Articoli - 18/01/1999
'Belli' a confronto. Antonacci: «Vorrei fare un film»; Nek: «Forse sarò ospite a Sanremo»
Credits: Alessandro Pallone / Concessione in uso a Rockol
L'inizio delle rispettive tournée offre il destro al "Corriere della Sera" per un confronto tra Nek e Biagio Antonacci: «Tra i 'belli' è sfida di tour. Concerti tecnologici contro esibizioni acustiche. "Sting resta il mio simbolo", "Io sarò regista come Ligabue". Uno sceglie i palasport, l'altro vuole i teatri: due cantautori girano contemporaneamente Italia, Europa, Sudamerica. "Dalle fan reggiseni e altre sorprese"».
Scrive Andrea Laffranchi: «Filippo ha i canoni della bellezza classica: lineamenti regolari e occhi azzurri; Biagio ha un fisico da guascone e lo sguardo mediterraneo. Nek e Antonacci, i due belli della musica italiana, ora si sfidano anche in concerto. La voce di "Laura non c'è" e "Se io non avessi te" ha avviato sabato a Pescara (con una settimana di ritardo per un'influenza) il tour mondiale, l'autore di "Se è vero che ci sei" e "Mi fai stare bene" ritorna sul palco domani a Terni. Due spettacoli diversi che li porteranno a incrociare le loro strade prima in Italia, poi all'estero, e quest'estate ancora nella penisola. Nek (domani a Viterbo, il 22 a Udine, il 23 a Treviso e il 24 a Rovereto) girerà i palasport con un concerto tecnologico e una scenografia post-moderna. A marzo sconfinerà in Germania e fra aprile e giugno in Sud America e Spagna dove canterà tutte le canzoni in spagnolo ("L'ho imparato nelle interviste"). La prima parte dello spettacolo di Antonacci, invece, è completamente acustica: per questo l'artista ha scelto di esibirsi nei teatri. Questa settimana, dopo Terni, sarà il 20 e 21 a Trento, il 22 a Sanremo e il 23 a Verona. A marzo il via alle date all'estero con Francia e Sud America, dove canterà "Quanto tempo ancora" e "Iris" in spagnolo. Il bell'aspetto li ha aiutati - ammettono - anche se precisano che "è la musica, alla fine, quella che conta, quella che ti fa vendere i dischi". Le fan li assediano e se Nek si è visto recapitare una foto di una ammiratrice a seno nudo ("Misure da Guinness") impacchettata con il reggiseno, Biagio racconta di quando trovò "nel bagno di un teatro una ragazza in lacrime che si era chiusa lì la sera prima del concerto". I due, però, lasciano poche speranze. "Sono libero - dice Nek -, ma con questi ritmi di lavoro saltano anche gli affetti". Mentre Antonacci, che vive con Marianna, figlia di Gianni Morandi, confessa: "Vorrei mettere in cantiere un altro figlio (il primo è Paolo, 3 anni). Mi piacerebbe una femmina". (...)
"Amo il rock e il pop degli anni '80 - spiega Nek - e riporto quei suoni nei miei dischi. Sting è il mio maestro, è un simbolo, ma ho ascoltato molto anche U2, Clash, Van Halen, Finardi, Raf e Fossati. Di recente mi sono piaciuti gli album di Robin Williams e Lenny Kravitz" (N.d.R.: evidentemente si parla di Robbie Williams, e non dell'attore de "L'attimo fuggente"). "Mi ispiro - sottolinea Antonacci - a Vasco Rossi, Battiato e De Andrè. Fra gli stranieri mi hanno influenzato Police, Genesis e Jethro Tull. Oggi ascolto Madonna e George Michael".
Entrambi sono stati a Sanremo. Torneranno sul palco dell'Ariston? "Solo se la musica sarà di nuovo protagonista", dice Biagio. Fa gli scongiuri il collega: "La gara è solo una vetrina promozionale che serve per lanciare un cantante o rilanciare chi è caduto. Spero di andare avanti con le mie forze. Come ospite, invece, potrei esserci quest'anno". Che ne pensano della presenza del premio Nobel Dulbecco, in veste di co-presentatore? "Non vedo cosa abbia a che fare con il Festival - sostiene Nek -. Meglio la tradizione: un presentatore con due bellone". Boccia l'idea anche Antonacci: "Si parla sempre degli ospiti e non dei cantanti". L'ipotesi di rendere omaggio a De Andrè e Battisti, i due big della canzone italiana, per Nek sarebbe "un fatto simbolico", mentre Antonacci si indigna: "Sono cose che odio. Con Battisti ho visto cose allucinanti e spero che questa volta si risparmino". Biagio ama il cinema: «Sono convinto - sottolinea - che un giorno diventerò attore o regista. Ho invidiato moltissimo Ligabue che ha avuto la possibilità di dirigere un film. Mi piacerebbe farne uno per raccontare la mia vita, quella di un ragazzo che dalla periferia arriva a realizzare un sogno"».
Scrive Andrea Laffranchi: «Filippo ha i canoni della bellezza classica: lineamenti regolari e occhi azzurri; Biagio ha un fisico da guascone e lo sguardo mediterraneo. Nek e Antonacci, i due belli della musica italiana, ora si sfidano anche in concerto. La voce di "Laura non c'è" e "Se io non avessi te" ha avviato sabato a Pescara (con una settimana di ritardo per un'influenza) il tour mondiale, l'autore di "Se è vero che ci sei" e "Mi fai stare bene" ritorna sul palco domani a Terni. Due spettacoli diversi che li porteranno a incrociare le loro strade prima in Italia, poi all'estero, e quest'estate ancora nella penisola. Nek (domani a Viterbo, il 22 a Udine, il 23 a Treviso e il 24 a Rovereto) girerà i palasport con un concerto tecnologico e una scenografia post-moderna. A marzo sconfinerà in Germania e fra aprile e giugno in Sud America e Spagna dove canterà tutte le canzoni in spagnolo ("L'ho imparato nelle interviste"). La prima parte dello spettacolo di Antonacci, invece, è completamente acustica: per questo l'artista ha scelto di esibirsi nei teatri. Questa settimana, dopo Terni, sarà il 20 e 21 a Trento, il 22 a Sanremo e il 23 a Verona. A marzo il via alle date all'estero con Francia e Sud America, dove canterà "Quanto tempo ancora" e "Iris" in spagnolo. Il bell'aspetto li ha aiutati - ammettono - anche se precisano che "è la musica, alla fine, quella che conta, quella che ti fa vendere i dischi". Le fan li assediano e se Nek si è visto recapitare una foto di una ammiratrice a seno nudo ("Misure da Guinness") impacchettata con il reggiseno, Biagio racconta di quando trovò "nel bagno di un teatro una ragazza in lacrime che si era chiusa lì la sera prima del concerto". I due, però, lasciano poche speranze. "Sono libero - dice Nek -, ma con questi ritmi di lavoro saltano anche gli affetti". Mentre Antonacci, che vive con Marianna, figlia di Gianni Morandi, confessa: "Vorrei mettere in cantiere un altro figlio (il primo è Paolo, 3 anni). Mi piacerebbe una femmina". (...)
"Amo il rock e il pop degli anni '80 - spiega Nek - e riporto quei suoni nei miei dischi. Sting è il mio maestro, è un simbolo, ma ho ascoltato molto anche U2, Clash, Van Halen, Finardi, Raf e Fossati. Di recente mi sono piaciuti gli album di Robin Williams e Lenny Kravitz" (N.d.R.: evidentemente si parla di Robbie Williams, e non dell'attore de "L'attimo fuggente"). "Mi ispiro - sottolinea Antonacci - a Vasco Rossi, Battiato e De Andrè. Fra gli stranieri mi hanno influenzato Police, Genesis e Jethro Tull. Oggi ascolto Madonna e George Michael".
Entrambi sono stati a Sanremo. Torneranno sul palco dell'Ariston? "Solo se la musica sarà di nuovo protagonista", dice Biagio. Fa gli scongiuri il collega: "La gara è solo una vetrina promozionale che serve per lanciare un cantante o rilanciare chi è caduto. Spero di andare avanti con le mie forze. Come ospite, invece, potrei esserci quest'anno". Che ne pensano della presenza del premio Nobel Dulbecco, in veste di co-presentatore? "Non vedo cosa abbia a che fare con il Festival - sostiene Nek -. Meglio la tradizione: un presentatore con due bellone". Boccia l'idea anche Antonacci: "Si parla sempre degli ospiti e non dei cantanti". L'ipotesi di rendere omaggio a De Andrè e Battisti, i due big della canzone italiana, per Nek sarebbe "un fatto simbolico", mentre Antonacci si indigna: "Sono cose che odio. Con Battisti ho visto cose allucinanti e spero che questa volta si risparmino". Biagio ama il cinema: «Sono convinto - sottolinea - che un giorno diventerò attore o regista. Ho invidiato moltissimo Ligabue che ha avuto la possibilità di dirigere un film. Mi piacerebbe farne uno per raccontare la mia vita, quella di un ragazzo che dalla periferia arriva a realizzare un sogno"».
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