La prima cosa che ti colpisce di Rokia Traoré è la sua grazia. Con il suo fisico minuto, arriva in redazione trascinando una cassa che contiene un amplificatore Vox, ma è quasi come se pattinasse. Ha modi delicati, quasi timidi, di parlare. Ma è educazione è gentilezza, che mantiene anche quando imbraccia la chitarra. La cantante africana ha da poco pubblicato "Beautiful Africa", il suo disco più "occidentale", realizzato con la collaborazione di John Parish (PJ Harvey) e anche dell'Italiano Stefano Pilia (Massimo Volume), passa dall'Italia per un po' di promozione in mezzo agli impegni teatrali (uno spettacolo con la scrittrice premio Nobel Toni Morrison). E viene a suonare in redazione a Rockol.
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La seconda cosa che ti colpisce è la sua espressività, che è solo un'altra declinazione della sua grazia. Guardate il primo video, "Kouma". Guardate come il suo viso muta espressione a seconda dell'andamento della canzone. Rokia Traoré ti incanta, non solo musicalmente.
C'è tempo ancora per un'altra canzone, "Sarama", sempre da "Beautiful Africa". E c'è tempo anche per due chiacchiere - con lei che soavemente ti racconta di come sì, stia ancora spesso in Francia, ma non a Parigi, un poco fuori. Perché a Parigi la gente è sempre di corsa, e questo porta alla maleducazione. Non si può generalizzare, dice, ma per me è difficile stare in mezzo a gente che è troppo presa da se stessa per rendersi conto che ci sono anche altre persone. Poi, con la leggerezza con cui è arrivata, con la leggerezza con cui ha suonato, Rokia se ne va, tirandosi dietro la sua chitarra e il suo amplificatore. Man non disperate, Rokia Traoré tornerà a breve in Italia per due concerti:il 14 luglio all'Auditorium di Roma e il 15 al Carroponte, a Milano.
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