E' già disponibile in Rete "Hail to the thief", il nuovo album dei Radiohead. "Pensavo che fosse ancora presto perché qualcuno lo rendesse scaricabile, ma tutto sommato non sono affatto dispiaciuto che il disco sia disponibile su Internet", ha commentato Jonny Greenwood, uno dei due chitarristi della band oxfordiana, che ha aggiunto: "Solitamente mi contraria il fatto di trovare sui network peer-to-peer le nostre canzoni non masterizzate o non nella loro lezione definitiva. Questa volta, però, ho controllato di persona: mi sono scaricato l'album e ho appurato che suona bene anche sulle piccole casse del mio computer portatile. Quindi sono contento che la gente lo ascolti e lo apprezzi".
Ad un primo ascolto, il disco appare confermare le voci circolanti da tempo (vedi news): più 'facile' di “Kid A” e “Amnesiac”, “Hail to the thief” sembra segnare un (parziale) ritorno ai suoni più diretti ma sempre sperimentali di “Ok computer”. Nei 14 brani del disco si alternano canzoni decisamente chitarristiche come il singolo “There there” o “2+2=5” ad altre più ricercate: dall'elettronica di “Backdrifts” e “The gloaming” ai ritmi sincopati di “Mixomatosis”; in generale l'album sembra indulgere più spesso nella melodia (come nelle belle e delicate “Scatterbrain” e “I will”,o le ballate pianistiche “Sit down stand up”, e “We suck young blood”), eliminando del tutto gli ostici intermezzi strumentali che infarcivano gli ultimi due album di studio. I toni delle canzoni sono spesso duri e prendono direttamente posizioni pacifiste: il titolo – una frase contenuta anche nella prima canzone, “2+2=5”- si riferisce ad uno slogan anti-Bush, e in “I will” si sente il cantante Thom Yorke affermare “Mi rifugerò in un bunker sottoterra, non lascerò che questo capiti ai miei bambini”.
Ad un primo ascolto, il disco appare confermare le voci circolanti da tempo (vedi news): più 'facile' di “Kid A” e “Amnesiac”, “Hail to the thief” sembra segnare un (parziale) ritorno ai suoni più diretti ma sempre sperimentali di “Ok computer”. Nei 14 brani del disco si alternano canzoni decisamente chitarristiche come il singolo “There there” o “2+2=5” ad altre più ricercate: dall'elettronica di “Backdrifts” e “The gloaming” ai ritmi sincopati di “Mixomatosis”; in generale l'album sembra indulgere più spesso nella melodia (come nelle belle e delicate “Scatterbrain” e “I will”,o le ballate pianistiche “Sit down stand up”, e “We suck young blood”), eliminando del tutto gli ostici intermezzi strumentali che infarcivano gli ultimi due album di studio. I toni delle canzoni sono spesso duri e prendono direttamente posizioni pacifiste: il titolo – una frase contenuta anche nella prima canzone, “2+2=5”- si riferisce ad uno slogan anti-Bush, e in “I will” si sente il cantante Thom Yorke affermare “Mi rifugerò in un bunker sottoterra, non lascerò che questo capiti ai miei bambini”.
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