Un atlante per i Beatles

Un atlante per i Beatles
Il "Corriere della Sera" apre la sezione "Cultura e spettacoli" con una pagina dedicata al libro "Atlante dei Beatles - Guida enciclopedica al mondo di John, Paul, George e Ringo", a cura di Giorgio Ferrari, edito da Il Minotauro. «In rigoroso ordine alfabetico, 1800 voci e 250 illustrazioni da "Abbey Road" a "Frank Zappa"», spiega Mario Luzzatto Fegiz. «L’atlante beatlesiano ha il pregio di offrire informazioni scrupolose e sistematiche non solo sui Beatles e sulle loro canzoni, ma anche su tutti gli annessi connessi, anche remoti. Uno degli aspetti più incredibili della reicerca è la minuziosa elencazione delle cover, cioè delle versioni alternative delle varie canzoni dei Beatles. Si scopre così che la canzone più eseguita da altri interpreti, dopo "Yesterday", fu "Something", scritta da George Harrison. Incisa nel 1969 con Lennon, McCartney, Starr, Billy Preston all’organo e il supporto di dodici violini, quattro viole, quattro violoncelli e un contrabbasso, inserita nell’album "Abbey Road", venne ripresa tra gli altri da Joe Cocker, Mina, Frank Sinatra, Elvis Presley, James Brown, George Benson, Sarah Vaughan, Dionne Warwick, Perry Como, Shirley Bassey».
Sibillino il giudizio del critico: «Carmelo Bene una volta disse: "Sono un dilettante, e come tale il più grande tra i professionisti". Questo viene in mente sfogliando l’"Atlante dei Beatles": solo l’amatore si annulla nei suoi miti fino a diventare una sorta di catalogo vivente dei particolari anche più insignificanti, cercando di dare alle stampe qualcosa di definitivo. Ambizione che sfocia nella venerazione, nell’icona, nell’iperbole lodante e acritica. Trappola in questo caso evitabile visto che a un Atlante si chiedono solo località, laghi, fiumi, mari, montagne».
Scrive tra l’altro Fegiz «Come saggiamente prevede l’autore nell’introduzione, un libro del genere sembra fatto apposta per scatenare la caccia all’errore e all’omissione. Alla quale volentieri ci associamo: non è ricordato per esempio che il concerto italiano era organizzato da Leo Wachter o che Stuart Sutcliffe era un pittore i cui quadri sono oggi ben quotati».
Stando così le cose, Rockol raccoglie la palla e continua il gioco: nell’articolo sul "Corriere" è riportato il 23 agosto 1972 come data del matrimonio tra John Lennon e Cynthia Powell. Si tratta in realtà del 1962.
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