Michael Eavis, il fondatore del festival di Glastonbury che iniziò nel 1970 con 1500 spettatori mentre ora la kermesse vola attorno alle 130.000 presenze, ha definito l'edizione 2013, conclusasi ieri sera, "la migliore". Eavis, classe Trentacinque, più esattamente ha affermato che "veramente è stato il miglior festival che abbia mai fatto, senza ombra di dubbio". ITV maliziosamente aggiunge che Eavis offre lo stesso commento dopo quasi tutte le edizioni. Tra i Vip avvistati al festivalone di Pilton, Somerset, Kate Moss, l'85enne entertainer Sir Bruce Forsyth e il calciatore Wayne Rooney. Si è vista anche la regina Elisabetta ,ma solo sotto forma di sagoma di cartone. Più d'uno asserisce d'aver visto il (vero) principe Harry, arrivato senza farsi annunciare e rimasto molto in disparte. Dei Rolling Stones, l'attrazione principale senza nulla togliere agli altri due headliner, Eavis ha detto: "Musicalmente sono stati fantastici. Incredibile l'energia di Jagger che conduce la band con così tanta passione e un sacco di stile". Non tutti condividono il parere di Eavis. Il cabarettista Ross Noble ad esempio via Twitter ha affermato che vedere in azione gli Stones a Glastonbury è stato come vedere il film "Il giorno dei morti".
Il quotidiano "Daily Telegraph" si dedica invece a fare le pulci ai dati della copertura della BBC. L'ente radiotelevisivo britannico, come noto, quest'anno ha deciso di ampliare la copertura dell'evento. Per fare ciò la Beeb ha speso 2 milioni di sterline. Il "Telegraph" riporta che è sì vero che, all'inizio del set degli Stones i telespettatori britannici hanno toccato il picco di 2.54 milioni, ma è parallelamente vero che un numero maggiore di telespettatori (2.78 milioni), alla stessa ora, ha guardato l'ennesima replica di "Die Hard - Duri a morire". La media della trasmissione è stata di 1.3 milioni, equivalenti ad uno share del 15.5%.
E ora inizia la fase finale, quella senza musica. Si sta infatti pulendo il sito abitato per tre giorni da 135.000 spettatori, che deve tornare al più presto alla sua vera identità: una fattoria con tanto di pecore e mucche.