molto, molto alla mano, che ci ha ricevuto in maglione e in pantaloni beige, chiedendoci notizie della nostra sezione fiati!". "Un momento memorabile", sottolineano i tre guardandosi negli occhi. "Ma ce ne sono stati tanti altri...Il concerto per il premio Nobel per la Pace nel dicembre 2007. Le quattro serate a Wembley negli anni '80. L'Hollywood Bowl, due anni fa. Il Superbowl e i Grammy, in cui ci siamo esibiti due volte. Tutte esperienze indimenticabili".

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