Egregio comando, prima di abbattermi nel più cupo mutismo e nella desolazione del vuoto spaziale, invio ai comandanti della flotta il rapporto completo sulla prima tragica serata del Festival di Sanremo. Resto in osservazione come da ordini del comando intergalattico.
ten. r.g.
Ora terrestre: 21.16 - Soltanto un bravo ragazzo 23 febbraio - Primo rapporto in diretta da Altair IV
del tenente Roberto Giallo
Da ormai qualche minuto stiamo assistendo all’evento planetario terrestre noto come Festival di Sanremo. Ad ora, la canzone più interessante sentita è “Superassorbente-anche-bagnato-è-resistente” (Istituto di Glottologia, potete fornire chiarimenti?). Un bravo ragazzo ha parlato con una vecchietta simpatica e poi si sono visti un sacco di Sanremi di altri tempi, anche delle pitture murali con Pippo Baudo e altri animali presistorici. Poi il bravo ragazzo ha presentato uno scienziato terrestre molto importante, un signore simpatico e spiritoso. Secondo le informazioni raccolte, il famoso scienziato prende soltanto dieci milioni a serata (circa quindici xiplix di Saturno), cioè circa cinque volte meno di quella bella signorina. Ciò ci fornisce preziose indicazioni su in quale conto i terrestri tengano la scienza (e in quale conto tengano le signorine). Tutti i Cantanti Campioni sono obbligati dalle severe regole del gioco a scendere ripidissime scale (abbiamo visto qualcosa a proposito dei Maya, credo). Mentre invio questo rapporto si annuncia l’incursione di tale Marina Rei, con una base vagamente drum and bass com’era in voga su Nestor nel Settimo Secolo Dopo La Carestia. Che abbia sentito i vecchi ologrammi dei Matia Bazar?
Ora terrestre: 21.45 - Emozioni dallo spazio 23 febbraio - Secondo rapporto in diretta da Altair IV
del tenente Roberto Giallo
So che certe scimmie adolescenti di Alhambra, alle estreme periferie delle galassie esterne, avranno apprezzato quel Grignani. Sono gli stessi bassi istinti che si notano presso parte della popolazione terrestre, la più povera e reietta, che si mette orecchini ovunque.
Gli aggiornamenti dalla regione geografica in osservazione registrano tempo buono e una temperatura intorno ai tredici gradi centigradi (ehi, voi della galassia di Flexa sareste già tutti al mare!). Ma allora perchè molte terrestri si sono presentate vestite di pelli e pellicce? Forse lo stadio evolutivo non è così elevato come credevamo? (E comunque, la clava la lasciano al guardaroba?). Si conferma che quella delle scale è una vera prova d’abilità supplementare: vecchie signore e cantanti di una certa età vengono accolte dal bravo ragazzo con grida di piano! Attenzione! Per carità! Comunque, il fenomeno dell’uomo della strada portato in tivù va sotto il nome terrestre di Ippolitismo (Sezione Archivi, confermate?). Fin’ora, bisogna dire, grandi indicazioni sulla civiltà terrestre da questo festival non ne arrivano, a parte le straordinarie abitudini alimentari di Al Bano che spalma sul pane la malinconia. Forse dovremmo fare un controllo generale dei nostri vocabolari terrestri. O forse, chissà, dovrebbe farlo Al Bano. Segnalano gli storici della Sezione Ricerche di Altair IV che almeno ottocento canzoni di Al Bano risultano, all’esame dei computer, assolutamente identiche a queste. Una straordinaria resistenza della specie Al Bano, che contraddice in parte anche il Darwinismo.
Potrebbe anche essere una buona serata, nonostante questa fastidiosa pioggia di meteoriti. Purtroppo non è mai una serata perfetta. Infatti, proprio mentre invio questo secondo rapporto, cantano gli Stadio.
Ma l’emozione profonda che ci ha preso vedendo sul palco dell’Ariston un vecchio astronauta che mise piede sulla Luna. Non ridete, voi che avete colonizzato Drassa 2 e piegato i venti termici impetuosi di Orione! Un po’ di rispetto per questa specie primitiva che è arrivata almeno fino alla luna! Come si siano poi ridotti a far cantare Gatto Pancieri, rimane un mistero.
Ora terrestre: 22.35 - Siete ancora svegli? 23 febbraio - Terzo rapporto in diretta da Altair IV
del tenente Roberto Giallo
Ciò non toglie che alle popolazioni delle galassie lo spettacolo interessi molto: il comando ha ricevuto almeno otto milioni di olo-mail dalle donne centenarie del pianeta Turbitan, che vogliono sapere dove si compra la crema antirughe pubblicizzata tra una canzone e l’altra. Quanto a una terrestre di nome Cher poteva almeno far finta di cantare! Comunque, che fascino, che charme! I nostri chirurghi estetici non saprebbero fare di meglio nemmeno con cento interventi! (Ma con centoventi sono sicuro di sì).
I primi segnali di rivolta su Vinyl III si sono verificati durante l’esibizione del duo Gragnianiello-Vanoni: perchè un cantante già maturo abbia sentito l’esigenza di portare con sè sul palco un’antica divinità degli anni Settanta è difficile da spiegare.
Ma i tumulti sono diventati veri scontri, sempre su Altair IV, quando ha cantato la signorina Casta. La signorina Nada ha almeno riportato le cose con i piedi per terra. Vista la qualità media, fin’ora, direi con i piedi terra-terra.
Ora terrestre: 23.10 - Se Dio vuole, è finito. 23 febbraio - Quarto rapporto in diretta da Altair IV
del tenente Roberto Giallo
Uno strano fenomeno termo-magnetico si è verificato nella strumentazione di Altair IV. Ad appena sei nanosecondi dalla fine della prima serata del Festival di Sanremo, nessuno dei tecnici, del numeroso personale di supporto, dei cuochi, degli scienziati galattici ricorda nemmeno una, dico una, delle note sentite. Abbiamo chiesto ai computer. Nemmeno i computer si ricordano nulla. Abbiamo chiesto ai programmatori dei computer: non si ricordano nemmeno di aver mai visto dei computer. Dunque appare provato che il cosiddetto Festival ha proprietà narcolettiche che portano rapidamente all’amnesia, cosa probabilmente gradita ai terrestri, che così possono dimenticare per qualche attimo la loro triste condizione. Unica eccezione, quella di Daniele Silvestri, che ha portato una canzone coraggiosa e cattiva in tutta quella melassa di buonismo e cortesia e gentilezza di plastica almeno come le scale del palco. Per un attimo abbiamo temuto che lo portassero via cadavere, come il protagonista della sua canzone, tanto si trovava fuori contesto. Purtroppo, tutte le macchine di riproduzione e registrazione sono saltate durante l’esibizione di un certo Finardi. Ma forse dovrei dire per fortuna. Certamente, andrebbe analizzata la concezione del tempo terrestre, che senza dubbio il festival è in grado di modificare. Nonostante si stia vedendo questa mappazza da appena due ore (su Klingon sarebbe il battito d’ali di un colibri!), la sensazione che si prova è quella di vedere lo stesso spettacolo da cinquat’anni terrestri. Il mistero sul perchè si dia tanta importanza a questo avvenimento continua a permanere. Forse è una questione di ordine pubblico. Certo non di buona musica
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