Costretti ad anticipare i tempi per contrastare la diffusione dei loro nuovi brani via Web (vedi news), i White Stripes pubblicano il loro quarto album, "Elephant" (XL Recordings), preceduto dal singolo "Seven nation army".
"L'elefante è un simbolo di molte caratteristiche: potenza, maestà, innocenza, goffaggine, rabbia", sostiene Jack White, chitarrista e cantante del duo di Detroit, per spiegare la scelta del titolo. "E poi è un animale molto emotivo. Quando degli elefanti si imbattono nei resti del cadavere di un loro simile, si emozionano e cercano di sotterrarli con le proboscidi". Proprio questa emotività sembra attrarre particolarmente i White Stripes che nelle nuove canzoni lamentano la scomparsa della sensibilità come valore positivo. L'album infatti è dedicato alla "death of the sweetheart", la morte del cuore tenero. "E' completamente fuori moda nella cultura americana essere dolci. C'è questo bisogno di mostrarsi duri, le teenager devono farsi tatuaggi, piercing e dormire con gente sempre diversa", osserva Jack e la sorella Meg, batterista del duo, rincara: "Nei media passa l'idea che devi fare qualsiasi esperienza, devi vedere e provare tutto. E l'innocenza non ha più nessun valore". E il mondo del rock sembra fatto apposta per incoraggiare i comportamenti eccessivi, come osserva Jack: "Vedi i tuoi amici nell'ambiente del rock 'n' roll che si invischiano con le droghe, si mettono a fare regolarmente sesso con sconosciuti. E pensi che li hai conosciuti come persone sensibili che si comportavano in modo completamente diverso quando avevano un lavoro normale".
Possono sembrare discorsi da nostalgici che rimpiangono i bei vecchi tempi, ma i due non si preoccupano di apparire fuori moda. Anzi, non fanno mistero di detestare i metodi di registrazione attuali e proprio per questo hanno lavorato agli studi Toe Rag di Londra, equipaggiati come una sala degli anni '60. "Sono un luogo completamente estraneo alla tecnologia malefica, i computer, Pro-Tools e tutti quegli aggeggi che odio", afferma Jack. "Penso che questo tipo di tecnologia sia la cosa peggiore della musica pop di oggi. Vogliamo rendere popolare l'idea di allontanarsi da tutto questo".
Il resoconto completo dell'incontro coi White Stripes verrà pubblicato nei prossimi giorni nella sezione interviste di Rockol.
Possono sembrare discorsi da nostalgici che rimpiangono i bei vecchi tempi, ma i due non si preoccupano di apparire fuori moda. Anzi, non fanno mistero di detestare i metodi di registrazione attuali e proprio per questo hanno lavorato agli studi Toe Rag di Londra, equipaggiati come una sala degli anni '60. "Sono un luogo completamente estraneo alla tecnologia malefica, i computer, Pro-Tools e tutti quegli aggeggi che odio", afferma Jack. "Penso che questo tipo di tecnologia sia la cosa peggiore della musica pop di oggi. Vogliamo rendere popolare l'idea di allontanarsi da tutto questo".
Il resoconto completo dell'incontro coi White Stripes verrà pubblicato nei prossimi giorni nella sezione interviste di Rockol.
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